martedì 28 maggio 2013

Lichtsteiner, ecco l'esterno che tutti chiedono alla Juve

Per gli avversari è un incubo. Un po’ perché rincorrerlo non è affatto semplice e un po’ anche perché qualche rimbrotto è assicurato. Stephan Lichtsteiner è tanto disciplinato e tranquillo, quanto adrenalinico e irascibile, se lo fai arrabbiare. Qualche volta si è scontrato verbalmente anche con Antonio Conte, che come carattere è ancora più focoso e sanguigno dello svizzero. Ma alla fine per entrambi la priorità è vincere, come dimostra la loro convivenza e il rinnovo di contratto in corso d’opera. Sono sbarcati a Torino insieme, nell’estate 2011. «Pronto, sono Conte: ti voglio nella mia Juve», esordì il tecnico al telefono. «Dai, smettetela, lo so che è uno scherzo», la risposta immediata di Stephan, sospettoso di trovarsi al centro di una burla. Invece era tutto vero, come ha compreso nei secondi successivi. E reali sono soprattutto i risultati raggiunti dalla freccia tricolore. Due stagioni e tre titoli: scudetto, Supercoppa italiana e scudetto. Lo Special One bianconero alla sua Juve ha cambiato più vestiti tattici (dal 4-2-4 al 4-3-3 fino al 3-5-2 e al 3-5-1-1), ma a destra non ha mai rinunciato alla potenza e alla spinta (a Vinovo è tra i primi 5 nelle esercitazioni aerobiche) del Cafu svizzero. «A Torino ha imparato pure a crossare», ha detto Edy Reja, suo maestro laziale. Conte, in realtà, pretenderebbe ancora più precisione nell’ultimo passaggio. Non si può invece lamentare dell’apporto offensivo (4 gol): lo schema con Pirlo (lancio del regista e taglio del laterale dietro il difensore avversario) ha messo in crisi anche i sistemi d’allarme più moderni.

Nessun commento: