sabato 13 luglio 2013

Juve, l'abbraccio dei tifosi: «Ogbonna uno di noi»

Il centrale ha la pasta per poter scrivere un capitolo glorioso della sua storia di “bambino” svezzato al Toro e ora atteso al salto fra i grandi in bianconero. Già da oggi si auspicano miglioramenti, però in fondo ieri era il giorno della “presentazione” al pubblico pagante, in attesa del vernissage ufficiale. E i tifosi, stante il livello dei decibel raggiunti, hanno comunque apprezzato. Anche perché i giocatori l’hanno meritato, torchiati a dovere da Conte e Alessio (cori anche per loro). Un esempo? Oltre a Tevez seduto con la schiena appoggiata al palo, abbiamo visto Mirko Vucinic lasciare il campo boccheggiando. Roba che, tempo 2-3 giorni, e chi deve smaltire etti di troppo tornerà in piena forma. Si lavora molto (e subito) sul fisico, altroché. Ogbonna si è palesato sul terreno del Brunod intorno alle 10.10. Lui, Tevez e Llorente sono comparsi sulle scene a bordo campo, tempo di canalizzare l’attenzione dalla palestra da poco abbandonata al campo. E Conte, che non guarda in faccia nessuno, neppure al primo giorno di lavoro, ha alternato il lavoro atletico alle sessioni col pallone, tra scambi di posizione e prove tattiche. Già, quelle stesse che hanno caratterizzato l’intensa ora di allenamento pomeridiano a porte chiuse. Nell’occasione il tecnico salentino ha provato le prime soluzioni, anche in chiave Champions: se infatti in campionato il consolidato 3-5-2 non dovrebbe subire scossoni, in Coppa Campioni il 4-3-3 (a proposito: Simone Pepe, il cui ko costrinse Conte a rinunciarvi, si è allenato a parte) tornerà ad essere la soluzione più gettonata. Detto che nella stagione a venire si potrà anche vedere un inusuale 3-3-4. Ad ogni modo, al netto dei numeri, conta il fatto che il tecnico abbia subito messo Ogbonna alla prova: l’ex granata è stato provato nella difesa a 4, ma soprattutto in quella a 3 da centrale vero. Prove di vice- Bonucci, dunque, per chi, al solo mettere piede in campo, è stato oggetto di inni che potrebbero diventare parte integrante del suo percorso alla Juve: «Vai Angelo», dopo poco, si è tramutato in un inglese «Go, Angel» che sa tanto del respiro internazionale tipico della storia bianconera. «Ogbonna uno di noi» è invece l’urlo di chi, evidentemente, sente il derby più di ogni altra cosa.

Nessun commento: