sabato 27 aprile 2013

Conte: La Juve vuole il derby per la supremazia cittadina

«La partita di Monaco ha confermato la forza del Bayern che avevo definito molto, molto forte. Dico anche che non ci deve consolare, perché non dobbiamo guardare in basso assolutamente. Siamo la Juve, dobbiamo guardare verso l'alto. Abbiamo capito qual è la nostra dimensione e dobbiamo migliorare. Derby partita importante, non è una partita come le altre in senso positivo, bello che ci sia una rivalità nella città, bello aver ritrovato il Toro a livelli buoni anche se la classifica parla di una squadra che si sta salvando: sarà una stracittadina tra due squadre che giocano un calcio propositivo, fatto di gioco, di idee. Ne ricordo due, di derby giocati: quando noi vincemmo lo scudetto e quando il Toro retrocesse, e li perdemmo tutte e due. I valori sulla carta non contano, i punti sono importanti per entrambi. E mi auguro che sia la Juve che il Toro possano centrare i loro obiettivi, ho casa a Torino e penso di considerarmi un Torinese addottato. Ho pieno rispetto per il Torino e i suoi tifosi, ho tanti amici granata, anche sfegatati. Detto questo, è chiaro che vogliamo confermare la superiorità cittadina». Sono queste le prime parole di Antonio Conte nella conferenza stampa alla vigilia del 186° derby della Mole in assoluto, il suo primo in carriera vista la squalifica dell'andata. Il presidente del club bianconero ha parlato dell'Italia come di un posto che ha perso appeal a livello calcistico. «La Serie A è un campionato molto molto difficile, da giocare e da vincere. Il campionato italiano resta tra i più difficili in assoluto, a differenza di quelli stranieri. E' inevitabile che i calciatori bravi vadano dove vengono strapagati, e in questo momento in Italia 8, 9, 10 milioni a un giocatore non li può pagare nessuno. La Juve è la donna che tutti verrebbero? Noi forse vinciamo il secondo scudetto in due anni, se accadrà sarà una cosa meravigliosa avvenuta in brevissimo tempo. E' chiaro che poi bisognerà migliorare, sempre».

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