giovedì 8 marzo 2012

Conte: «I miei ragazzi meritavano la vittoria»

Ci sono pareggi che lasciano delusi, perché danno la sensazione che si sarebbe potuto fare qualcosa in più per vincere. Ci sono pareggi invece che al massimo regalano la convinzione che si sarebbe meritata la vittoria, ma devono comunque essere accolti con soddisfazione. Quello contro il Bologna appartiene a questa seconda categoria, perché la Juventus ha mostrato un carattere e una forza d’animo che Conte non può non apprezzare: «Io a questi ragazzi non posso rimproverare niente - ribadisce il tecnico - Anche con il Chievo si erano espressi al massimo e oggi hanno disputato un’ottima partita, contro una bella squadra ben messa in campo. Abbiamo concesso solo una ripartenza, creando poi le occasioni per vincere. Purtroppo non ci siamo riusciti, ma i miei giocatori vanno elogiati, per l’intensità che hanno messo in campo. Vedere le loro facce dopo questo pareggio mi inorgoglisce perché vuol dire che iniziamo a capire cosa significa giocare per vincere». «Il gol subito non ci ha certo aiutato - continua Conte - perché gente come Di Vaio Diamanti e Ramirez, nelle ripartenze trovano il loro pane. Spiace per il pareggio perché i ragazzi avrebbero meritato la vittoria. Era la prima partita che giocavamo senza due pezzi da 90 come Barzagli e Chiellini e a maggior ragione va elogiata la prestazione di tutti. Per Genova non avremo Bonucci, vedremo che soluzioni trovare. Vidal è un’alternativa, ma non ci fasciamo la testa. Ci prepareremo cercando di vincere, come abbiamo provato a fare oggi». Il quinto pareggio nelle ultime sei gare insomma non può essere interpretato come un calo nelle prestazioni dei bianconeri: «Se si pensa a un calo è perché si guarda ai risultati, ma credo che anche oggi, in una situazione di emergenza, abbia dimostrato di poter contare su grandi uomini e ottimi calciatori. Problemi di incisività in attacco? Oggi ha segnato Vucinic, ha avuto una grossa occasione Borriello... Gli attaccanti hanno fatto quanto gli ho chiesto. Borriello è forte fisicamente, riesce a tenere palla, a scaricarla nel modo giusto... Stiamo giocando spesso, tra Nazionali e recuperi, e quindi c’è bisogno del turnover. Detto questo le scelte sono dettate dalla necessità, da quanto vedo e dal nostro tipo di gioco».

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