lunedì 10 giugno 2013

I Campioni d’Italia: Sebastian Giovinco

Tre per il 30, quattro per il 31. No, non sono numeri a caso estratti dalla tombola bianconera. Ma il contributo, fondamentale, dato dal Settore Giovanile agli ultimi successi tricolori targati Juventus. A Claudio Marchisio, Paolo De Ceglie e Luca Marrone, già protagonisti del primo Scudetto dell’era Conte, nell’ultima stagione si è aggiunto anche Sebastian Giovinco. Rientrato alla base da Parma, in tempo per gustarsi i suoi primi trionfi in Prima Squadra, dopo i tanti raccolti da ragazzino nel vivaio. Trionfi in cui la firma di Seba c’è. Eccome se c’è. Molto più di quanto si pensi. Già, perché forte delle meritate credenziali che si è sempre portato dietro, da Giovinco tutti si aspettavano tanto. E in troppi hanno giudicato frettolosamente la sua annata solo con un numero: 11, come i gol realizzati (sette in campionato, due a testa tra Coppa Italia e Champions) in stagione. Invece, rileggendo le statistiche emergono tanti dati in più. Dati che ad Antonio Conte sono sempre stati impressi nella testa e per i quali ha spesso preferito Sebastian nelle sue scelte. In totale, il fantasista torinese ha giocato 42 partite, di cui 31 in campionato, sette in Europa, tre in Coppa Italia e una a Pechino in Supercoppa. La media gol (uno ogni 279 minuti) lo collocano al quinto posto alle spalle di Matri, Quagliarella, Vucinic e Vidal. Ma la classifica migliora dal punto di vista dei tiri: i 69 tentati sono stati inferiori solo ai 77 di Vucinic, con una percentuale del 47,8% per quanto riguarda quelli finiti nello specchio (33). Ma il contributo importante emerge in dati meno appariscenti. Intanto i sei assist (gli stessi di Asamoah e Vucinic) sono stati di poco inferiori ai sette di Pirlo e agli otto del leader Vidal. Il 73,3% dei passaggi riusciti, ne fanno insieme a Quagliarella (curiosamente con la stessa percentuale ma con un numero nettamente inferiore) l’attaccante che più riesce a servire i compagni. In totale i passaggi sono stati 591 di cui 433 riusciti, a cui va aggiunto un aspetto non da poco quale la maggiore intensità di avversari nella sua zona di competenza.

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