giovedì 21 settembre 2017

Bentancur: Juve, non sono ancora al top. Devo imparare ancora molto

Rodrigo Bentancur ha brillato nella vittoria della Juventus contro la Fiorentina: ha mostrato personalità e un piede niente male. I tifosi stanno imparando ad amarlo. E dire che il centrocampista ha ampi margini di miglioramento, come dice lui stesso ai microfoni di Sky Sport: «Sto cercando di adattarmi il più velocemente possibile a questo tipo di gioco, ma la verità è che sono giovane e devo apprendere ancora tanto. Spero in poco tempo di riuscire ad arrivare al top». Giocare nella Juventus non è semplice per un giovane: «La verità è che scendere in campo con questa maglia mette sempre un po’ di pressione, la si sente eccome. Io sto cercando di fare del mio meglio e quando mi tocca giocare do il massimo». Contro la Fiorentina è stata una partita difficile: «Si, un po’ si. Abbiamo fatto un buon primo tempo, con tanta intensità, nel secondo sembrava un gioco un po’ più facile con l’uomo in più, invece non è stato così».

Juve, Howedes si ferma. Risentimento ai flessori della coscia sinistra

Howedes ancora fermo ai box. «Nel corso della seduta di allenamento odierna - ha scritto la Juventus sul sito ufficiale - ha riportato un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra la cui entità verrà approfondita con esami strumentali nei prossimi giorni». Il tedesco arrivato in estate dallo Schalke 04 non ha ancora debuttato con la maglia della Juventus. Wojciech Szczesny non ha fretta di prendersi la porta della Juve. Si accontenta per ora di fare il secondo e di non prendere gol quando viene chiamato in causa: «Un'altra grande vittoria - ha scritto il polacco su Instragram dopo l'1-0 con la Fiorentina - e un clean sheet! Ora è tempo di derby!!!». Szczesny ha giocato due partite in campionato da titolare e finora non ha incassato gol: 3-0 contro il Chievo e 1-0 con la Fiorentina. Come inizio non c'è male.

mercoledì 20 settembre 2017

Juventus-Fiorentina 1-0. Basta un gol di Mandzukic

Si ferma Dybala, rallenta l’attacco dopo 13 gol in quattro partite, ma non si ferma la Juventus, che batte la Fiorentina e resta in vetta a punteggio pieno assieme al Napoli. Allegri aveva chiesto di non concedere tiri e Szczesny non ha fatto una parata, anche se i bianconeri hanno gestito male il finale, tanto che il tecnico è uscito arrabbiato.  Immutata in avanti e rivoluzionata da metà campo in giù, con Szczesny al posto di Buffon, Bentancur al posto di Pjanic e il solo Rugani confermato in difesa rispetto alla vittoria sul Sassuolo, la Juventus ha iniziato con personalità, prendendo subito il controllo. E di personalità ne ha mostrata tanta Bentancur, sempre pronto a farsi trovare dai compagni e a impostare con precisione e idee non banali. Dopo dieci minuti difficili, in cui Dybala ha sfiorato il gol su punizione (fallo ingenuo di Pezzella su Mandzukic), la Fiorentina ha però saputo compattarsi e chiudere tutti gli spazi. La Juventus ha rischiato qualcosa solo su un pallone che Rugani si è ingenuamente fatto rubare da Simeone, costringendo Barzagli al fallo, e su un contropiede sprecato da Simeone (passaggio sbagliato per Chiesa), ma ha anche creato poco. Partita di nuovo forte dopo l’intervallo, nella ripresa la squadra di Allegri ha saputo capitalizzare lo scatto inizale: magnifico cross teso di Cuadrado da destra, mancato per un soffio da Higuain in spaccata sul primo palo ma sfruttato di testa in tuffo da Mandzukic sul secondo. Pioli ha subito aumentato il potenziale offensivo con Gil Dias per Benassi e la maggior pressione viola ha indotto Sturaro a un paio di errori, cancellati dai compagni, ma ha anche aperto qualche spazio in più. Così al 20’ Matuidi si è incuneato a sinistra costringendo Badelj al fallo: da rigore secondo Doveri, che poi però ha cambiato idea grazie al Var. Giustamente perché il fallo era fuori area, ma è costato comunque il secondo giallo a Badelj. La Juventus avrebbe potuto subito sfruttare la superiorità numerica, ma Mandzukic ha sprecato da ottima posizione un altro cross dello scatenato Cuadrado, il migliore assieme a Bentancur. Con l’uomo in più Allegri ha colto l’occasione per far rifiatare Dybala e poi il colombiano, concedendo 10 minuti a Bernardeschi contro la sua ex squadra. In campo fino alla fine, invece, Higuain, che non riesce a sbloccarsi. Juve ancora a punteggio pieno dopo la quinta giornata di campionato. (Tuttosport.com)

Juve, stasera mini turnover per la gara contro la Fiorentina

All’Allianz Stadium la capolista ospita la squadra di Pioli nella sua quarta gara in dieci giorni dopo le vittorie con Chievo e Sassuolo. Si tratta del primo ‘tour de force’ stagionale per i campioni d’Italia, che oltretutto saranno di nuovo in campo all’Allianz sabato nel derby contro il Torino, tanto che il tecnico Massimiliano Allegri studia un mini turnover per la gara contro i Viola. Andiamo ad analizzare i ballottaggi e le ipotesi di formazione. Il reparto che potrebbe cambiare di più rispetto all’ultimo successo con il Sassuolo è proprio quello arretrato, dove Allegri ha perso De Sciglio (fuori un mese) e aspetta il tedesco Höwedes che da ieri è tornato allenarsi in gruppo ed è stato regolarmente convocato. Il tecnico ricorrerà alle rotazioni, contro la Fiorentina dovrebbe scegliere Barzagli per dare il cambio a Chiellini al fianco di Rugani, mentre sulle corsie agiranno Sturaro a destra e Asamoah a sinistra. In porta giocherà Szczesny: per Buffon un turno di riposo. Con Khedira e Marchisio ancora in infermeria alla fine Allegri conferma il 4-2-3-1, con Matuidi e Bentancur titolari. Difficile sembra un passaggio già dall'inizio al 4-3-3, che porterebbe a utilizzare tre dei quattro centrocampisti a disposizione a pochi giorni dal derby con il Torino in programma sabato sempre all’Allianz Stadium. Allegri non è ancora completamente persuaso dell’opportunità di lasciare Higuain in panca contro la Fiorentina. Dato la vena realizzativa di Paulo Dybala in questo avvio di stagione, la Joya, che dopo aver gradualmente arretrato il raggio d’azione (da seconda punta a trequartista) potrebbe fare un balzo in avanti e cimentarsi nel ruolo di falso 9. (Tuttosport.com)

domenica 17 settembre 2017

Juve, Allegri: «Nessun caso Higuain, il gol arriverà»

Allegri si è arrabbiato anche oggi, quando ha visto qualche distrazione di troppo nel secondo tempo. Le perle di Dybala e il primato in classifica a punteggio pieno però lo hanno rasserenato subito. Il ko con il Barça ormai è alle spalle: «La Juventus è sempre stata vera - ha detto il tecnico della Juventus a Mediaset Premium - a Barcellona puoi anche perdere, anche se dispiace. Al Camp Nou abbiamo fatto un buon primo tempo, mentre nel secondo abbiamo allentato la presa e ci siamo disordinati. Cosa che è avvenuta anche oggi sul 2-0, non dovevamo subire gol, sono questioni legate alla lettura della partita: in alcuni momenti di gioco può capitare qualche calo di tensione, quando avvengono non ti devi disunire, dobbiamo raccoglierci. Su questo dobbiamo lavorare, ma in generale i ragazzi hanno fatto bene, quindi bisogna fargli i complimenti». Higuain è rimasto a secco ma non c'è nessun caso: «Si sta impegnando, sta passando un momento in cui segna poco, ma arriverà anche il suo momento. Non ci deve pensare, perché più cerca il gol meno lo trova. Ha lavorato molto per la squadra e comunque l’unica cosa che conta è vincere le partite: ora segna Dybala, in futuro dovremo cercare di distribuire di più i gol. Paulo continua a migliorare, ma deve fare meglio quando andiamo in vantaggio: in vantaggio spesso ci incartiamo un po’, invece dobbiamo continuare a spingere. Ma è un giocatore straordinario. Gli infortuni al momento non mi preoccupano, perché ho giocatori di valore».

Juve, Dybala è già da 10. Un gol ogni 48 minuti

Dybala va in gol da 6 partite consecutive: la serie è iniziata contro Bologna e Crotone a maggio ed è proseguita nelle prime 4 giornate in cui sono sbocciate 8 perle (1 con il Cagliari, 3 con il Genoa, 1 con il Chievo e 3 con il Sassuolo). Ora Paulo è capocannoniere solitario della Serie A, visto che Icardi si è concesso un turno di riposo. Un inizio che sembra ancora più folgorante facendo un parallelo con il 2016/17: Dybala è già a – 3 dall’intero bottino della passata stagione in cui non segnò neanche una rete nei primi 360 minuti di Serie A e chiuse a quota 11. Per arrivare a 8 reti, Paulo aspettò addirittura la 28esima giornata. La «Joya» è il primo giocatore della storia della Juve a segnare in ogni partita dopo 4 turni di campionato. Il ritmo di questo inizio è indiavolato: considerando anche le due reti in Supercoppa, Dybala è già in doppia cifra e non siamo neanche a fine settembre. La media è di un gol ogni 48 minuti con la maglia numero 10, addirittura uno ogni 37 se consideriamo solo il campionato. Il killer istinct è fotografato fedelmente anche dal numero di tiri: 11 in tutto, vuol dire una rete ogni 1,3 tentativi verso la porta avversaria. (Tuttosport.com)

Sassuolo-Juventus 1-3. Dybala show, tripletta strepitosa

Si dirà: facile con il Sassuolo, il problema è rifarlo con il Barcellona. E per quanto scontata e banale è un’affermazione inappuntabile. Paulo Dybala gioca una partita strepitosa, segna tre gol da museo del calcio, trascina la squadra in ogni momento della gara, ma a Reggio Emilia e contro un avversario che, pur non agevole, resta lontano dai livelli Champions. Ma bisogna andare oltre e vedere nel talento infinito dell’argentino la prospettiva: le cose viste oggi, Dybala, le farà sicuramente anche in Champions League e non può essere la grigia prestazione del Camp Nou a condizionarne un futuro da stella assoluta del calcio mondiale. E intanto la Juventus va, apparentemente senza fatica, riconquistando la testa della classifica e inviando un altro messaggio di violenta supremazia nel nostro campionato. La Juventus è perfetta nell’approccio, meno nella concretezza: perché il primo tempo giocato costantemente nella metà campo del Sassuolo, tranne qualche fisiologica ma brevissima pausa, frutta solo il gol meraviglioso di Dybala. Il fraseggio della squadra di Allegri, oggi in giallo Anni 80, è raffinato, spesso di prima, sempre arricchito da qualche giocata preziosa di Cuadrado, Dybala, Alex Sandro o Pjanic, gioiellieri del pallone che esaltano la manovra. Più o meno è così anche nella ripresa, quando tuttavia aumenta il tasso di imprecisione e di errori tecnici, anche in virtù dell’esasperata ricerca del numero. Più serrata la Juventus della prima parte, quella che porta Dybala a segnare il primo gol con un’azione di soli tre passaggi, da area ad area: Chiellini, Mandzukic, cross teso, Dybala al volo da limite con un sinistro che dipinge in aria una traiettoria michelangiolesca e si infila quasi sotto l’incrocio. Il gesto sconsolato di Consigli riassume quello tecnico di Dybala: braccia allargate e testa scossa, impossibile fare qualsiasi cosa. La rete varrebbe da sola il prezzo del biglietto, ma Dybala ha deciso che a Reggio Emilia è tempo di offerte speciali: tre meraviglie al prezzo di una. Il secondo gol arriva all’inizio della ripresa ed è un colpetto di punta da calcio a cinque con cui, appena dentro l’area, sfrutta l’unico, minuscolo, specchio libero di porta, tirando fra quattro avversari e con il portiere ben piazzato. Palla in buca e partita chiusa. Almeno nella testa dei giocatori della Juventus che, in vantaggio di due reti e con un Dybala in fiamme, staccano improvvisamente la spina. Risultato: il gol del Sassuolo che approfitta di una fesseria di Lichtsteiner e di un’incertezza di Buffon. Il 2-1 di Politano risveglia gli istinti killer di Dybala, che si procura una punizione dal limite e la trasforma con un altro cioccolatino calcistico. Il terzo gol ha però l’effetto di aumentare le distrazioni degli uomini di Allegri, che si devasta le corde vocali e butta dentro Barzagli e Douglas Costa al posto di Lichtsteiner e di un abbattuto Higuain. Merita un discorso a parte, il Pipita. Volenteroso, ma impacciato, presente, ma quasi mai puntuale: non è ancora lui e ha qualche freno mentale tirato. Oggi non è stato un problema per la Juventus sfruttarlo a mezzo servizio, in futuro potrebbe esserlo, ma il bomber dà l’impressione di essere sul confine del superamento della crisi, superato il quale potrebbe anche non fermarsi più. Nel frattempo, la Juventus conquista la quarta vittoria su quattro, con 13 gol all’attivo: il Pipita può riprendersi con calma. (Tuttosport.com)

giovedì 14 settembre 2017

Juve, l'infermeria inizia a svuotarsi. Ecco i piani di recupero

Domenica c’è la trasferta a Reggio Emilia per il ‘lunch-match’ contro il Sassuolo, mercoledì il turno infrasettimanale contro la Fiorentina e il sabato successivo il derby contro il Torino. Un piccolo ‘tour de force’ per il quale Massimiliano Allegri spera di recuperare almeno qualcuna delle pedina assenti nella serataccia del ‘Camp Nou’, quando il Barcellona oltre che su sulla sua forza e su Messi ha potuto contare anche sulle assenze degli infortunati bianconeri Chiellini, Mandzukic, Khedira e Marchisio oltre che dello squalificato Cuadrado e di un Höwedes ancora non al top della condizione. Una lista a cui si è poi aggiunto Mattia De Sciglio, uscito ko dallo stadio catalano. Chiellini in queste ore impegnato in iniziative a sostegno dei suoi concittadini livornesi colpiti dai disastri causati dal maltempo, sta smaltendo un problema al polpaccio accusato nell'ultimo ritiro della Nazionale. La sua situazione verrà monitorata giorno dopo giorno ma dovrebbe essere convocato per la sfida di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Per Mandzukic reduce da una ferita lacero-contusa alla tibia, ci sono buone chances di rientrare già domenica. Per Sami Khedira che si è fatto male al ginocchio quando era in ritiro con la Germania, i tempi di recupero sono più lunghi. Il rientro previsto nella migliore delle ipotesi sabato 23 settembre contro il Toro oppure nella gara del 27 quando la Juventus ospiterà l’Olympiacos.

Juventus, primo ko in un esordio di Champions

Una sconfitta giustificata da diversi alibi quella incassata dalla Juventus al 'Camp Nou', dalla forza del Barcellona affrontato sul suo campo e con tantissime assenze fino alla condizione fisica ancora non ottimale e all'adattamento dei nuovi ancora da completare. Ma una sconfitta allo stesso tempo pesante per diversi motivi, dallo scarto del risultato finale a un secondo tempo deludente per finire con il fatto che mai prima di ieri i bianconeri avevamo perso all'esordio da quando c'è la Champions League. Alla sua 18esima apparizione nella massima competizione europea infatti, i campioni d'Italia potevano finora vantare l'imbattibilità all'esordio nei vari gironi, con i precedenti che parlano di 10 successi e 7 pareggi. (Tuttosport.com)

mercoledì 13 settembre 2017

Barcellona-Juventus 3-0. Doppio Messi e Rakitic

Al Camp Nou, la Juventus finisce sotterrata dalla furia blaugrana. Messi-Rakitic-Messi e i campioni d'Italia iniziano il girone Champions nel peggiore dei modi. Un'imBarçata che deve servire da lezione. In Europa non basta il compitino e certi limiti vengono fuori. Una ripresa così, senza verve, non è da Juve. Certo, nulla da dire sul primo tempo, anche sfortunato, dei bianconeri. Ma è mancato il gol a fronte di almeno tre azioni lucide. Troppo differente però il tasso di pericolosità davanti. E se hai Messi contro, serve un muro. Invece, la formazione inedita di Allegri non ha le contromisure per fronteggiare la pulce che diventa gigante. Dybala, spesso paragonato al connazionale, va a sprazzi, Higuain non incide mai. E i nuovi restano ancora indietro. Da Bentancur a Douglas Costa a Bernardeschi e Matuidi: manca la luce. Ora Allegri deve essere bravo a inserirli per bene e a ritrovare le certezze perdute. Anche in difesa. E non solo per l'addio di Bonucci e l'infortunio di Chiellini. Max Allegri manda in campo De Sciglio a destra (Lichtsteiner è fuori lista) e fa debuttare il giovane uruguaiano Bentancur. Matuidi affianca Pjanic in mediana, Barzagli va in mezzo alla difesa con Benatia. Decima sfida fra le due squadre e bilancio in parità. Come sempre, spettacolare cornice di pubblico. (Tuttosport.com)

domenica 10 settembre 2017

Juve, Allegri: Dybala tra i migliori al mondo dopo Messi e Ronaldo

«Abbiamo giocato per la prima volta con i 3 centrocampisti, anche perché sono arrivato molti nazionali solo giovedì e dovevamo arrangiarci. I ragazzi sono stati bravi, abbiamo subito qualche tiro di troppo ma non abbiamo subito gol e questo è importante». Così Massimiliano Allegri commenta, ai microfoni di Premium Sport, il modulo (4-3-3) che lo ha portato a vincere nella terza giornata di Serie A contro il Chievo di Rolando Maran. «Ci vuole disponibilità da parte di tutti - continua il tecnico - per subire meno. L’anno scorso, a parte nella ripresa della finale di Champions, abbiamo subito pochissimi tiri ma abbiamo perso perché abbiamo fatto male la fase difensiva. In Italia nessuna sfida è semplice perché gli avversari corrono come te ma poi esce fuori la qualità». «Dybala sempre più leader? Sta crescendo molto, sia tecnicamente che fisicamente. Ha tutti i numeri per poter diventare, insieme a Neymar, uno dei due giocatori più forti al mondo, quando Messi e Ronaldo smetteranno. Sono contento per lui per quello che sta facendo e sono fortunato ad allenarlo. Il Barcellona voleva me e Dybala? No, assolutamente. Sono contento qui alla Juventus, ci siamo divertii in questi anni e volgiamo continuare a farlo. Abbiamo una stagione importante davanti, in Italia ci sono 4 squadre che possono vincere lo Scudetto, il Torino ha fatto una bellissima squadra per poter ambire alle prime posizioni, la Lazio è sempre combattiva. Per vincere in Italia servirà qualche punto in meno ma sarà più difficile». (Tuttosport.com)

sabato 9 settembre 2017

Juve, Mandzukic solo una botta, può farcela per il Barcellona

Una botta alla gamba sinistra, dalle parti della tibia, presa a inizio gara e che lo ha infastidito in modo crescente, fino a costringerlo all’uscita nel finale di gara: Mario Mandzukic non ha un problema muscolare, ma l’entità del “trauma contusivo” dovrà essere valutato nel corso delle prossime 48 ore per avere la certezza di vederlo in campo contro il Barcellona martedì sera. I medici della Juventus sono ottimisti, ma nessuno ha voglia di sbilanciarsi: quello che sembra, invece, da escludere è che si tratti di un infortunio serio, nella peggiore delle ipotesi il croato salterebbe solo la partita di Champions League. Nessun dubbio sulla presenza di Alex Sandro, oggi out per uno stato influenzale che ha spinto Allegri alla prudenza. Mentre da valutare resta il ginocchio di Khedira, tornato malconcio dalla nazionale.

Juventus-Chievo 3-0. Dybala magico, Higuain strepitoso

Non tutti i punti sono alla panna, ma i tre che la Juventus conquista contro il Chievo sono sostanziosi come un panino al salame: pochi fronzoli, ma molta efficacia. Il gusto, tanto, ce lo mette uno strepitoso Dybala nell’ultima parte. Fatica post nazionali, nuovo sistema di gioco (4-3-3) non troppo oliato, tanti nuovi giocatori in campo: non è stata una prestazione esaltante della Juventus, ma la praticità di questa vittoria dà la misura della solidità della squadra di Allegri, micidiale anche quando non gioca bene e che sta ritrovando la fenomenale fase difensiva con la quale ha sigillato gli ultimi campionati. Merito, certamente, del centrocampo a tre con Sturaro e Matuidi a scortare Pjanic. L’agonismo del primo e l’eccezionale dinamismo del secondo hanno coperto maggiormente la retroguardia che, rispetto alle prime uscite stagionali, non ha praticamente mai dovuto affrontare gli avversari nell’uno contro uno, ma potendosi sempre schierare e anticipare. Non solo, il Chievo rispetto alla Lazio, al Cagliari e al Genoa non è praticamente entrato in area, finendo la prima partita dei bianconeri in cui non è intervenuto il Var. Detto ciò ci vorrà dell’altro per affrontare il Barcellona al Camp Nou, soprattutto rispetto alla Juventus del primo tempo. Non è un caso che l'ingresso di Dybala nella ripresa abbia riacceso la luce del talento illuminando un pomeriggio ingrigito dalla pioggia e dalla scarsa efficacia degli attaccanti bianconeri. Passata in vantaggio con un autogol di Hetemaj che ha incornato nella sua porta una punizione battuta da Pjanic al 17’, la Juventus ha poi attaccato, ma in modo meno ficcante del solito. Effettivamente il 4-3-3 ha visto un po’ spaesato Mandzukic, abituato nel 4-2-3-1 a movimenti diversi e comunque non aiutato dalla giornata opaca di Asamoah, non sempre preciso nelle sovrapposizioni. Mentre Douglas Costa si è acceso solo a momenti, piccole fiammate che non sono state in grado di incendiare Higuain, volenteroso e dinamico, ma praticamente mai al tiro nel primo tempo. Il sistema con tre centrocampisti è da rivedere, ma è sicuramente parsa più fluida e piacevole la Juventus della ripresa o, meglio, la Juventus dal 52’ in poi, quando è entrato Dybala e si è tornati al 4-2-3-1 (anche se Allegri dalla panchina sembra aver chiamato il 4-4-2). Un po’ per merito dell’argentino, che conferma lo stato di grazia, un po’ perché con quel sistema i giocatori sono più liberi e imprevedibili. L’azione che ha fruttato il 2-0 è un’invenzione di Dybala e Pjanic: il primo strappa la palla dai piedi di Higuain che a quel punto va a incrociare, il secondo prosegue e pesca proprio il Pipita libero in area: il tiro è violento, quasi rabbioso e chiude la partita. Nel finale c’è spazio anche per Bernardeschi, in tempo per prendersi un urlaccio da Allegri per una spensierata marcatura. Ma soprattutto c’è Dybala, che dimostra di essere un fenomeno firmando un piccolo capolavoro calcistico con il terzo gol, saltando con uno scatto e un solo dribbling tutta la difesa del Chievo e infilando Sorrentino in controtempo. Roba d’alta scuola, roba da chi ha iniziato la sua scalata per salire in cima al mondo. (Tuttosport.com)

venerdì 8 settembre 2017

Allegri, con il Chievo gioca Szczesny, Matuidi e Pjanic

Mercato chiuso, la parola passa al campo. E la Juventus si appresta a un massiccio e impegnativo tour de force nel quale bianconeri nuovi e vecchi sono chiamati a dimostrare di essere ancora all’altezza della situazione. Allegri, in conferenza stampa, evidenzia ottimismo e serenità, ma non sottovaluta il nuovo ostacolo che si presenta sulla strada bianconera in campionato dopo i 6 punti già conquistati contro Cagliari e Genoa: domani c’è il Chievo allo Stadium. «Khedira è out, Marchisio è in fase di ripresa, rientrerà nel più breve tempo possibile. Chiellini è out, speriamo di averlo col Barcellona. Cuadrado… credo che sia rientrato perché ieri non l’ho visto e Dybala ha fatto lavoro differenziato. Gli altri sono ok, tra l’altro a Higuain la mancata convocazione ha fatto bene fisicamente perché ha lavorato qui e mentalmente perché ora, per riconquistare la Nazionale, avrà uno stimolo in più». E ancora: «Buffon riposa e gioca Szczesny, Barzagli rientra oggi dopo due giorni di riposo… Howedes? Sta bene, si sta adattando ai nuovi metodi di lavoro e sono contento ma dovrò valutare oggi. Matuidi e Pjanic giocano, poi deciderò se giocare a due o a tre in mezzo».