giovedì 1 dicembre 2011

Conte e Juve, che carattere: ma c'è l'esame senza Pirlo

Una conferma dopo l'altra: è la Juve di Antonio Conte, capace di ribaltare assetti tattici in corsa e risultati compromessi, come quello di Napoli. È un altro grande esame superato, ma ce n'è subito un altro dietro l'angolo, la prima senza Pirlo, squalificato, domenica con il Cesena. L'allenatore ha tre giorni per pensare alla soluzione: sarà costretto ancora una volta a cambiare modulo, perchè non ci sono cloni di Pirlo. Ma Conte si è dimostrato bravissimo a farlo, smentendo completamente l'etichetta che gli era stata appiccicata, quella di integralista del modulo. Lo ha evidenziato anche a Napoli, mettendo in campo la squadra (come non aveva mai fatto) con lo schieramento speculare a quello dell'avversario e creandogli chiare difficoltà. Le soluzioni possono essere dalla più scontata, l'impiego di Pazienza, ad altre più innovative, come Vidal o lo stesso Marchisio con compiti di regia, al lancio (meno probabile) di Marrone, che ha caratteristiche tecniche simili a Pirlo, ma non ha certo grande esperienza nel guidare una grande squadra. Non è escluso nemmeno il ritorno, per una partita, al 4-2-4. - La squadra, intanto, si scopre sempre meno Pirlo dipendente: è la Juve dei Pepe, degli Estigarribia, dei Matri, dei Vidal. Il primo non finisce di stupire e Conte ne ha esaltato anche la duttilità; il secondo è l'ultima scoperta del tecnico, perchè dopo alcuni spezzoni ha giocato una gara intera e importantissima, con risultati evidenti; il terzo, anche nei momenti meno felici e più nervosi, riesce sempre a mettere il proprio timbro; il cileno, infine, oltre alla quantità, ha fatto capire di avere in repertorio anche la qualità, vedi l'assist a Matri per il gol. Proprio il paraguaiano potrebbe essere il primo sostituto usato da Conte per turn over, perchè Pepe è diffidato e nella gara successiva l'avversario si chiama Roma. - Rientra Marchisio dalla squalifica e Conte può tirare un sospiro di sollievo, perché il centrocampo ha troppo bisogno del Tardellino. Anche nelle giornate trionfali o quasi, comunque, la nota negativa non manca e purtroppo per Conte è sempre la stessa, Bonucci. Le sue incertezze (clamorosa quella del secondo gol di Pandev) risultano spesso decisive. La società sta stringendo i tempi per arrivare a un centrale di valore a gennaio, anche perché, oltretutto, la difesa è il reparto numericamente meno attrezzato, con solo un terzino, De Ceglie e un centrale, il giovanissimo Sorensen, di riserva. Anche Chellini è diffidato e ormai anche per lui è questione di tempo: oggi la Juventus che sta volando deve anche tenere conto di questi particolari, che potrebbero risultare decisivi. Ma al mercato di gennaio mancano ancora quattro partite e non è poco, con il Milan che incalza e la Signora che adesso, anche se non lo ammette esplicitamente, allo scudetto comincia a credere seriamente e sa che dovrà giocarselo punto su punto.

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