lunedì 3 dicembre 2012

Agnelli: «A Donetsk rabbia e determinazione»

«Sabato sera, dopo le 10.30, non ho più sentito circa la metà dei miei amici, anche gente solitamente molto attiva sui social, che evidentemente avrà perso la connessione a internet». Andrea Agnelli sorride divertito ripensando alla vittoria nel Derby e riconoscendone proprio uno degli aspetti più piacevoli, fin da quando la stracittadina è nata: la possibilità dello scherzo, della presa in giro ai “cugini” battuti. Tutto sempre, naturalmente, nell’ambito dell’affetto e dell’ironia. Questo dev’essere lo spirito, non certo quello che porta all’esposizione di striscioni ignobili, si tratti di un Derby o di qualsiasi altra partita: «E’ accaduto durante la nostra partita, come sempre purtroppo accade in tutti gli stadi d’Italia - sottolinea il Presidente - Gli insulti gratuiti sono sempre da condannare e mi spiace che arrivino dalla curva che è la parte più attiva del tifo che riesce a dare personalità all’interno dello stadio. La supremazia del tifo però non si riconosce ricordando le tragedie altrui, perché le tragedie non hanno fede». Tornando alla partita e a quanto accaduto in campo, Agnelli non può che gioire doppiamente, visto che la vittoria è arrivata grazie ai gol di chi è juventino da sempre: «Una serata come quella di sabato, segnata da due ragazzi cresciuti nel vivaio,è motivo di grandissima soddisfazione. Se poi pensiamo che Marchisio ha già 20 anni di Juventus alle spalle...». Il Principino purtroppo non ci sarà a Donetsk, causa squalifica, in quella che è probabilmente la gara più delicata di questo inizio di stagione: «Mancano ancora tre partite di campionato alla sosta e non è tempo di bilanci, ma è chiaro che quella di mercoledì sarà importantissima. Dovremo affrontarla con determinazione, rabbia e cattiveria perché potrebbero arrivare due risultati diametralmente opposti, dalla vetta del girone, all’eliminazione. Quindi massima concertazione, perché vogliamo continuare a sognare in Europa». Del resto è quello il posto che compete alla Juventus: «La scorsa settimana ero a Mosca per una riunione dell’ECA - conclude il Presidente - e sentire personaggi importanti come Rosell o Rumenigge sottolineare il loro compiacimento per il ritorno della Juventus ai più alti livelli, perché per storia e tradizione è lì che deve stare, riempie di orgoglio e soddisfazione».

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