domenica 12 febbraio 2012

Conte: «Noi ancora fermi. Spero in futuro si cambi»

Antonio Conte parla alla vigilia di Bologna-Juve. Una partita che, al momento della conferenza stampa, era ancora in dubbio: «Siamo in attesa di sapere se domani giocheremo - dice il tecnico della Juve -. Siamo pronti ad ogni eventualità perchè abbiamo preparato bene la partita. La cosa più importante è garantire lo spettacolo e essere nelle condizioni di offrire bel calcio». Ma per la Juventus sarebbe preferibile giocare o no? «Quello che conta, è avere la possibilità di offrire spettacolo. Il tifoso ci chiede questo e viene allo stadio per vedere una partita di calcio, non di altri sport». - Poi, durante l'allenamento, è arrivata la notizia del rinvio che Conte ha commentato con un pizzico di amarezza: «Ne abbiamo preso atto e abbiamo già iniziato a lavorare per la gara contro il Parma. Mi auguro che quanto sta accadendo quest’anno sia un monito per il futuro e che si lavori quindi per migliorare le strutture dedicate al calcio». - È stata una settimana particolare questa. Prima le frecciate di Allegri, poi la vittoria della Juve a Milano. E ancora, attacchi a Chiellini accusato di essere uno spione. Quale è il Conte pensiero? «Chiellini ha risposto ad una domanda fatta da un giornalista. Comunque credo che sia bello da parte di tutti noi, io per primo, pensare ad un duello sportivo e basta. Il tifoso si aspetta di vedere giocare al calcio, queste cose che succedono fuori dal campo non aiutano, sono brutte. Dobbiamo sentirci responsabili, dobbiamo assumere un atteggiamento che riguardi solamente il duello sportivo. Sarebbe bello che si ritornasse a parlare alla sfida sportiva. Il resto non interessa a nessuno. Io non sono così convinto che rimanga un duello tra Juve e Milan per lo scudetto, vedo altre squadre che possono essere protagoniste». - La vittoria di Milano ha cambiato qualcosa? «Solo per quanto riguarda la Coppa Italia. Scindiamo Coppa e campionato. Quanto alla prima, forse abbiamo il 51% di passare rispetto al Milan e sarei stupido se non lo ammettessi. In campionato invece rimane valido il solito discorso: c’è una strada da percorrere e dobbiamo andare avanti sino alla fine. La quota scudetto? Credo che varierà molto in base a quante squadre lotteranno per i titolo. Più saranno, più si abbasserà la quota. Non credo sia importante indicare un numero, se 85 o 80 punti. Basta arrivare prima di tutti...».

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