lunedì 31 ottobre 2011

Marchisio, piccolo principe che adesso è diventato Re

Non potrebbe essere più torinese l’anti-Ibra. Claudio Marchisio ha lo sguardo limpido del nordico e piedi che non sfigurerebbero sulla spiaggia di Ipanema, ma la sua testa è indiscutibilmente sabauda. Alla misura nel comportamento privato, fa infatti da contraltare l’assoluto protagonismo quando si tratta di scendere in campo per svolgere al meglio il proprio lavoro. Calcisticamente non ha nulla a che vedere con Alex Del Piero , punto di riferimento del mondo bianconero per quasi un ventennio, ma ogni giorno di più regala l’impressione di poterne ereditare il ruolo di leader. Perché Marchisio sta davvero dimostrando di essere un giocatore particolare. Nel senso di grande. «Per diventarlo, devo segnare di più» aveva dichiarato in tempi non lontani. Ebbene, ora i gol arrivano con continuità e limiti alla sua crescita, imperiosa, non sembrano essercene: «È vero, sto giocando in una posizione che rende più facile trovare la via delle rete» ha confessato dopo la magica notte di San Siro. Ammettendo, con il consueto undertastement, di esserlo diventato, appunto, grande. Il Piccolo Principe è pronto per l’incoronazione definitiva.

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