domenica 11 dicembre 2011

Conte: «I miei giocatori, fratelli di sangue»

A volte basta una parola, una soltanto, per chiarire un concetto. Ed è una parola, pronunciata da Conte durante la conferenza stampa alla vigilia della sfida contro la Roma, a spiegare meglio di tanti discorsi perché la Juventus è ancora imbattuta e prima in classifica. Quella parola è “fratelli” e il tecnico la usa riferendosi ai suoi giocatori. Lo spunto nasce da una domanda sulla sua esultanza dopo il gol di Giaccherini in Coppa Italia e Conte la spiega così: «Toccatemi tutto, ma non i miei giocatori. Quando leggo critiche che non stanno né in cielo né in terra vado su tutte le furie. Toccate me, ma non i giocatori, perché loro sono miei fratelli di sangue. Era ingiusto quello che avevo letto e sentito nei confronto di Giaccherini, un ragazzo che ha ottime qualità, morali e tecniche. Però ha un cognome normale, ha fatto la gavetta e allora si pensa che non abbia le caratteristiche per fare bene qui da noi...». I giallorossi non attraversano un momento facile, ma Conte non è tipo da farsi ingannare da qualche risultato negativo: «Prendiamo ad esempio la partita di Firenze. Anche in dieci uomini la Roma ha condotto le danze. Chi guarda solo al risultato finale vede un 3-0 e pensa che sia tutto da buttare, ma chi guarda tutta la gara con gli occhi dell’allenatore vede un concetto di gioco. Sono convinto che se non ci fosse stata l’espulsione di Juan sarebbe andata in maniera diversa». Del resto in un campionato così equilibrato, anche un solo episodio spesso è decisivo. E che il torneo sia difficile lo dimostra la vittoria ottenuta dal Cesena sabato a Palermo: «Il Palermo veniva da sei vittorie consecutive in casa, eppure il Cesena ha vinto. A casa nostra invece ha avuto difficoltà, ma non per un atteggiamento rinuciatario come ha detto qualcuno, ma perché siamo stati bravi noi a chiuderli nella loro metà campo. A volte ci sono gare che sembrano facili, ma in realtà non è così». E facile non sarà la sfida di Roma, contro una formazione «aggressiva, che cercherà di fare la partita. Si affronteranno due squadre che, insieme al Milan, hanno il maggior possesso palla del campionato. Punti in comune tra me e Luis Enrique? La voglia di giocare a calcio. Credo che stia facendo un ottimo lavoro, a prescindere dai risultati, che sono comunque importanti. Averne di allenatori così...».

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