venerdì 6 aprile 2012

Conte: «A Palermo per sognare ancora»

Accorciate le distanze dalla vetta dopo la grande vittoria di domenica scorsa sul Napoli, per la Juventus è il momento di continuare a sognare. Ipotecata la qualificazione alla prossima Champions League, resta ancora aperta la caccia all’obiettivo massimo. La parola “Scudetto” resta ancora fuori dai discorsi, ma Antonio Conte è più deciso che mai a non mollare niente. E alla vigilia della trasferta di Palermo, il tecnico conferma il concetto in conferenza stampa: «Per noi domani è un’altra partita della vita. La Champions League è ipotecata ma non ancora conquistata e se vogliamo continuare a sognare abbiamo solo una strada, cioè andare a Palermo, giocare al massimo e vincere ancora. Sapendo comunque che di fronte avremo una squadra che vorrà fare altrettanto. Un’anticipazione di formazione? Giocherà sicuramente titolare Quagliarella che è in condizione». Per la quarta volta di fila, la squadra di Conte giocherà dopo il Milan anche se solo di un paio d’ore. Quando i bianconeri scenderanno in campo al Barbera, i rossoneri avranno già terminato il match casalingo con la Fiorentina. «Noi vogliamo continuare a guardare in casa nostra – continua il mister -. Io ribadisco che davanti abbiamo una grande squadra, che ha due punti in più di noi e un calendario più favorevole del nostro. Noi dobbiamo continuare a vincere per approfittare di un eventuale loro passo falso, così da non avere rimpianti a fine stagione. Da qui al termine del campionato non voglio cali di tensione e l’ho ribadito anche in settimana durante il discorso che ho avuto con la squadra. In questo momento so di poter contare su tutti e nelle tre partite che avremo in questa settimana sono possibili rotazioni». Una Juventus pronta a lottare fino alla fine e continuare una marcia spedita in cui tutti hanno dato il loro contributo. Nel corso della sua conferenza stampa, Antonio Conte ribadisce ulteriormente la sua idea: «Dobbiamo concretizzare il lavoro straordinario. Se siamo arrivati fino a qui il merito è di tutti, della società, della squadra, dell’allenatore e di tutto lo staff tecnico. Ho la fortuna di avere un gruppo di professionisti all’avanguardia, ma soprattutto dei ragazzi che mi stanno seguendo dal primo giorno di ritiro. Fin dalla tournée in America, quando ci siamo allenati anche a oltre 40 gradi, ho capito di poter contare su uomini straordinari».

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