sabato 31 marzo 2012

Juve, Conte: «Scudetto? Se il Milan fa passi falsi...»

Juventus-Napoli e, prima ancora, Catania-Milan. L’undicesima giornata di ritorno per molti potrebbe essere uno snodo decisivo del campionato. Non per Antonio Conte però, che si concentra esclusivamente sulla partita della sua Juve, senza guardare in casa altrui: «Alla fine di questa giornata mancheranno altre otto partite... Noi sappiamo di avere un impegno probante, contro una squadra che ha fatto benissimo in Coppa Italia e in Champions, dove forse, con un po’ di esperienza, sarebbe potuta arrivare in semifinale, visto quello che ha fatto il Chelsea con il Benfica». Per la gara di domenica, è perfino scontato sottolineare come il pericolo maggiore per la Juventus sia rappresentato dai “tre tenori”, «senza dimenticare Pandev - puntualizza Conte - che sta attraversando un ottimo periodo di forma. Il Napoli lavora con lo stesso allenatore già da due anni e mezzo, quindi c’è un’organizzazione di gioco consolidata e davanti Cavani, Lavezzi e Hamsik fanno la differenza. Sono quel quid in più che permette alla squadra di lottare per traguardi prestigiosi». All’andata Conte varò per la prima volta il 3-5-2, «e sarà un caso, ma dopo di noi tutte le squadre che hanno affrontato il Napoli hanno adottato la stessa soluzione. Io cerco di mettere i miei giocatori in condizioni di esprimersi al meglio. Quando mi accorgo che questo non accade posso cambiare in corsa. Vedi con l’Inter o con il Milan. Contro il Napoli ti trovi contro due esterni, uno che copre e uno che crossa per i tre attaccanti e se non si ha la copertura del centrocampista ci si trova in inferiorità numerica. In ogni caso anche con il 4-3-3 abbiamo le nostre contromisure». Quanto alle scelte di formazione, Conte come al solito non svela nulla, ma riconosce che per due dei suoi uomini quella di domani potrebbe essere una gara particolarmente sentita: «Sia Borriello che Quagliarella potrebbero giocare dall’inizio, ma tutta la squadra sta bene e ho l’imbarazzo della scelta. Loro due avranno motivazioni straordinarie, ma al di là del fatto di essere campani. Quagliarella ha dovuto superare i postumi dell’infortunio e ora sta tornando sui suoi livelli. Borriello avrebbe avuto una storia diversa alla Juve se fosse arrivato a giugno, ma ora si sta ambientando e può essere importante».

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