domenica 16 giugno 2013

Juve, vendere Marchisio? Perché sì, perché no

Marchisio può essere sacrificato per due motivi: il primo è che trenta milioni in questo periodo non si rifiutano mai. Il secondo, ben più importante, è che nel centrocampo bianconero c’è abbondanza. E uno come Pogba deve giocare con continuità. Quindi il francesino, Pirlo e Vidal, più i due esterni, offrono valide garanzie di continuità. Senza dimenticare che anche Asamoah può giocare al centro. Anzi: è proprio in mezzo al campo la posizione che predilige e che occupava nell’Udinese. Da centrocampista il ghanese ha fatto vedere le cose più belle. Antonio Conte lo sa bene ma lo scorso anno, in mancanza di valide alternative sulla fascia sinistra, lo ha dovuto sacrificare in una posizione a lui poco congeniale. Ecco perché Marchisio può essere sacrificato anche se resta uno dei giocatori più forti d’Europa: con i soldi incassati Marotta, finalmente, potrà arrivare al top player dell’attacco. Perché è in questo settore che i bianconeri hanno bisogno di rinforzi per poter dare, con più convinzione, l’assalto alla Champions League. Perché non venderlo? Perché in vendita non c’è solo un centrocampista ventisettenne, duttile, con buona corsa, ottime capacità realizzative, buona attitudine in copertura, titolare della Nazionale e con ancora discreti margini di crescita. Insieme a tutto ciò, nel pacchetto Marchisio, ci finirebbe anche il ragazzo che ama la Juventus da quando è nato, che ne veste la maglia da quando ha compiuto sette anni ed è perfettamente consapevole delle responsabilità che comporta portarla indosso.

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