domenica 22 settembre 2013

Juve, Tevez mai visto: è un mare di rabbia

Raccontano, i sussurri riecheggianti da Vinovo, che la sua cera non sia cambiata. Quel volto, del resto, devi memorizzarlo così com’è, con tutti i suoi inconfondibili tratti ivi comprese le cicatrici d’infanzia. Epperò, dietro quell’immutabile apparenza si nascondono cascate di rabbia, nate negli spogliatoi del Parken Stadium di Copenaghen sotto forma di gocce impercettibili e man mano tramutatesi in un torrente impetuoso. Perché Carlitos Tevez non dimentica: vero, è un tipo che non ama trastullarsi nel mare dei rimorsi, però la serata del debutto in Champions ha scavato più di un rimpianto da colmare quanto prima. Oggi la Juve intesa come collettivo vorrà lasciarsi alle spalle il fardello di un pareggio che, a questi livelli, sa quasi di sconfitta. Sul prato dello Stadium in cui i bianconeri giocheranno soltanto la seconda partita su 6 match ufficiali complessivi, il campione argentino sarà trascinato da una pazzesca voglia di rivalsa. Quelle tre occasioni in cui l’Apache si è trovato a tu per tu con Johan Wiland (onesto portierino di fascia bassa, per una sera tramutatosi in fenomeno) senza riuscire a superarlo non bruceranno come quell’ustione che Carlos si procurò da bambino sul collo. Però soltanto un’altra prova mostruosa dopo quelle sciorinate, per esempio, nel doppio incrocio con la Lazio servirà a cancellare le sventure del recentissimo passato.

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