sabato 19 gennaio 2013

Juventus-Udinese 4-0 Pogba show: che doppietta!

La Juve gioca un’ottima gara contro l’Udinese, crea parecchio, ma nel primo tempo pecca un po’ di cinismo e fatica a sbloccare il punteggio. Poi trova la classe sfrontata di un predestinato: Paul Pogba. Il francesino segna due gol uno più bello dell’altro e spiana la strada ai compagni, che dilagano e ritrovano i tre punti, ancor più preziosi visto il pareggio della Lazio nella gara di Palermo giocata nel pomeriggio. I bianconeri partono a razzo e in neanche due minuti si presentano già tre volte dalle parti di Padelli. Il dominio è netto, le occasioni fioccano: Padelli deve prima alzare sopra la traversa la sventola di Vidal dal limite, poi respingere con i piedi il diagonale di Giaccherini, ben lanciato da Vucinic. L’Udinese praticamente davanti non si fa mai vedere, ma dietro alza le barricate e per sbloccare il risultato serve un’invenzione, un colpo di classe, una giocata coraggiosa. Quella che piazza Pogba al 41’ è tutto questo e anche di più. Una respinta della difesa friulana si impenna e il pallone ricade sui piedi del francese, appostato ben lontano dall’area. Paul è giovane, ha appena 19 anni e a quell’età a volte si è un po’ incoscienti. Quando si ha il suo talento però, esserlo è un dovere. E allora, con una buona dose di sana incoscienza, eccolo liberare il destro. Una saetta di esterno, dai 30 metri, che parte a velocità folle, si alza, supera Padelli e va ad abbassarsi toccando la traversa e spegnendosi in rete. Un capolavoro, come pochi se ne vedono. E’ con quel gioiello ancora negli occhi che il pubblico dello stadio guarda le squadre rientrare negli spogliatoi. Quando la Juve torna in campo c’è Matri al posto di Giovinco e c’è un Udinese più battagliera. Al 6’ Guidolin toglie Pereyra e inserisce Di Natale e la mossa viene premiata dalla maggior convinzione con cui i suoi attaccano. La banda di Conte non si scompone, controlla gli avversari e riparte in velocità. A volte i bianconeri paiono un po’ troppo leziosi, come quando Vidal, in ottima posizione, finta due volte prima di calciare a rete e alla fine trova la respinta di Heurtaux. Altre volte sono il cinismo in persona. E la persona in questione è sempre lui: Paul Labile Pogba. Al 21’ ha ancora un pallone buon da fuori area, solo leggermente più vicino rispetto al punto da cui ha colpito nel primo tempo. Anche questa volta non ci pensa su e lascia partire un siluro rasoterra, che va a infilarsi nell’angolino basso alla destra dell’impotente Padelli. Per un giocatore così, c’è solo una parola: fenomeno. Il termine in realtà calza a pennello anche per Vucinic che al 27’ mette il suo sigillo sulla gara: Mirko controlla in area spalle alla porta, francobollato da Heurtaux, ma ha l’agilità necessaria per girarsi e colpire, Padelli ci mette la mano con poca convinzione e la palla si impenna rotolando il rete. Di Natale prova a reagire, cerca qualche buono spunto, ma la partita è ormai chiusa ed è in pieno controllo della Juve, che al 35’ cala il poker con il destro rasoterra di Matri, liberato in area da Vucinic. Finisce in trionfo e arriva la prima vittoria del 2013 in campionato. Una vittoria convincente, voluta, cercata e strappata con una lampante prova di forza. L’ottima Udinese, reduce da sei risultati utili consecutivi e dai successi contro Inter e Fiorentina, deve arrendersi allo strapotere della Signora e al talento del suo giovane cavaliere francese.

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