sabato 18 febbraio 2012

Juventus - Catania 3-1 La Juve si riprende la vetta

Una vittoria sudata, anche più di quanto dica il punteggio, ma proprio per questo ancor più bella e preziosa. Contro il Catania la Juve va sotto di un gol, ma non perde la calma, martella l’avversario ai fianchi e sferra al momento buono i colpi vincenti, trascinata da un Pirlo monumentale. Il Catania è spietato e dopo i tentativi dalla distanza di Izco e Almiron, neutralizzati da Buffon, passa con Barrientos che dal limite indovina la giocata con un tiro sporco, ma angolatissimo, che gela lo Juventus Stadium. La reazione bianconera non è forsennata. La squadra di Conte, schierata con il 3-5-2 di Parma e interpreti diversi, cerca di ragionare e di prendere campo grazie al possesso palla, ma le azioni migliori nascono dalle giocate in velocità. Ne è un esempio al 17’ la discesa di De Ceglie, tra i più attivi, e il suo cross per la testa di Borriello, che stacca bene, ma spedisce il pallone tra le mani di Kosicky. Le occasioni sfumate hanno comunque il pregio di scuotere la Juve, che ora attacca con maggior convinzione e a ritmi più sostenuti. E al 23’ viene premiata: Pirlo si guadagna un calcio di punizione ai venti metri e va alla battuta che, come da copione, è “velenosa”, e supera barriera e portiere, trasformandosi nel primo gol in bianconero del fuoriclasse bresciano. Ristabilita la parità, i bianconeri insistono e Quagliarella centra una clamorosa traversa con un siluro di destro, ma dalla parte opposta Bergessio fa altrettanto, dopo una combinazione in velocità con Lodi. Tra gli uomini di Conte è Pirlo il più pericoloso, per le conclusioni che continua a cercare da fuori e per le aperture che tagliano in due la difesa catanese. Quella che al 42’ mette Borriello nelle condizioni di giocare di sponda per Quagliarella è pregevole, ma Kosicky riesce a intervenire sul tocco ravvicinato di Fabio. La Juve “pende” un po’ troppo a sinistra, dove De Ceglie e Giaccherini combinano spesso e volentieri, ma dalla parte opposta le azioni sono poche e raramente efficaci. L’ingresso di Pepe al posto di Padoin regala maggiore equilibrio ai bianconeri e quello di Vucinic per De Ceglie più estro. Il montenegrino entra dopo l’espulsione di Motta per doppia ammonizione e dopo la risposta da campione di Buffon sul tentativo di Almiron, trovando un Catania arroccato in difesa. Una volta in vantaggio e con l’uomo in più, Conte manda in campo Lichtsteiner per Borriello, tornando al 4-3-3 e l’azione offensiva dei bianconeri si fa ancora più insistita. Vucinic e Giaccherini sulla sinistra sono due martelli e Izco, arretrato sulla linea dei difensori, fa una fatica tremenda a contenerli. Il terzo arriva però per vie centrali e naturalmente passa per i piedi di Pirlo, che tocca di prima un rinvio azzardato e impreciso di Kosicky, trasformandolo in un assist prezioso per la fuga e per il destro con cui Quagliarella chiude i conti.

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