lunedì 23 settembre 2013

Pirlo sostituito se ne va. Conte: «Doveva restare»

Decisamente non una giornata da ricordare, per Andrea Pirlo. Dal primo all’ultimo minuto giocato il regista s’è ritrovato Jorginho “elettrosaldato” addosso: davanti alla difesa se giocava un po’ più arretrato, sulla trequarti se avanzava, in corsia se si decentrava. Non c’è stato verso di eludere la sorveglianza. Praticamente il bianconero ha dovuto sopportare la marcatura asfissiante del brasiliano persino quando i gialloblù erano in fase di possesso palla. Jorginho s’è di fatto disinteressato della partita, badando solo a neutralizzare quanto più possibile il suo rivale. E riuscendoci. Era successo, altre volte, che Andrea fosse marcato, ma mai in modo così asfissiante. Non credo che si sia divertito, non so quante palle abbia toccato. L’aspetto positivo, comunque, è che ha riposato per 35 minuti, e dunque sarà pronto per Verona». Ma Conte lo ha anche bacchettato, per altre questioni: «Ad Andrea dirò che quando esce dal campo, sostituito, deve fermarsi in panchina a guardare i compagni». Cosa, appunto, che ieri non è successa. Come non era successa neppure sabato 14 settembre, durante la sfida contro l’Inter: a tre minuti dal termine Pirlo ha ceduto il posto a Padoin e ha immediatamente imboccato la via degli spogliatoi di San Siro, evitando di accomodarsi in panchina e seguire la fine del match come invece si tende abitualmente a fare. Tanto più in casa Juve, laddove Conte ha voluto in tutti i modi instaurare un clima di unità di intenti e condivisione di responsabilità. Basti pensare alla scelta, di schierare Marco Storari, ieri. Ecco perchè l’idea che qualcuno, una volta fatto il suo, possa decidere di disinteressarsi di ciò che fanno gli altri stride abbastanza.

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