giovedì 12 settembre 2013

Il 31 sdoganato da Abete segna una nuova era

Magari i tifosi juventini, soprattutto quelli con la memoria più lunga, non aspettavano la sua autorizzazione, ma il "31" sdoganato dal presidente della Federcalcio segna l'inizio una nuova stagione di Calciopoli. La convivenza delle due "contabilità", quella del cuore concessa ai tifosi e quella ufficiale della Figc, è un escamotage diplomatico per intiepidire il tema in attesa di sviluppi concreti, non certo la soluzione finale delle vicende del 2006. La Juventus e la Figc, probabilmente di comune accordo, hanno deciso che, per il momento non ci sono ragioni sufficientemente buone per tenere alta la tensione ed esacerbare la discussione. In una fase delicatissima dal punto di vista politico, in cui la Juventus deve rimontare posizioni e riconquistare peso presso le istituzioni e nei confronti delle altre società , Andrea Agnelli sceglie la via della realpolitik. Le posizioni non cambiano, il modo di interpretarle sì. Le questioni irrisolte di Calciopoli, tuttavia, non muoiono qui. O, meglio, potrebbero anche non morire qui se nel frattempo non vengono dimenticate. Tra poco inizierà l'appello del processo penale di Napoli, dove Moggi giocherà un'altra partita che potrebbe tornare utile alla Juventus. Entro un paio d'anni al massimo sia il suo processo che quello di Giraudo (che aveva scelto il rito abbreviato) avranno prodotto delle sentenze definitive, probabilmente passate anche dalla Cassazione. A quel punto, ovvero a quasi dieci anni di distanza dalle frettolose decisioni prese dalla giustizia sportiva nell'estate del 2006, la Juventus potrebbe procedere con l'unica arma che ancora si può usare in sede sportiva: l'ormai celebre articolo 39 che consente, in qualsiasi momento, la revocazione o revisione di quelle sentenze. Perché solo allora? Perché, a questo punto, l'urgenza non è più una priorità, le tempistiche si sono talmente allungate che parlare di "anni" è diventato quasi normale. E con le sentenze definitive e tutto il materiale a disposizione (dalle nuove intercettazioni in giù), il ricorso all'articolo 39, possibile solo una volta, avrebbe certamente più peso.

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