lunedì 18 marzo 2013

Marotta: Juve accolta da bastonate e lanci di pietre

La situazione sta degenerando: ogni volta che andiamo in trasferta veniamo scortati da blindati della polizia e accolti da bastonate e lanci di pietre". Beppe Marotta, dg della Juventus, si sfoga ai microfoni di Radio Anch'Io Sport, lamentando il clima difficile che ogni volta accoglie i bianconeri quando vanno in trasferta. "Sicuramente il tifo può diventare vessatorio - dice Marotta - Ci sono situazioni non solo riconducibili al tifo. Mi sembra di essere tornati al tempo dei romani e dei gladiatori, 'mors tua, vita mea', ma la situazione deve essere allargata - dice Marotta - è una questione di cultura e di educazione e bisogna trovare gli elementi che possano acculturare questi ragazzi". Marotta interviene anche sulla polemiche che ha visto coinvolto l'allenatore, Antonio Conte, criticato per l'esultanza un po' sopra le righe durante il finale di Bologna-Juventus: "Si è trattato di piccoli gesti di libertà da tollerare - spiega il dirigente - Quella di Conte è stata un'esultanza rivolta solo alla nostra gente, senza assolutamente mancare di rispetto agli avversari, nonostante lui sia stato insultato dai tifosi avversari in tribuna. Il calcio è un contenitore di emozioni che a mio parere non vanno represse". C'è il rischio che Conte vada davvero via dall'Italia, come ha ventilato ieri? "La sua è stata un'esternazione molto istintiva legata alla partita e contingente - puntualizza Marotta - Conte è un ottimo allenatore e spero possa restare alla Juve il più a lungo possibile. La Juventus è una grande società, adesso una delle migliori d'Europa, una società di eccellenza. È ovvio che un allenatore non posso restare una vita in una società, a parte Ferguson, ma io sono certo che nei prossimi anni avremo ancora Conte con noi". L'ultima battuta è su Ibrahimovic per ribadire una volta di più che "non verrà alla Juventus".

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