lunedì 3 giugno 2013

I Campioni d’Italia: Emanuele Giaccherini

10 marzo 2013, Juventus-Catania è inchiodata sullo 0-0. I bianconeri in classifica sono a più 6 sul Napoli, che sta perdendo a Verona contro il Chievo. Quel pareggio li porterebbe a più 7, ma saprebbe tanto di occasioni sprecata. Il cronometro però ormai segna due minuti oltre il tempo regolamentare, tocca accontentarsi. E invece no: Pogba aggancia da fenomeno sulla destra e pesca in area Giaccherini che controlla e gira di destro nell’angolino. Se non si fosse abusato fin troppo negli anni de “La classe operaia va in Paradiso”, sarebbe il caso di rispolverarlo. La Juve vola a più nove e il gol di Giac vale una fetta enorme di scudetto. Che sia stato proprio lui a firmare una rete tanto importante, sembra proprio un omaggio all’umiltà e alla cultura del lavoro, tanto care a Conte. Perché Emanuele anche in questa stagione sgobba tanto e in silenzio, trovando meno spazio rispetto alla sua prima annata in bianconero, ma sfruttandolo sempre e comunque da campione. Del resto il ragazzo è un Nazionale, non l’ultimo arrivato, e il fatto che debba aspettare il suo turno, altro non è che la conferma di quanto sia valida la rosa della Juve. Giaccherini gioca 17 volte in campionato e mette insieme 942 minuti. Tanto gli basta per segnare tre reti, due delle quali pesantissime contro Genoa e Catania, e dire la sua anche a livello statistico: Emanuele effettua 33 tiri, centrando la porta 15 volte. Crea 32 occasioni da rete e tre assist vincenti, e scodella 40 cross su azione, il 37,5% dei quali va a segno. Nella Juve, solo Marchisio ha una media superiore. Non è tutto: Giac effettua in tutto 636 passaggi, 559 dei quali trovano il compagno, ma soprattutto ne piazza 469 nella metà campo avversaria, completandone l’86,1%. Anche in questo caso è un dato da podio, visto che il solo Caceres ha fatto meglio. Quando si tratta di attaccare insomma, Giaccherini è tremendamente efficace, ma anche in fase difensiva se la cava egregiamente e se un avversario passa dalle sue parti, e difficile che passi con il pallone: Emanuele non è un colosso, ma impattare con lui è complicato per chiunque, visto che vince il 77,8% dei 27 contrasti effettuati. Qualità, certo, ma anche tanta abnegazione, capacità di sacrificarsi, di lottare fino all’ultimo: «Giaccherini è un po’ lo spot di questa squadra, che ha entusiasmo, gioia, voglia, che pensa con noi e non con l’io».

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