mercoledì 14 marzo 2012

Juve, Del Piero e al suo addio

E’ risaputo che andando in là con gli anni si torni un po’ bambini: ci si commuove più facilmente, si è portati a infrangere di nascosto le regole coi figli, diventati i “nuovi” papà. Quello che sta succedendo ad Alessandro Del Piero , 38 anni a novembre, in parte ricorda calcisticamente un vero e proprio ritorno alle origini. Almento sotto il profilo dell’impiego. Perché anche se Antonio Conte continua a ripetere che per lui Alex «non sarà mai un problema bensì una soluzione», di fatto lo usa col contagocce a voler essere di manica larga. Queste sue prime 27 giornate di campionato ricalcano la sua prima annata bianconera, quella del 93/94, in cui si divise tra Primavera e prima squadra. Allora 379’ con 4 partite giocate da titolare, adesso 311’ totali con tre partite vissute dal primo minuto. - Così si avvicina la fine del campionato e l’annata dell’addio di Alex pare destinata a connotarsi sempre più come quella della coppa Italia. Già, perchè nella coppa nostrana il numero dieci ha giocato sempre dall’inizio e martedì sera, allo Juventus Stadium, quando sbucherà dal tunnel per la semifinale di ritorno contro il Milan battuto al Meazza due a uno, darà il 150% per assicurare alla Juve e a se stesso la finale di Roma del 20 maggio e magari segnare un altro eurogol come quello del 3-0 sparato alle spalle di Stekelenburg nei quarti di finale contro la Roma, con il pallone a sbattere sotto l’incrocio dei pali dopo essere stato calciato con violenza poco prima del limite dell’area di rigore. Dunque il popolo bianconero si aspetti un Del Piero caricatissimo per la partita che potrebbe permettere, a prescindere dalla volata scudetto, di mantenere la promessa-impegno assunta con il presidente Andrea Agnelli a maggio, quando firmò il suo ultimo contratto bianconero nella nuova Casa: «Cercheremo di battezzare questo stadio conquistando qualcosa di importante». Già, perchè la Juventus, in lotta con il Milan per ottenere ago e filo con cui cucire sul petto il tricolore 2012, ha avvicinato parecchio le mani alla coppa Italia che non alza dall’ormai lontano 94/95. Per la leggenda juventina che da quasi un ventennio corre con la casacca numero dieci addosso, sarebbe un modo "onorevole" per congedarsi.

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