venerdì 7 giugno 2013

I Campioni d’Italia: Kwadwo Asamoah

Se la Coppa d’Africa non lo avesse portato via per un mese abbondante, con ogni probabilità Kwadwo Asamoah sarebbe in testa a più di una voce statistica. Perché già così, con un numero di presenze inevitabilmente ridotto dagli impegni con la Nazionale, il Ghanese ha lasciato un’impronta ben marcata sulla stagione bianconera. Kwadwo aveva iniziato alla grande già in Supercoppa, nella prima uscita ufficiale della sua avventura alla Juve, piazzando un gol tanto bello quanto importante nella sfida contro il Napoli a Pechino. In campionato, non ha fatto che confermarsi, collezionando 27 presenze e 1976 minuti, e vivendo soprattutto i primi mesi da assoluto protagonista. Le reti messe a segno sono in tutto due, contro Genoa e Pescara, ma a queste si devono aggiungere sei assist vincenti, terzo della squadra a pari merito con Vucinic e Giovinco, con cui condivide anche il primato di rigori conquistati, due a testa. Asamoah sa unire la velocità di piedi e di pensiero alla precisione delle giocate: ha effettuato in tutto 917 tocchi verso i compagni, completandone l’88,9%, ben 815, e in questa particolare statistica, tenendo conto di un minimo di 500 passaggi, è il primo dei centrocampisti, il quarto della squadra. Nella metà campo avversaria la percentuale di riuscita cala di poco, 85,5%, e anche in questo caso solo tre giocatori, Caceres, Giaccherini e Barzagli, hanno fatto meglio di lui. Kwadwo nasce interno di centrocampo, ma anche partendo dalla fascia, dove Conte lo impiega, sa essere irresistibile. Ne sono la prova 80 cross effettuati, terzo della Juve dietro Lichtsteiner e Giovinco, e i 69 palloni giocati nell’area avversaria, quinto tra i bianconeri. Insomma, nella sua prima stagione alla Juve, l’impatto di Asa è stato notevole, a tratti devastante. E l’anno prossimo, la Coppa d’Africa non c’è...

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