domenica 8 gennaio 2012

Lecce - Juventus 0-1 Matri, il settimo sigillo!

Il 2012 bianconero parte con il piede giusto. La Juventus supera le insidie della ripresa prospettate da Conte e supera il Lecce, segnando un nuovo punto di rottura con il recente passato: lo scorso anno, al “Via Del Mare”, era finita con Buffon espulso dopo una manciata di minuti e con un secco 2-0 per i padroni di casa. Oggi è invece arrivata una vittoria di misura, al termine di una partita non bella, ma giocata con la maturità della grande squadra. Quagliarella al posto di Matri rappresenta l’unica novità nell’undici titolare, che ritrova Vucinic, ormai pienamente recuperato dal fastidio muscolare accusato nella gara contro il Cesena del 4 dicembre scorso. L’atmosfera allo stadio è elettrica e i tifosi bianconeri contribuiscono in maniera massiccia a riempire gli spalti. La supremazia territoriale è tutta bianconera, ma i cinque difensori in linea del pugliesi, ben supportati dal resto della squadra, chiudono tutti i varchi. Al 23’ finisce la partita di Quagliarella, colpito duro allo zigomo, e inizia quella di Matri che ha subito la palla buona, servita da Vucinic, per firmare il vantaggio, ma calcia debolmente e Benassi blocca a terra. La combinazione si ripete al 27’ e questa volta il gol arriva: Chiellini batte una lunga rimessa laterale che si trasforma in un assist per Vucinic. Il montenegrino punta l’area e dal limite lascia partire un destro velenoso sul quale Benassi interviene goffamente. Il pallone rimbalza verso la linea di porta e per Matri è un gioco da ragazzi toccare di testa in rete e firmare il suo settimo centro stagionale. Anche in avvio di ripresa si va al piccolo trotto, la Juve riconquista metri in avanti, ma quando si allunga si apre al contropiede leccese. Sembra pericoloso quello orchestrato da Cuadrado al 13’, ma produce solo un prolungato batti e ribatti in area di rigore. La pioggia che inizia a scendere con insistenza e il vento non agevolano lo spettacolo e per quanto Vucinic si danni l’anima in avanti, agendo spesso da regista avanzato, le occasioni scarseggiano. Cosmi intorno alla mezz’ora inserisce prima Pasquato, prodotto del vivaio bianconero, per Di Michele e poi Corvia per Obodo nel tentativo di dare una scossa ai suoi, ma difesa e centrocampo bianconeri, ritrovate le giuste distanze, concedono ben poco. La Juve chiude la dieci giorni lontano da Torino con i tre punti che cercava e torna a casa ancora da prima della classe.

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