domenica 21 maggio 2017

Scudetto Juventus, tifosi in festa: «Ora tutti a Cardiff»

Esplode nei minuti finali di Juventus-Crotone, a risultato ormai acquisito, la festa dei tifosi bianconeri per lo scudetto, il sesto di fila. "La Signora ha vinto ancora", recita lo striscione esposto in curva dai tifosi bianconeri dalla curva con il tricolore. Al fischio finale l'esultanza dei giocatori, con Cuadrado che è saltato sulle spalle di mister Allegri e gli ha scaricato una bomboletta di spray bianco in testa. Tifosi in festa allo Stadium, ma anche nel centro di Torino. Non è la folla oceanica del primo scudetto Conte, quello ottenuto dopo due settimi posti, ma è comunque grande la gioia, con bandiere e sciarpe al cielo. "Ed ora tutti a Cardiff per vincere la Champions", dicono i tifosi. Il sogno bianconero, infatti, continua. Giro del campo con la coppa dello scudetto alzata davanti ai tifosi per la Juventus. Finita la cerimonia ufficiale della consegna del trofeo e dopo il primo brindisi sul campo, Buffon e compagni sono corsi verso la curva sud che ha intonato il coro "Ce ne andiamo a Cardiff, ce ne andiamo a Cardiff!". Dagli altoparlanti è stato diffuso l'inno della Juventus degli anni Settanta e poi quelli successivi. Poi i giocatori hanno completato il giro mentre gli steward vigilavano per impedire l'invasione del campo da parte dei tifosi. (Tuttosport.com)

Juve, 6° scudetto record. Ecco i grandi cicli d'Europa

Il 35° scudetto della Juventus segna un record assoluto per la nostra Serie A, visto che nessuna squadra in Italia aveva mai vinto il campionato per 6 volte di fila. Il grande ciclo bianconero, aperto da Antonio Conte (2011/2012, 2012/2013, 2013/2014) e continuato da Massimiliano Allegri (2014/2015, 2015/2016, 2016/2017), supera infatti un primato nazionale che apparteneva alla stessa Juve, con i 5 titoli consecutivi vinti dal 1931 al 1935, a pari merito con Torino (1943-1949, esclusi due anni di stop per motivi bellici) e Inter (dal 2005/2006, assegnato dalla giustizia sportiva, al 2009/2010). Con il 6° scudetto consecutivo, la Juventus si ritaglia un posto di prestigio anche in Europa, staccando cinquine famose come quella del Real Madrid in Liga (1961-1965 e 1986-1990), del Porto in Portogallo (1995-1999), dell'Anderlecht in Belgio (1964-1968), del Gornik Zabrze in Polonia (1963-1967) e del Ferencvàros in Ungheria (1909-1913). Il club bianconero raggiunge così a quota sei i cicli dominanti in Romania di Chinezul Timisoara (1922-1927) e Steaua Bucarest (1993-1998), e quello russo dello Spartak Mosca (1996-2001, dopo la dissoluzione dell'Urss). Sempre limitandoci all'Europa, sopra la Juve restano adesso poche serie record di vittorie nazionali di fila: a dominare è l'ungherese Mtk Budapest con 10 campionati (1914-1925); a quota 9 troviamo invece Celtic Glasgow (1966-1974) e Glasgow Rangers (1989-1997) in Scozia, e Cska Sofia in Bulgaria (1954-1962); con 7 scudetti in sequenza si registrano Lione in Francia (2002-2008), Ujpest in Ungheria (1969-1975) e due volte negli ultimi vent'anni l'Olympiacos in Grecia (1997-2003 e 2011-2017).

Juventus-Crotone 3-0. Sesto scudetto di fila! Record

E quindi è leggenda, record assoluto, impresa che assume portata monumentale: sei campionati di seguito, terzo double con la coppa Italia di fila, un dominio che nessun’altra squadra aveva mai imposto negli oltre centoventi anni di calcio italiano. Non servono parole, molto più eloquenti sono i fatti e i numeri in questa domenica destinata a passare alla storia e consacrare la Juventus, questa Juventus, nell’unicità delle sue conquiste. Ci sarà spazio per il dibattito sui meriti (fondamentali quelli della società, determinanti quelli dell’allenatore, commoventi quelli della squadra) e paragoni barsporteschi fra la squadra di Allegri e le più grandi formazioni di tutti i tempi. Adesso è tempo di festeggiare, con juventina sobrietà perché tra quindici giorni c’è una finale di Champions League, ma festeggiare perché è giusto, sacrosanto anzi, che questo gruppo si goda il tributo da parte del suo popolo e che milioni di juventini assaporino un momento che ricorderanno per sempre. Il destino ha voluto che l’epilogo del campionato della leggenda sia Juventus-Crotone, sfida meno fascinosa di quella con la Roma, ma spesso il fato va a scegliersi anfratti meno illuminati per i suoi momenti decisivi. E la partita è senza storia. Scioltezza totale: Juventus 1 Ansia 0 al 12’ quando Mario Mandzukic - proprio lui, il guerriero più amato dai tifosi - recupera un traversone di Cuadrado e fissa il topic del pomeriggio. Il Crotone c’è, il suo pressing alto e sistematico pure, ma per combinare qualcosa dovrebbe sposarsi con la distrazione bianconera, questa volta rimasta negli armadietti di Vinovo. Non scherza per nulla, la Juventus: seria e arrabbiata come lo è stata sempre quando non c’era da sbagliare. Higuain è indemoniato, Dybala è una boutique del cioccolato, Mandzukic è determinato a calpestare ogni singolo filo d’erba del campo, pure Cuadrado il meno in forma di tutti in questo periodo azzecca il cross dell’1-0. E, come nelle grandi partite, la Juventus non molla, cerca il secondo gol, controlla le velleità crotonesi a centrocampo chiudendo ogni varco. Non c’è aria di festa, solo una dannata voglia di vincere anche questo scudetto. Nel finale di primo tempo Dybala è caldissimo: prima si vede negare un rigore piuttosto netto (Ferrari lo scalcia da dietro), poi su punizione al 39’ dipinge il 2-0 co una parabola all’incrocio dei pali che pare un progetto di Leonardo. La ripresa è un esercizio mentale da parte della Juventus, con il caldo che soffoca e la voglia di festeggiare che soffia fresca dagli spalti, ma non si notano cedimenti nell’attenzione degli uomini di Allegri, le cui corde vocali si godono un turno di relativo riposo. Anche quando, con il passare dei minuti, la tensione lascia spazio alla voglia di fare accademia e spunta qualche giochettino di troppo. Considerato che il Crotone finisce le forze, soprattutto quelle mentali frustrate dalla cattiveria agonistica juventina, a metà della ripresa, può anche andare bene così. Anche perché all'82' Alex Sandro incorna in rete un calcio d'angolo di Dybala (rete convalidata dalla goal line tecnology) per lucidare il risultato finale. Da lì è solo attesa per i tre fischi con cui finisce la partita e inizia, finalmente, la festa. (Tuttosport.com)

giovedì 18 maggio 2017

Juve, carica Allegri: Tifosi, spingeteci verso lo scudetto

Massimiliano Allegri ha rivisto la sua Juventus nella finale di Coppa Italia vinta contro la Lazio: «Abbiamo fatto un buon primo tempo, poi nel secondo una buona fase difensiva. Abbiamo cominciato bene la settimana dopo una prova deludente domenica, stiamo facendo una bella stagione». Il intermedio verso il triplete è raggiunto: adesso c'è da vincere lo scudetto. Allegri chiama a raccolta i tifosi juventini in vista della sfida dello Stadium contro il Crotone, decisiva per la Serie A: «Il Crotone è in forma, sta facendo una bella striscia di risultati. Dovremo essere cattivi. Serve una vittoria, ci vorrà l'aiuto di tutti e uno Stadium esaurito per spingerci a questo scudetto». «Le prestazioni di Dani Alves? Non solo lui, tutti stanno lavorando bene per fare grande questa Juventus», ha aggiunto Allegri a Rai Sport.

Juve, terza Coppa Italia consecutiva. Record

Eccolo, il primo pezzo del triplete. La Juventus alza al cielo di Roma la Coppa Italia battendo 2-0 la Lazio e mette in bacheca il trofeo. Decidono un fantastico Dani Alves, sempre più decisivo per la squadra di Allegri, e Bonucci, ormai il miglior difensore al mondo e bomber aggiunto. I bianconeri domano i biancocelesti con un primo tempo esemplare: Keita li sveglia, poi ci sono solo loro in campo. Determinati e cattivi come non lo erano stati contro la Roma, sullo stesso terreno di gioco. Quasi una prova generale per la finale di Champions che verrà. Sicuramente lo spirito ideale per andare a incamerare anche il sesto scudetto consecutivo domenica pomeriggio contro il Crotone allo Stadium. Insomma, la giusta premessa per entrare nella leggenda dalla porta principale. Dunque, la Coppa Italia per cominciare: è la dodicesima della storia, la terza di seguito, come nessuno mai. E Dani Alves è il testimonial della Vecchia Signora: nel nuovo sistema di gioco, il tecnico gli ha affidato la regia offensiva e lui è libero di inventare e segnare. Uno spettacolo nello spettacolo. L'ex Barcellona ha nel suo Dna le sfide che valgono e non ne sbaglia una. Anzi, ci mette lo zampino, sempre, con grande costanza ed efficacia. Uno sballo, poi, l'intesa con l'altro laterale verdeoro, Alex Sandro. A destra e a sinistra si balla a ritmo di samba. La BBC, dietro, non ha bisogno di presentazioni: è il muro. E per una sera, anche Neto diventa protagonista in positivo. C'è la Juve operaia di Rincon e Marchisio; c'è la Juve dei talenti che si fanno sentire anche quando non segnano, come Dybala e Higuain, magari non al meglio, soprattutto la Joya, però sempre dediti alla causa. Come superMario Mandzukic, costretto a pedalare e portare la croce, più difensore che attaccante, sulla fascia mancina. Sì, questa Juve ha mille facce e un unico obiettivo: vincere tutto. (Tuttosport.com)

lunedì 15 maggio 2017

Lichtsteiner: «Juventus, pensiamo alla Coppa Italia»

Altro che brindisi juventini in campo, negli spogliatoi e in hotel. La Juventus ha sprecato il primo match point scudetto (il secondo domenica, quando servirà battere il Crotone allo Stadium) e al novantesimo erano tutti cupi i bianconeri. «Una brutta sconfitta che ci servirà da lezione, non abbiamo ancora vinto niente», ha sintetizzato Stephan Lichtsteiner sui social. Un mea culpa, quello dello svizzero, sottoscritto da tutti gli juventini. Buffon e compagni non cercano alibi, piuttosto sono decisi a trasformare la gelata dell’Olimpico in maggiore determinazione per battere la Lazio mercoledì in finale di Coppa Italia e il Crotone domenica in campionato. Volendo guardare il bicchiere mezzo pieno: la batosta subita a Roma fa rialzare di colpo il livello dell’attenzione dei campioni d’Italia, che adesso dovranno vincere tre partite (Lazio, Crotone, Real Madrid) per trasformare la stagione in una annata leggendaria.

domenica 14 maggio 2017

Roma-Juventus 3-1. Scudetto rinviato, troppo turnover

Il turnover rinvia lo scudetto. Allegri non vuole correre rischi per la finale di Coppa Italia di mercoledì e rivolta la Juventus, lasciando Dybala in panchina e schierando un 4-3-3 che sembra togliere le misure alla squadra. Dall’altra parte una Roma aggressiva e determinata a non perdere il secondo posto, ha sicuramente più motivazioni e trova una difesa bianconera (anche quella rivoluzionata) tornata improvvisamente terrestre. Il risultato finale è giusto e rispecchia l’andamento di una partita  in cui la Juventus non è parsa volere veramente vincere come in altre occasioni. E ha mostrato l’unico punto debole: troppe riserve insieme non valgono la vera Juventus. Forse da una sconfitta come questa possono nascere riflessioni di mercato. A questo punto lo scudetto è una questione da tre punti, quelli da conquistare con il Crotone domenica allo Stadium o contro il Bologna all’ultima giornata. Per altro, con il 3-1 di ieri, il possibile arrivo a pari punti premierebbe la Roma. Insomma, i rischi di perdere il titolo sono pochi. Anche Allegri non sarà soddisfatto, anche se è il responsabile maggiore del risultato di questa sera, ma ha fatto prevalere la ragione di stato sulla voglia di festeggiare subito. Mercoledì potrebbe prendersi la sua personale rivincita, schierando una squadra più fresca per la finale di Coppa Italia. E certamente più arrabbiata dopo la sconfitta di ieri. La partita che poteva valere lo scudetto è tanto strana quanto divertente. Tatticismi aboliti e squadre piuttosto lunghe fin dai primi minuti, si gioca in modo aperto senza troppe schermaglie a centrocampo. Si crea, si spreca, si cambia fronte in modo molto veloce. La Juventus prende un palo con Asamoah al 7’ e passa in vantaggio al 21’ con Lemina. Spettacolare lancio di Sturaro che pesca Higuain in area, il Pipita non pecca di egoismo e la mette in mezzo al bacio per il gabonese accorrente ed è 0-1. La Roma reagisce a testa bassa e pareggia quattro minuti dopo da corner: zuccata di Manolas respinta da Buffon, che riesce anche a salvare sul primo tap-in di De Rossi, ma non può nulla sul secondo. Il finale di tempo vede ancora un paio di occasioni bianconere. Nella ripresa la Roma pare più concentrata, la Juventus fatica a trovare le distanze (troppi cambi, forse) e prende il gol di El Sharaawi da una veloce ripartenza giallorossa che permette all’attaccante azzurro di infilare Buffon con un tiro a giro da biliardo. E’ l’11’ della ripresa e i bianconeri faticano a trovare la quadra: pasticciano, sono imprecisi, sbagliano molti allineamenti in difesa. Compreso quello di Dani Alves (entrato al posto di Lichtsteiner) che consente a Nainggolan di segnare il terzo gol romanista al 20’. Allegri prova anche a mettere Dybala per aumentare la potenza offensiva, ma la Juventus continua a girare con un pistone in meno (Cuadrado ancora una volta sotto tono, ma con lui anche un Bonucci deconcentrato, un Mandzukic ammorbidito, un Higuain a sprazzi, un Dani Alves con la testa a Ipanema) e non succede quasi più niente. Anzi, c’è un colpo alla schiena a Mandzukic che lascia con il fiato sospeso la Juventus e il suo popolo. E un rigore nettisismo su Dybala che non viene dato, ma non avrebbe cambiato proprio nulla. (Tuttosport.com)

Juve, la vittoria in Coppa Italia vale un Rincon

Vincere un titolo come la Coppa Italia riempie cuori e bacheche, ma soprattutto il portafoglio. La Juventus viaggia verso la 12ª coppa nazionale della sua storia, un obiettivo da record che farebbe bene anche alle casse bianconere. La vittoria della Coppa Italia, infatti, vale 8 milioni di euro: una bella somma che forse vale più per la Lazio, la sfidante, che per la squadra di Allegri, ma che, per intenderci, ripagherebbe totalmente l'acquisto di Tomas Rincon a gennaio, l'unico rinforzo invernale della stagione della Juve. Degli 8 milioni 5 sono fissi e a questi va aggiunto il 45% dell'incasso dello stadio per l'evento. Chi uscirà sconfitto guadagnerà solamente, si fa per dire, 6.5 milioni di euro: 3 milioni e mezzo più il 45% dell'incasso dello stadio (con il restate 10% che andrà a finire nelle casse della Lega). Comunque un buon premio per entrambe le squadre che, alla fine, guadagneranno anche dalla finale di Supercoppa Italiana che si giocherà in agosto proprio tra Juventus e Lazio. (Tuttosport.com)

mercoledì 10 maggio 2017

Allegri: «La Juve può vincere la Champions»

Massimiliano Allegri non si nasconde: questa Juventus vale la Champions: «Sono molto contento di quello che hanno fatto i ragazzi. Non era semplice giocare una Champions così e i ragazzi hanno meritato la finale - dice il tecnico ai microfoni di Premium Sport - Siamo nel momento cruciale della stagione, non abbiamo vinto ancora niente ma per adesso stiamo facendo grandissime cose. I miei meriti? Non ho bisogno di meriti, faccio il mio lavoro con serenità e entusiasmo ma non mi interessa che gli altri dicano che sono il più bravo. Ottengo risultati grazie ai grandi giocatori che ho a disposizione. Mi diverto molto ad allenare e quando sentirò troppo stress vorrà dire che dovrò smettere. «Buffon ha detto che arrivare in finale non conta più? Gigi ha ragione, si arriva in finale per cercare di vincerla. Speriamo che questo sia l’anno buono. Abbiamo molte possibilità di vincere la Champions, dovremo essere meno pigri e migliorare nella gestione della palla. Abbiamo un mese difficile per migliorare, siamo in un momento delicato della stagione e non dovremo allentare la tensione.

Juve, finale di Coppa Italia e Champions League

La Juventus lotta su tutti i fronti e sogna un mitico "triplete". Lo scudetto può già arrivare nel prossimo turno di campionato contro la Roma, ma avendo agguantato la finale di Champions League come cambia il calendario dei bianconeri? La finale di Coppa Italia contro la Lazio, precedentemente in programma per il 2 giugno allo Stadio Olimpico, si giocherà mercoledì 17 maggio alle 20.45 per permettere alla squadra di Allegri di volare a Cardiff il 3 giugno e giocarsi la "coppa dalle grandi orecchie", come a Barcellona due anni fa, ma questa volta con la convinzione di potercela fare qualunque sia l'avversario. La Champions League manca alla Juventus da 21 anni, dal 1996 quando in finale a Roma i bianconeri batterono l'Ajax ai rigori.