lunedì 31 ottobre 2011

Marotta: «Conte ha la cultura del lavoro»

La settimana che porta alla sfida di Napoli è iniziata. Non ancora sul campo, dove la squadra tornerà domani pomeriggio per la ripresa, ma per ora solo a parole. Merito di Giuseppe Marotta che è intervenuto telefonicamente a Radio Anch’io Sport su Radio Uno. Un lungo intervento nel quale l’amministratore delegato e direttore generale della Juventus ha toccato molti punti: dall’inizio di campionato all’importanza del nuovo stadio, ma soprattutto il grande apporto del lavoro di Antonio Conte, uno dei protagonisti dell’avvio di stagione. L’inizio è stato soddisfacente ma per ora è difficile fare pronostici per capire come finirà questa stagione. Con l’innesto di nuovi giocatori e di un allenatore moderno e preparato come Conte, possiamo e vogliamo recitare un ruolo da protagonisti.
Difficoltà da superare. In questi anni, la società ha subito l’impatto del post Calciopoli. Tanti giocatori importanti sono andati via e ci sono state difficoltà per ricostruire la rosa e rivitalizzare un ambiente demoralizzato. Le difficoltà sono state anche psicologiche.
Partito il futuro. Con Andrea Agnelli alla presidenza, la Juventus si è dotata di una nuova struttura societaria. Questa è stata la prima pietra per arrivare ai risultati. Insieme si è trovato un programma tecnico ed è iniziato il rinnovamento.
Il 12° uomo. Il nuovo stadio costituisce un asset importante per far aumentare i ricavi e permetterci di coprire il gap con le società di nazioni più evolute. In più è sinonimo di appartenenza e il pubblico si sta rivelando il 12° uomo, una spinta in più durante le partite casalinghe.
Conte è un top. Antonio aveva il profilo dell’allenatore ch cercavamo. Uno con attaccamento alla maglia e grande juventinità, caratteristiche che Conte ha e che trasmette quotidianamente alla squadra. È un grande gestore del gruppo, che sa lavorare sul piano psicologico e motivazionale. Conte è sicuramente un top.
Tutti vogliamo emergere. Conte ha una grande cultura del lavoro. I programmi studiati con il suo staff stanno portando una forma eccellente al gruppo dal punto di vista atletico e agonistico. Nella Juventus c’è la consapevolezza da parte di tutti, da Andrea Agnelli in giù, di voler emergere. Per vincere ci vuole anche qualità, che è ciò che stiamo rincorrendo.
Per Del Piero solo applausi. Non esiste nessun caso Agnelli-Del Piero. L’Assemblea degli Azionisti si svolge una volta l’anno e questa è stata l’ultima con Del Piero in campo. Il presidente ha esortato la platea a ringraziare capitano che è stato il filo comune con tutti gli stadi che hanno preceduto lo Juventus Stadium. Agnelli non ha mai mancato di rispetto ad Alessandro, uno che ha dedicato la propria vita alla Juventus, da calciatore e da uomo.
La vittoria nel dna. Il Milan è un’autorevole candidata per la vittoria dello Scudetto. La nostra corsa va fatta con la consapevolezza di voler migliorare ancora e per questo ci vuole tempo e pazienza. Attraverso il lavoro possiamo toglierci tante soddisfazioni. La Juventus è blasonata e, per sua natura, deve per forza rincorrere la vittoria.
Niente coppe, nessun vantaggio. Non partecipare alle coppe è un’amarezza. Giocare in Europa implica una pianificazione diversa e una rosa più consistente. Ma la Juve deve partecipare alle coppe, la sua storia lo insegna e lo impone. Vogliamo tornare presto a essere protagonisti.

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