domenica 25 agosto 2013

Conte: «Il gioco è la nostra forza »

La sua Juve è sempre più tosta. In Supercoppa ha strapazzato la Lazio e a Genova, contro la Samp, contro sui aveva perso sei punti su sei lo scorso anno, ha centrato la vittoria all’esordio in campionato con una prova di grande maturità. Conte può sorridere, vedendo come i “vecchi” hanno mantenuto la giusta mentalità e come i “nuovi” l’hanno già assorbita: «Più passa il tempo e più Carlos, Fernando e Angelo si integreranno nella nostra idea di gioco. Si stanno sforzando e non è facile, ma parliamo di campioni. Tevez, oltre a dare un contributo qualitativo, dà anche una mano per com’è assatanato in fase difensiva. Ne avevo sentite tante sul suo conto, ma invece è un giocatore di grande disponibilità. Per il terzo anno abbiamo speso nella maniera giusta. Nei primi due anni si doveva intervenire a livello di quantità. Ora dobbiamo stringere ancora  un po’ i denti, ma muovendoci in anticipo siamo riusciti a contenere i costi. In un momento di crisi economica avere delle idee è fondamentale». E l’idea che ha porta Tevez a Torino è stata davvero geniale. Basta vedere i movimenti dell’Apache per capire che il gioco di Conte è perfetto per un giocatore come lui: «Se l’attaccante sta fermo e segna, ma non partecipa alla fase offensiva e difensiva, non mi soddisfa. Tevez ha segnato già due gol, ma ha dato anche un grande contributo alla squadra, come hanno sempre fatto tutti gli altri giocatori a mia disposizione». Se Tevez rappresenta la novità, vedere all’opera la difesa bianconera, ancora una volta impeccabile, non solo in fase di copertura, ma anche di impostazione, è ormai un’abitudine. «A me non piace il difensore che pensa solo a marcare - spiega Conte - Lavoriamo tanto sul possesso palla e tutti hanno fatto grandi progressi da questo punto di vista. Il nostro è un calcio collettivo e tutti devono partecipare all’azione».

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