domenica 8 gennaio 2012

Conte: «Juve, pronti a ripartire»

La partita di oggi contro il Lecce per Antonio Conte potrebbe avere mille significati. Qui è nato, ha iniziato la sua carriera da calciatore e qui «tornerò a vivere con la mia famiglia, quando chiuderò con il calcio», svela lui stesso. Sono tutti aspetti che però per il tecnico passano in secondo piano, di fronte all’importanza dei tre punti e di riprendere il discorso interrotto il 21 dicembre scorso: «La ripresa riserva sempre delle incertezze. Noi veniamo da una serie importante di 16 partite utili, ma ci siamo dovuti fermare e quindi ci sono dei punti interrogativi. Però abbiamo lavorato bene sulle gambe e testa e sono fiducioso. Sappiamo di affrontare un avversario che ha qualità in rosa, con giocatori come Muriel, Di Michele, Olivera, Giacomazzi, Cuadrado... Il Lecce non sta rendendo secondo le aspettative, però ha fame di punti. Mi aspetto una partita ostica, ma noi siamo la Juventus e non dobbiamo temere nessuno». Con questo spirito Conte si prepara ad affrontare la seconda parte del campionato e le tante aspettative che i risultati ottenuti finora hanno inevitabilmente creato: «Finora abbiamo fatto qualcosa di straordinario e fare di meglio vorrebbe dire essere super e vincere tutte le partite da qui alla fine. E’ impossibile, ma se guardo le premesse di giugno mi rendo conto che l’unica cosa da fare è continuare a lavorare, sapendo che troveremo ostacoli sulla nostra strada, a cominciare da domani. D’ora in avanti prevedo più difficoltà rispetto all’inizio del campionato, perché anche gli avversari non si aspettavano una Juve così tosta. Il nostro primo obiettivo era recuperare credibilità agli occhi dei tifosi e vedendo l’accoglienza che ci è stata riservata a Dubai, o ieri a Casarano, direi che è stato centrato. La dimostrazione è stato quanto accaduto a Casarano, con centinaia di persone che ci hanno dato una grande dimostrazione di affetto, nonostante il brutto tempo. Ora dobbiamo mantenere questa credibilità e questo dev’essere il prossimo step». Per riuscirci Conte avrà a disposizione un Borriello in più: «Abbiamo cinque attaccanti e all’occorrenza utilizzeremo chi sta meglio e chi dà più garanzie. Marco è il benvenuto e rappresenta un’ulteriore alternativa, ma deve ancora entrare nella mentalità, negli schemi di questa squadra e dovrà essere bravo a sovvertire le gerarchie». L’arrivo di Borriello dovrà quindi essere uno stimolo per gli altri: «Il mercato per me da calciatore non è mai stato un ostacolo, anzi... Dite che Matri è fermo a sei reti e segna meno dell’anno scorso? Io non guardo mai il gol, ma l’utilità del calciatore in funzione della squadra. Riuscire ad arrivare in doppia cifra in una grande squadra è importante e son sicuro che Matri ce la farà anche quest’anno perché lavora molto e bene. Il calcio si evolve: cambiano i ritmi, l’intensità, la partecipazione alla fase offensiva... Una volta c’era il centravanti di peso che rimaneva fermo in avanti, sperando che la buttasse dentro. Oggi non si può regalare un giocatore agli avversari e il bravo attaccante nel calcio moderno deve partecipare alla fase offensiva o difensiva. Messi quando perde palla è il primo che cerca di riconquistarla e stiamo parlando del numero uno al mondo. Non ci sono più i centravanti di una volta...».

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