venerdì 24 maggio 2013

Slitta di una settimana l'appello di Calciopoli

Il processo d'appello su Calciopoli, che avrebbe dovuto prendere il via a Napoli oggi 24 maggio, subirà uno slittamento di sette giorni, a causa, di una serie di notifiche sbagliate. I giudici si troveranno quindi in aula venerdì prossimo, quando stileranno il calendario delle udienze. E' il processo che vede come principale imputato Luciano Moggi, condannato in primo grado a 5 anni e 4 mesi come promotore dell'associazione a delinquere: una sentenza le cui motivazioni, partorite da un collegio giudicante evidentemente spaccato al suo interno, evidenziano più di una crepa, in cui i difensori di Moggi e degli altri imputati infileranno le loro argomentazioni. L'avvocato Prioreschi, che in una recente intervista a Tuttosport ha definito Calciopoli come "una vicenda in cui non esiste un reato preciso, circoscritto, facilmente individuabile e soprattutto provabile in sede di processo" (il che spiegherebbe anche le contraddizioni evidenti contenuti nelle tre sentenze sinora pronunciate, le due del rito abbreviato e quella di primo grado dell'ordinario), è pronto a dare di nuovo battaglia e non esclude ulteriori colpi di scena: "L'ascolto delle telefonate occultate non è mai finito, potremo ascoltarne ancora delle belle...". Sul banco degli imputati ci sarà anche l'ex arbitro Massimo De Santis (condannato in primo grado a un anno e 11 mesi), che ha fatto sapere che intende rinunciare alla prescrizione: difeso dall'avvocato Paolo Gallinelli, vuole essere assolto dimostrando che le accuse a suo carico sono infondate e mettendo a nudo le anomalie dell'indagine (che sono tante, dalle intercettazioni occultate al video del sorteggio sparito, per non dire del misterioso viaggio Milano-Roma In Selci del Pc di Tavaroli). Oltre a De Santis in primo grado erano stati condannati altri tre arbitri: Bertini (un anno e 5 mesi), Racalbuto (un anno e 8 mesi) e Dattilo (un anno e 5 mesi); qualora per loro ci fosse un'assoluzione, come per i loro colleghi assolti nell'appello del rito abbreviato, sarebbe molto difficile, se non impossibile, sostenere l'esistenza di una cupola sospesa nel vuoto, senza più né fondamenta né pilastri, con un Moggi per il quale il peggio che si è riusciti ad appioppargli è stato ipotizzare un reato di pericolo, e sulla base di comportamenti al limite della sussistenza del reato di tentativo: in concreto, qualcosa di molto vicino al nulla.

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