martedì 23 gennaio 2018

Juve, Allegri: «Ci sono mancate un po' le gambe nel finale»

"L'importante era vincere. Alla fine c'è stata un po' di ansia perché ci mancavano un pò le gambe. Abbiamo alle spalle sei giorni di lavoro importante ed i ragazzi l'hanno sentito. Potevamo chiudere la partita già nel primo tempo ed ancora con un paio di occasioni nella ripresa. Non ci siamo riusciti e quindi complimenti al Genoa". Massimiliano Allegri sa che la Juventus non ha giocato una partita entusiasmante, ma si prende i 3 punti grazie all'1-0, rete di Douglas Costa. "È importante che la squadra vinca anche se Higuain non segna" ha commentato il tecnico a Sky Sport. Lotta scudetto riservata a Napoli e Juventus? "Il campionato è ancora lungo tutti quelli che ci stanno dietro possono ancora rientrare - ammette Allegri - Ora davanti abbiamo il Napoli e quindi era importante restargli in scia".

lunedì 22 gennaio 2018

Juventus-Genoa 1-0. Rete di Douglas Costa

Una Juventus versione operaia, compatta e senza troppi fronzoli, batte di misura il Genoa, con un gol di Douglas Costa nel primo tempo, e risponde così al Napoli riportandosi a -1. Un match non stratosferico, ma chiuso con i tre punti. Ed è quello che conta per la squadra di Allegri. La sofferenza nel finale? Si spiega con un po’ di stanchezza e il tridente pesante rossoblù senza più nulla da perdere alla ricerca del clamoroso pareggio. In fondo, comunque, gli ospiti non impegnano mai severamente Szczesny, anche perché quando si alza il muro è dura passare. Per tutti. Il calendario, da ora in avanti, non darà respiro e c’è bisogno di recuperare qualche infortunato. Higuain a secco? Sì, ma sulla generosità e concretezza nulla da dire: semplicemente al servizio della Vecchia Signora. Come SuperMario Mandzukic, uomo che rincorre e sforna l’assist vincente. Douglas Costa? Decisivo con il suo spunto: il brasiliano sta migliorando, mentre il connazionale Alex Sandro non esce ancora dal tunnel. Allegri punta sulla difesa a quattro con Benatia e Chiellini al centro: il capitano è anche l’unico italiano in campo tra i campioni tricolori. Davanti, ai lati di Higuain, Douglas Costa e Mandzukic. Ballardini si affida all'esperienza di Pandev. In tribuna il ct argentino Sampaoli. La Juve deve rispondere al Napoli, il Genoa cerca punti per la tranquillità. La prima uscita di Perin è senza problemi. La gara, in effetti, è anche la sfida nella sfida tra il portiere genoano e  Szczesny, con l’eredità di Buffon sullo sfondo. Al 3’ Pjanic spedisce alle stelle, dopo un’azione insistita di Higuain. Il Pipita ci riprova subito, ma senza successo. Fallo di Spolli sul connazionale e punizione invitante per Pjanic. Il bosniaco va al tiro ma Perin devia in tuffo plastico.  Al 16’ combinazione perfetta tra Mandzukic e Douglas Costa, che prima aveva servito il croato recuperando palla in un contrasto: il brasiliano versione Flash la mette dentro con un guizzo in penetrazione. Occhiata al Var e gol, perfettamente regolare, confermato. Si ferma così a 415 minuti l’imbattibilità di Perin.  Al 23’ tiro coordinato di Pjanic, il portiere rossoblù c’è.  La squadra di Allegri ha il controllo del match anche se il ritmo non è assatanato. Mandzukic ci prova con un tiro al 32’, troppo centrale però per impensierire Perin. Il tecnico bianconero, reduce dall’influenza, a bordo campo, tra un colpo di tosse e l’altro, continua a urlare di passare la palla a Higuain che si smarca con continuità. Nel frattempo, Ballardini manda a scaldarsi il torinese Lapadula, da sempre tifoso juventino. Il primo tempo comunque non offre altre emozioni e finisce sull’1-0 per la squadra di casa. Anche Galabinov si prepara per entrare. Il Genoa è a trazione anteriore, vuole cercare almeno una reazione. All’11’ Mandzukic reclama il rigore per una spinta subita nello stacco aereo, l’arbitro fa correre. Poi, ripartenza perfetta dei bianconeri con tiro finale di Pjanic fuori di poco. Juve arrembante, prima con Lichtsteiner, poi con Higuain: salva Izzo sulla linea facendo “cristonare” l’argentino. Dentro Lazovic per l’opaco Taarabt. Si prepara anche l’ex Sturaro (per Khedira): il cambio scatta al 25’.  Quindi tocca ad Asamoah per Alex Sandro, ancora una volta non brillante come lo scorso anno. Al 33’ arriva il momento di Lapadula. Il Genoa, con il tridente pesante, mette un po’ di pressione sui bianconeri. Allegri getta in campo la carta Barzagli (subentra a Lichtsteiner). La squadra va in sofferenza nel finale e bisogna stringere i denti, serve esperienza. Pjanic tenta il colpo per chiudere definitivamente i conti, ma sbaglia mira. E Allegri si arrabbia assai. Matuidi ha un sussulto, alto pure lui. Perin va a saltare, negli ultimi secondi infuocati, con Allegri che si sgola, incontenibile. Il fischio finale è una liberazione e lo Stadium esulta: la Juve è di nuovo un passo dal Napoli. (Tuttosport.com)

sabato 20 gennaio 2018

Emre Can, in Premier si pentono: «Che colpo per la Juve»

Mentre l’Inghilterra celebra la vittoria del Liverpool contro il Manchester City, la Juventus continua a coccolare il sogno Emre Can. Il centrocampista è stato uno degli artefici dell’impresa di Anfield, impresa che ha visto il City di Guardiola perdere la sua prima gara in una stagione da record. Con l’86% di precisione nei passaggi, Can ha infatti comandato il centrocampo dei Reds, offrendo una delle sue migliori prestazioni stagionali. Ma non solo, il tedesco è stato anche il secondo giocatore (dopo Robertson) per numero di contrasti vinti, dimostrando di poter aiutare non solo in fase di impostazione ma anche in difesa, importantissimo quando si gioca contro una macchina da gol come il Manchester City. Una prestazione da vero leader quindi, che diventa ancora più importante se si considera che ha solo 24 anni e ampi margini di miglioramento. E si che Can poteva anche non giocarla quella gara. Prima di entrare in campo infatti il giocatore ha iniziato a sentire i sintomi di un’influenza e la sua presenza è stata in dubbio fino all’ultimo: «Emre stava molto male», ha annunciato dopo la vittoria Klopp. «Purtroppo non avevamo molte opzioni perciò ha voluto provare a giocare lo stesso». E Liverpool ha sentitamente ringraziato. (Tuttosport.com)

Da Pau Lopez a Marchetti nella listona Juventus

Saper programmare significa mettersi a cercare il vice dell’erede di Buffon invece dell’erede di Buffon. La differenza fra le due situazioni sta tutte nelle notti piuttosto tranquille che vivono Beppe Marotta e Fabio Paratici che in Szczesny hanno trovato un portiere a cui affidare senza troppi patemi la porta della Juventus della prossima stagione. A questo punto, per loro, il problema è trovare un vice che, secondo le abitudini bianconere, non può essere uno qualsiasi perché la filosofia dei due titolari per ogni ruolo vale anche per il portiere e quindi non sarà una scelta da discount, ma un’operazione ragionata. Esiste, per il momento, un lungo elenco che verrà scremato nelle prossime settimane, quando si stringerà il cerchio intorno ai nomi per i quali verranno intavolati i primi discorsi. Una listona nella quale è spuntato, nelle ultime settimane, il nome di Pau Lopez: 23 anni, talento emergente del calcio spagnolo, gioca nell’Espanyol e - particolare goloso - è in scadenza di contratto, il che lo rende particolarmente attraente. Lo cerca anche il Napoli, che sembra destinato a perdere Pepe Reina (destinazione più probabile il Milan del post Donnarumma) e si profila, dunque, un potenziale duello di mercato. E’ sempre piaciuto e continua a piacere Luca Marchetti, pure lui in scadenza con la Lazio. Tanti pro, fra i quali la sponsorizzazione di Buffon, e un dubbio: la sua pericolosa tendenza a infortunarsi. La Juventus cerca totale affidabilità per il ruolo. (Tuttosport.com)

Calciomercato Juve, il Bologna insiste per Orsolini

Il no di Verdi al Napoli non ha cambiato la posizione del Bologna riguardo a Riccardo Orsolini: i rossoblù continuano a volere il talento mancino della Juventus, al momento in prestito all’Atalanta. In nerazzurro l’esterno offensivo ex Ascoli sta trovando poco spazio e non gli dispiacerebbe cercare più fiducia altrove, posizione condivisa dalla società bianconera che vorrebbe vederlo in campo più spesso. Non condivisa, però, dall’Atalanta, che finora ha fatto muro. La società rossoblù non molla e confida di poter ottenere il prestito di Orsolini prima della fine del mercato.

sabato 13 gennaio 2018

Futuro Allegri: lusinga Premier, ma la Juventus lo blinda

Negli ambienti vicini alla Premier impiegano un attimo perché i gossip di mercato montino in abbondanza. Solo che questa volta le voci, in parte, non sono così distanti dalla realtà. Decodificando il tutto: Antonio Conte e il Chelsea potrebbero separarsi a fine stagione, in Inghilterra il nome di Massimiliano Allegri è sempre piaciuto e via così. Mancherebbe un “piccolo” particolare: il tecnico tricampione d’Italia e la Juventus non sono in rotta, anzi pianificano un futuro in piena condivisione di oneri e onori. Mai come ora si può dire che non esiste un allenatore più adatto ai bianconeri e per Max non c’è un ambiente migliore in circolazione. Però i tabloid sono già impazziti... Tanto più che ieri l’ex ct della Nazionale, a precisa domanda su Allegri o Luis Enrique candidati al suo posto, ha commentato che «tutto è possibile, nel calcio tutto può cambiare nel giro di poco tempo». Fastidio evidente nelle parole di Conte sul quale da settimane s’è abbattuta la mannaia dei media, mentre la stagione dei campioni d’Inghilterra sta prendendo una piega non piacevole. Ma per far sì che tutti i pezzi s’incastrino nel puzzle si rischia di trascurare una componente fondamentale: Allegri non lascerà la Juve, a meno che la riconquista della Champions non gli faccia pensare di aver bisogno di nuove motivazioni. Allenare all’estero, comunque, è una prospettiva che a Max piace parecchio. Il suo nome è gradito al Chelsea, al Real Madrid e al Paris Saint-Germain. (Tuttosport.com)

domenica 7 gennaio 2018

Juve, per Dybala lesione media. Rischia 40 giorni di stop

Il bollettino ufficiale non è né bello né brutto, perché di fatto conferma che il problema muscolare di Paulo Dybala non è cosa da poco, ma resta di lieve-media entità. Insomma, più o meno come previsto nell'immediato dopo partita di Cagliari, se confermata da ulteriori e necessari esami, la prognosi potrebbe essere quindi di 40/45 giorni per rivedere la Joya in campo con la maglia bianconera. Anche perché in questi casi la prudenza nel riportare il giocatore a disposizione dell'allenatore è sempre massima. Anche se questa mattina è stato diramato il bollettino ufficiale, comunque, sarà necessario attendere ancora 48 ore per avere un responso definitivo. Gli esami effettuati "a caldo", infatti, non garantiscono la precisione necessaria a causa del versamento che impedisce una visione chiara della lesione. Se venisse confermata la prognosi di 45 giorni, Dybala sarebbe a disposizione intorno al 20 di febbraio. Potrebbe, insomma, puntare al derby del 18 o a Juventus-Atalanta del 25 febbraio. Difficile, insomma, la sua presenza contro il Tottenham nella gara di andata a Torino prevista per il 13 febbraio, ma Dybala ci sarà sicuramente per il ritorno del 7 marzo. Queste le partite che salterà Dybala: Juve-Genoa; Chievo-Juve; Atalanta-Juve (Coppa Italia), Juve-Sassuolo; Fiorentina-Juve; Juve-Tottenham; Torino-Juve.
IL COMUNICATO: «Il giocatore si è sottoposto nella mattinata di oggi a risonanza magnetica, che ha evidenziato una lesione distrattiva ai flessori della coscia destra che, con riserve del caso legate a precocità delle indagini effettuate, può essere definita di grado lieve-medio. Il calciatore inizierà da subito le cure riabilitative e la prognosi potrà essere meglio dimensionata nei prossimi giorni».

Allegri: La tecnologia doveva diminuire le discussioni e invece...

Massimiliano Allegri ha parlato dopo la vittoria della Juventus contro il Cagliari: «Dybala? Non possiamo ancora capire cosa si è fatto: peccato perché stava facendo bene, l’unica cosa positiva è che ora c’è la sosta e ha più tempo per recuperare - dice il tecnico ai microfoni di Premium Sport - Sapevamo delle difficoltà di questa partita, il Cagliari è una squadra molto organizzata: dovevamo cercare di fare gol subito. È stata una partita fisica e ci siamo adattati e comunque l’importante era vincere: abbiamo chiuso questo filotto positivamente, abbiamo staccato leggermente le inseguitrici e siamo rimasti in scia al Napoli, quindi il percorso finora fatto è positivo. Bisogna fare i complimenti ai ragazzi, siamo a gennaio e siamo pienamente in corsa per ogni obiettivo. I nuovi arrivati si sono ormai ambientati, sono cresciuti molto e nella seconda parte di stagione ci daranno una grossa mano. Stasera abbiamo dato una grande prova di maturit໫Se mi dispiace andare via da Cagliari con qualche polemica? In ogni partita ci sono episodi contestati, a volte contro e a volte a favore: bisogna solo saper accettare. C’è il VAR che è stato messo per diminuire le polemiche e invece le polemiche sono aumentate, quindi forse siamo noi italiani a cui piace alimentarle. Posso dire che il Cagliari non meritava di perdere, ma devo ribadire i complimenti ai miei giocatori». (Tuttosport.com)

Juve, Marotta: «Dybala mai messo sul mercato»

"Che valore ha Dybala, considerano i 160 milioni di Coutinho? Il valore lo dà l’eventuale cessione e noi non abbiamo intenzione di cedere Paulo, quindi diventa difficile fare un valutazione. Non l’abbiamo mai messo sul mercato". Così l’amministratore delegato della Juventus Giuseppe Marotta, ha dichiarato a Premium Sport: “Il mercato di gennaio è definito di riparazione e noi, forse per fortuna o per bravura, siamo coperti in tutti i reparti. La squadra è altamente competitiva e assemblata per primeggiare in ogni ambito: con la forza che abbiamo, l’unica preoccupazione deve essere rivolta solo a noi stessi e non agli avversari".

sabato 6 gennaio 2018

Cagliari-Juventus 0-1. Segna Bernardeschi, ko Dybala

Non si può discutere la correttezza del risultato che premia la squadra che ha creato più occasioni e dimostrato superiorità tecnica e tattica: la Juventus. Si può discutere, invece, la prestazione svagata e molle di alcuni giocatori bianconeri che, non a caso hanno fatto infuriare il profetico Allegri, assai preoccupato per l’atteggiamento mentale dei suoi alla vigilia. Si può discutere il modo con cui è arrivata la vittoria, tra fatica, sofferenza e qualche polemica del Cagliari, insoddisfatto dell’arbitraggio di Calvarese. Non è, insomma, una vittoria rotonda e senza spine come quella di Bologna, ma resta una vittoria pesante, cattiva, sporca, ma proprio per questa ancora più importante per non perdere di vista il Napoli, che successi come questi ne ha colti non pochi nel corso di questa stagione. E se la Juventus avesse avuto un pizzico più fortuna poteva trovarsi sul 2-0 già nei primi minuti. La Juventus, infatti, domina i primi 25’, il Cagliari è più pericoloso nel resto del primo tempo e in 45’ si prendono 3 legni: due i bianconeri (traversa di Dybala su punizione e palo di Bernardeschi con tiro a giro da destra) e uno i sardi (Farias, il cui tiro ravvicinato viene comunque toccato anche da Szczesny). La Juventus è tecnicamente superiore, ma fatica a concretizzare il predominio territoriale e qualcosa non funziona a centrocampo, dove Pjanic è il fulcro di qualsiasi azione, ma è poco aiutato da un Khedira che si spegne troppo presto e un Matuidi un po’ troppo arruffone. Il che crea problemi soprattutto in fase difensiva, con la retroguardia bianconera troppo esposta (e in questo senso va sottolineata una chiusura museale di Barzagli e un’altra prestazione feroce di Chiellini). La ripresa inizia con due cazzotti della sfortuna che colpiscono la Juventus: Dybala si ferma durante uno scatto a centrocampo, toccandosi la coscia sinistra (probabilmente si tratta di stiramento) ed esce in lacrime, tenendo un lungo stop (un mese rischia di essere la prognosi minima), poi esce Khedira dopo un colpo alla testa che per qualche secondo fa anche preoccupare. E’ un momento caotico della partita e questo fa il gioco del Cagliari, che tuttavia non riesce ad approfittare della confusione mentale bianconera. Ma in quel momento esce il cinismo della grande squadra e la superiorità tecnica della Juventus: Douglas Costa scatta sulla fascia, guadagna il fondo e mette in mezzo un pallone che Bernardeschi deve solo spingere. Polemiche perché Pavoletti era a terra e il Cagliari chiedeva di buttare la palla fuori. E’ la solita storia: l’uso e la consuetudine obbliga al gesto di buttarla fuori, ma va detto che il cagliaritano a terra durante la ripartenza bianconera si riprende assai velocemente, considerata la grinta e la veemenza con la quale protesta. Il Cagliari protesta poi per un tocco di mano di Bernardeschi in area su traversone di Padoin. Calvarese non valuta il tocco degno del penalty e non va a rivedere le immagini, ma si ha la sensazione che dialoghi con i colleghi davanti al Var per essere confortato nella sua decisione. Comunque vada si apre la porta alle polemiche (inevitabile), ma Allegri sarà furioso per altro. (Tuttosport.com)

mercoledì 3 gennaio 2018

Juve, Marko Pjaca in prestito allo Schalke 04

Marko Pjaca riparte dalla Bundesliga. «Ha bisogno di giocare», aveva detto qualche giorno fa Marotta, ipotizzando un suo trasferimento in prestito. E così sarà. L'esterno croato terminerà la stagione con lo Schalke 04. Una decisione che ha fatto discutere il popolo juventino. Molti tifosi sono contrari alla scelta: «Visto e considerato che i nostri giocatori sono di burro era meglio avere uno in più in rosa», è la considerazione di Joseph, condivisa da chi considera Pjaca «un ottimo rinforzo come acquisto di gennaio». A far storcere il naso è soprattutto la destinazione: «Non capisco che senso ha mandarlo in Bundesliga. Deve prendere minuti nel calcio italiano in una squadra, tipo la Sampdoria o l'Udinese, che gioca un buon calcio e punta forte sui giovani. Al massimo in Spagna». E chi ricorda vecchie ruggini, proprio con lo Schalke: «Dopo gli sgarbi dei tedeschi con Draxler...io non glielo avrei dato in prestito», è il giudizio di Emilio.

Douglas Costa e Mandzukic: Juventus in semifinale

La Juve vince 2-0 e si qualifica per la semifinale di Coppa Italia dove a fine mese affronterà l’Atalanta nella gara di andata. Derby bianconero (Douglas Costa nel primo tempo, Mandzukic nella ripresa), ma il Toro è furibondo e Mihajlovic si fa allontanare al raddoppio del croato (l’allenatore serbo è pure vittima di cori razzisti che si alzano dagli spalti). L’azione è infatti fallosa, o perlomeno dubbia: Khedira entra duro su Acquah che perde palla. Visto al Var, Doveri convalida il gol tra le proteste reiterate dei granata. Sinisa perde le staffe, inveisce e l’arbitro lo allontana. Da lì in avanti è match nell’arena. Prima, brava la Juve a controllare il gioco e a proporsi ripetutamente. Il Toro sbaglia subito con Berenguer e non è fortunato con Niang nell’unica chance di pareggio: il senegalese prende il palo e poi non incide più, deludente anche allo Stadium. Un tiro nello specchio, contro i sette dei bianconeri: cifre che parlano chiaro. Ma resta la rabbia dei granata, per quella decisione del giudice di gara. (Tuttosport.com)

martedì 2 gennaio 2018

Calciomercato Juve, con lo Schalke si tratta per Howedes

I discorsi Höwedes e Pjaca sono slegati, ma Juventus e Schalke a breve si troveranno a parlare anche del riscatto del 29enne centrale tedesco, che alla Juventus è in prestito. L’acquisto di Höwedes diventa automatico al raggiungimento delle 25 presenze, una quota difficile da raggiungere vista la prima parte d’annata del campione del mondo, causa infortuni fermo all’esordio col Crotone. I bianconeri proveranno ad ottenere uno sconto sul riscatto, in agosto fissato in 13 milioni più 3 di bonus.

domenica 31 dicembre 2017

Juve, Allegri: «Scudetto? Aspettiamo un passo falso del Napoli»

«Siamo contenti anche se sappiamo che non abbiamo fatto una bella partita e i ragazzi sono i primi a saperlo. Abbiamo messo a rischio la vittoria, dopo un bell’inizio abbiamo sbagliato moltissimi passaggi e non abbiamo fatto bene fino al loro gol. Il Verona ha fatto bene, è una squadra in salute e sapevamo che sarebbe stata una gara pericolosa». È l’analisi di Massimiliano Allegri dopo il 3-1 al Verona, arrivato grazie alla straordinaria doppietta di Dybala. «Non potevamo permetterci di lasciare punti per strada, dovevamo vincere per staccare quelle dietro e per stare attaccati al Napoli che ha fatto 48 punti in questo girone d’andata e ha fatto un 2017 straordinario». Sulla Joya: «È importante che sia tornato al gol, siamo tutti contenti – ha detto l’allenatore a Premium Sport -. Dopo il gol ha cominciato a giocare meglio perché come sempre la condizione psicologica è tutto nel calcio. Posso consigliarli di pensare solamente a fare le cose, dentro il campo bisogna essere concentrati e cattivi ma questo vale per tutti. Dybala è al terzo anno qui, è cresciuto molto e io credo che lui debba pensare solo al suo percorso senza ascoltare i paragoni che gli fanno solo male. Insieme a Neymar sarà uno dei due migliori giocatori al mondo: il futuro è dalla sua parte, non deve avere ansie». «Napoli e Juventus in fuga per lo scudetto? Le altre non sono tagliate fuori, mancano 19 partite, ci sono ancora molti punti a disposizione e gli scontri diretti. Noi dobbiamo guardare chi ci sta davanti che ora è il Napoli. Adesso ci aspetta un periodo di 5 trasferte su 7, fino al derby col Torino in campionato, e vincere fuori casa non è mai facile: per noi il prossimo sarà il periodo più importante della stagione». «Noi dobbiamo cercare di restare dentro a tutte le competizioni». (Tuttosport.com)