martedì 2 aprile 2013

Juve pronta per il Bayern. Matri-Quaglia, scatto finale

Per scovare la Juventus qualificata ai quarti della Champions bisogna tornare indietro al 2005/06 (fuori con l’Arsenal). Mentre dall’ultima volta che i bianconeri sono apparsi in semifinale sono trascorsi dieci anni esatti. Stagione 2002/03: la squadra di Lippi fa fuori il Barcellona e il Real, prima di arrendersi ai rigori contro il Milan nella finale di Manchester. Dieci anni duri, amari come forse mai nella storia precedente del club. La B imposta, quindi una risalita complessa, ricca di stop e poche gioie. Poi la svolta: squadra affidata a Conte , anima bianconera al di là di un raziocinio che lo induce a non chiudere alcuna porta. Subito lo scudetto, con l’accesso alla massima competizione europea. Un avvio incerto, 3 pareggi nel girone eliminatorio, quindi un percorso netto: 5 gare, 5 vittorie. Senza alcun gol subito. Un cammino che ha riportato la Juventus tra le prime 8 squadre del Continente. Già, la gara di Monaco di Baviera riporta i bianconeri al loro posto. Ai piani alti dell’Olimpo calcistico. Con vista sul trono. Un passo per volta, comunque, come predica lo stesso Conte. Alle prese con qualche dubbio di formazione. In particolare in relazione al reparto offensivo. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Vucinic . Il montenegrino freme per giocarsela contro Dante e compagni, ma non è al meglio (ha avuto la febbre). Questo il cruccio sul quale andrà arrovellandosi il tecnico fino a poche ore prima della gara. Conte, infatti, vorrebbe contrapporre alla fisicità dei tedeschi una squadra ugualmente, o quanto più possibile potente. Indizio che porterebbe a pensare all’impiego dall’inizio di Pogba . Piazzato in mediana per consentire a Marchisio , centrocampista con i tempi giusti per l’inserimento in area di rigore, di avanzare il raggio d’azione. Se però Vucinic non fosse ritenuto pronto per giocare almeno dall’inizio (e così sembrava a ieri sera), le scelte di Conte cadrebbero su un’altra coppia di attaccanti. Formata da Quagliarella , uno che in Champions viaggia a medie stratosferiche (4 gol in 5 partite), e Matri.

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