martedì 15 novembre 2011

Juve, ricorso da 443 milioni contro la Figc

La Juventus ha depositato il ricorso al Tar del Lazio contro la Figc e nei confronti dell'Inter chiedendo il risarcimento dei danni che avrebbe subito dal 2006 in poi per l'eventuale "mancanza di parità di trattamento". I danni ipotizzati dalla Juventus "sono prudenzialmente stimati - sostiene il club - in diverse centinaia di milioni di euro per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese". L'iniziativa fa seguito al pronunciamento, il 9 settembre scorso, del presidente del Tnas (Tribunale nazionale di arbitrato dello sport) che ha rimesso la Juve al Tar per la parte degli eventuali danni "e rientra nella più ampia strategia di tutela della Juventus in ogni sede". - Nel ricorso al Tar del Lazio la Juventus quantifica i danni diretti e indiretti che avrebbe riportato in seguito alle decisioni della Figc legati all'inchiesta Calciopoli. L'ammontare superebbe i 400 milioni di euro. Partendo dai dati di bilancio delle stagioni giocate in serie A e dall'andamento dei parametri nelle stagioni successive, il pool di legali che assiste il club bianconero, quantifica i mancati introiti per effetto della retrocessione in serie B e dall'esclusione della coppe europee, le minori plusvalenze realizzate dalla cessione dei giocatori, prima fra tutte quella di Ibrahimovic, che fu ceduto proprio all'Inter. Tra i danni vengono citati anche il deprezzamento del titolo in Borsa e gli effetti negativi sul marchio del club bianconero, il minor potere contrattuale nella stipula degli accordi con gli sponsor. Tra i danni anche i minori introiti legati allo stadio per il rallentamento dei lavori nella costruzione del nuovo impianto, il 'Juventus stadium' che è stato inaugurato l'8 settembre scorso. - Il ricorso al Tar "è semplicemente il follow up, la prima delle sette azioni che avevamo annunciato in agosto". "La nostra - ha spiegato - è un'iniziativa tesa a verificare gli atti amministrativi compiuti dalla Federazione nel 2006 e nel 2011. Abbiamo bisogno di chiarezza con la Figc: o si è sbagliato prima, o si è sbagliato dopo. Il nostro atto - ha aggiunto Andrea Agnelli - è rivolto verso chi ha giudicato. L'Inter? È un danno collaterale". Alla critica del presidente della Figc, Giancarlo Abete, che ha giudicato inopportuno depositare il ricorso nel giorno della consegna del premio Giacinto Facchetti, Agnelli replica: "Alcune istituzioni hanno l'abitudine di far trascorrere i termini, altre no".

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