venerdì 17 novembre 2017

Juve, Pjaca domani torna in campo con la Primavera

Il ritorno ufficiale di Marko Pjaca, infortunatosi ai legamenti la scorso 28 marzo, è sempre più vicino. Il 22enne esterno d’attacco croato ieri ha giocato l’amichevole da cinquanta minuti contro l’ OltrepoVoghera (serie D). Un test che si aggiunge a quello di due settimane fa, sempre contro una formazione dilettantistica. Marko Pjaca torna in campo con la Primavera. Il croato non è stato convocato per il match a Marassi contro la Sampdoria ma continua il rodaggio con la squadra di Dal Canto. Il centrocampista sarà in campo domani a Solbiate Arno contro il Milan di Rino Gattuso (ore 13): il suo ritorno ufficiale, dopo l'infortunio dello scorso 28 marzo, è ormai imminente. Nel frattempo i compagni preparano la complicata trasferta a Marassi contro la Sampdoria: stamattina seduta focalizzata sulla tattica, domattina si replica.

Höwedes: Juve, sono pronto. Sono felice di essere tornato a disposizione

«Noi compagni siamo vicini a Buffon, Barzagli e Chiellini». L'affetto dello spogliatoio della Juventus nei confronti degli azzurri è espressa da Benedikt Höwedes, difensore tedesco tornato a disposizione dopo le tante noie fisiche accusate in questo inizio di stagione. «Questo è un momento non semplice - ha spiegato il tedesco ai microfoni di Sky -, siamo vicini anche agli altri azzurri». Höwedes, però, è pronto a tornare in campo: «Sono felice di essere tornato a disposizione dopo l'infortunio. Ora sono pronto». E sulla Sampdoria, prossima avversaria della Juventus in campionato, aggiunge: «Sono una squadra forte e molto competitiva, ma la nostra filosofia non cambia: scenderemo in campo per vincere». Non distante dal calendario della squadra di Allegri c'è anche il Barcellona in Champions League: «Anche in questo caso zero dubbi: la Juventus vuole vincere anche contro i blaugrana». (Tuttosport.com)

giovedì 16 novembre 2017

Juve, test con l'OltrepoVoghera. Brilla Gonzalo Higuain

Vittoria per 3-0 della Juventus nell'amichevole-partitella disputata oggi contro l'OltrepoVoghera, formazione di Serie D. Doppietta per Gonzalo Higuain e gol di Marchisio: all'amichevole non hanno preso parte i calciatori impegnati con le nazionali, tornati tutti a Vinovo ad eccezione di Bentancur, che potrà godere di due giorni di riposo. Si sono uniti al gruppo anche Dybala, Douglas Costa, Alex Sandro e Cuadrado, che aveva lasciato il ritiro della Colombia in anticipo per un problema fisico. Nei giorni scorsi l’esterno ha seguito un programma specifico per recuperare da un affaticamento muscolare. Chi non ha partecipato all’amichevole (tutti i “Nazionali” insieme a Sturaro) ha svolto l’allenamento con la palla, focalizzando l’attenzione sul possesso e sull’occupazione degli spazi in campo. La squadra tornerà nuovamente a lavoro nella mattinata di venerdì.

domenica 12 novembre 2017

La Juventus teme di farsi soffiare Emre Can da una big

A Vinovo risuona l'eco di un campanello d'allarme proveniente dall'Inghilterra. Uno degli uomini che la dirigenza della Juventus insegue da più tempo potrebbe decidere di snobbare il corteggiamento bianconero. Si tratta di Emre Can, centrocampista tedesco che il Liverpool è destinato a perdere a parametro zero a fine stagione. «Juve, nessuna possibilità» titola in maniera categoria l'edizione odierna del tabloid inglese «Daily Star» che rivela i timori della società, pronta a una battaglia durissima perché basata sui rilanci in termini di ingaggio. In casa Liverpool il connazionale Klopp sembra rassegnato a perderlo come si evince dalle sue recenti dichiarazioni: «Dobbiamo rispettare la fine di un contratto. Se un accordo termina vuol dire che entrambe le parti avrebbero potuto fare qualcosa di diverso...». Emre Can, pagato 10 milioni di sterline al Bayer Leverkusen 3 anni fa, ora potrebbe finire a parametro zero al Manchester City, determinata a offrirgli un contratto da top player nonostante la giovane età (23 anni). Gli elementi che farebbero pendere l'ago della bilancia dalla parte degli inglesi non sono solo economici: il ragazzo sarebbe attratto dall'idea di giocare per Pep Guardiola che gli consegnerebbe la pesante eredità di Yaya Touré, 34 anni. Nelle fila del City poi c'è un altro sponsor molto forte: si tratta di Leroy Sané che è uno dei migliori amici di Emre. (Tuttosport.com)

Juve, il nuovo Higuain ora è più uomo squadra

Tutto è iniziato a Udine. L’espulsione di Mandzukic è stata l’ingiustizia più utile di tutta la prima parte della stagione juventina. Perché in dieci uomini e con la sensazione di aver subito un torto, la squadra di Allegri ha ritrovato quello spirito che forse si era un po’ troppo ammorbidito. E di quella partita Higuain fu l’eroe, incoronato da Buffon negli spogliatoi: «Allegri dovrebbe fare un video con quello che ha fatto Higuain e mandarlo a ciclo continuo sulle tv di Vinovo». Cosa aveva fatto di così eccezionale? Aveva lottato con grande abnegazione e azzerando l’egoismo naturale dell’attaccante, mettendo al servizio della squadra la sua forza fisica (soprattutto nel recuperare palle a centrocampo o nel tenerle per far salire la squadra) e le sue qualità tecniche. Una piccola grande rivoluzione per un bomber puro come lui, un uomo che si è sempre reso utile con i gol, tantissimi e puntualissimi. E’ dunque nato un nuovo Higuain? Nelle gare successive si è effettivamente rivisto quello spirito di Udine, anche se poi sono tornati pure i gol e il Pipita ha riscoperto la sua vena implacabile oltre che quella generosa. Il massimo per Allegri che proprio sull’applicazione difensiva degli attaccanti ha costruito le fortune del 4-2-3-1 varato a metà della scorsa stagione. Higuain ora progetta di sfondare ancora una volta quota trenta, il suo personalissimo modo di rispondere alle critiche di inizio stagione che, per quanto non voglia ammetterlo, gli hanno dato parecchio fastidio, soprattutto quelle che rimettevano in discussione le sue qualità, cancellando per una manciata di brutte partite un ruolino da quasi 300 reti in carriera. (Tuttosport.com)

sabato 11 novembre 2017

Pink Bari-Juventus 1-2. Women, bella vittoria in rimonta

Quinta vittoria per la Juventus femminile, che supera in trasferta il Pink Bari e continua a punteggio pieno la sua cavalcata in campionato. Anche questa volta, come nella giornata precedente a Vinovo contro il Verona, la partita non è affatto semplice, tant'è che la vittoria per le ragazze di Guarino arriva nella ripresa, e in rimonta. Nella prima frazione di gioco, esattamente come 7 giorni fa, sono le bianconere a fare la partita, ma non c'è in avanti la sufficiente concretezza, eccezion fatta per un gol di Cantore, annullato per fuorigioco al minuto 19. Accade tutto nel secondo tempo: al sesto minuto Caruso colpisce l'esterno della rete, nove minuti dopo una punizione di Piro si insacca nell'angolo basso a sinistra di Giuliani e porta in vantaggio la squadra padrona di casa. La Juventus si scuote, anzi, si scatena: il pari è un gran destro a incrociare di Glionna al 21', mentre la marcatura decisiva, di Bonansea, è un bel tiro da centro area, dopo un cross da destra. «Il Pink Bari ha giocato una grande partita, ce la ha messa tutta per fare l’impresa e ce la stava per fare – il commento di Coach Guarino – Noi siamo state brave a tirare su il match, ma oggi siamo mancate soprattutto nell’approccio alla gara». «Una vittoria di carattere, molto importante per noi», spiega l’autrice del gol del pareggio, Benedetta Glionna. (Fonte, sito ufficiale - Juventus.com)

domenica 5 novembre 2017

Juve in ansia per Pjanic è Benatia. Ecco quando torneranno

Hanno vinto uno scudetto e una Coppa Italia insieme con la Juventus, dopo aver già condiviso amicizia e maglia alla Roma. Adesso Miralem Pjanic e Medhi Benatia si ritrovano insieme nell’infermeria bianconera, fermati da una botta rifilata dallo stesso avversario, lo Sporting. Diversa, però, la tempistica: il difensore marocchino si è infortunato nella gara d’andata, il 18 ottobre, a causa di una forte contusione alla caviglia sinistra, il centrocampista bosniaco si è fatto male invece martedì a Lisbona, subendo una forte contusione al quadricipite della coscia destra. «Ha un versamento sul muscolo - precisa Massimiliano Allegri nella conferenza stampa della vigilia -. Farà una settimana di recupero e vedremo dopo la pausa delle Nazionali in che condizioni sarà». La stessa partita che, invece, è stata fatale a Benatia, uscito al 35’ zoppicando: a distanza di una ventina di giorni è emerso che l’infortunio non è una cosa di poco conto come era apparso. Ad ammetterlo è lo stesso Allegri: «Sembrava una botta da niente, ma quando si tratta di contusioni c’è sempre qualche rischio che siano più gravi del previsto. Ha fatto due mezzi allenamenti e non è a disposizione». Rientro rimandato e tempi più lunghi, ma anche per il difensore il ritorno dovrebbe avvenire dopo la pausa. (Tuttosport.com)

Allegri si accontenta e gode: «Gara stregata, brava Juventus»

Se la sofferta vittoria in rimonta sul Benevento all'Allianz Stadium ha portato tantissimi tifosi bianconeri a storcere il naso, Massimiliano Allegri non è certo tra questi. Il tecnico livornese incassa infatti con soddisfazione tre punti pesantissimi che consentono ai campioni d'Italia di scavalcare l'Inter al secondo posto e di portarsi a -1 dal Napoli capolista. «C’è da fare i complimenti ai ragazzi. Siamo andati sotto nell’unico tiro concesso agli avversari, ma abbiamo mantenuto la lucidità. Sembrava una partita stregata, la palla non voleva entrare, ma siamo riusciti a ribaltarla. Abbiamo rischiato qualcosa anche nel finale, forse pensavamo la partita fosse finita: dobbiamo capire che ogni partita non è semplice, dobbiamo stare più attenti a questi dettagli. Nel complesso la prova, comunque, è stata buona». Allegri dunque invita i suoi a guardare avanti con fiducia: «Dobbiamo lavorare, ma finora stiamo facendo un buon cammino. In campionato siamo a un punto dal Napoli che sta tenendo un ritmo infernale e in Champions siamo in gioco per il passaggio del turno. La stagione è lunga, dobbiamo mantenere la velocità di crociera perché troppi sbalzi non sono positivi. Sarà una lotta fino all’ultima giornata». Si passa poi al giudizio su uno dei singoli più attesi, quel Paulo Dybala che dopo un avvio di stagione strepitoso sembra ora nervoso e in difficoltà: «Ha fatto una buona partita: ha giocato tutte i match finora e a volte ci sono partite in cui le cose non gli riescono come in altre. Anche Marchisio ha fatto bene: credevo non riuscisse a tenere per tutti i novanta minuti, invece mi ha sorpreso positivamente anche dal punto di vista fisico».

Juventus-Benevento 2-1. Higuain e Cuadrado avvicinano il Napoli

La Juventus ha sorpassato l’Inter, ha avvicinato il Napoli (ora a un punto) e ha dimostrato una notevole saldezza di nervi, ha vinto una partita non facile nonostante il divario tecnico fra le squadre fosse profondo. Intendiamoci: sarebbe scorretto affermare che la Juventus ha giocato “male”, perché ha comunque creato un numero tendente a infinito di occasioni da gol e non ha mai “subito” il Benevento. Ma la tipologia degli errori commessi sotto porta, la grave imprecisione nel piazzamento della barriera e la stessa gestione dei minuti finali della partita denotano tutta quella sciocca immaturità contro cui Allegri aveva messo in guardia i suoi alla vigilia. C’è, evidentemente, un problema psicologico di una squadra che, soprattutto contro gli avversari più deboli, fatica a esprimere tutto il suo potenziale. E c’è un problema con una serie di singoli sui quali Allegri e la società devono lavorare con attenzione perché il disagio non si cronicizzi. Alex Sandro è un uomo da ricostruire completamente: gli svarioni di questo pomeriggio vanno oltre il momento di scarsa condizione, anche perché il ragazzo non ne azzecca una dall’inizio della stagione. Dybala è meno preoccupante: sta vivendo il suo mese grigio, né più né meno come Higuain, che invece adesso segna e, soprattutto, trascina la squadra con appeal da leader (positivo oggi, ben oltre il gol). Cuadrado non può permettersi di sbagliare così tanto (e non è la prima volta). Il rendimento di Douglas Costa resta una vertiginosa sinusoide che alterna lampi spettacolari a momenti di assenza dal gioco. All’interno di una squadra che funziona collettivamente alcuni di queste criticità si noterebbero di meno, in un collettivo che non collabora con la dovuta applicazione, risaltano in modo irritante, perché si ha l’urticante sensazione del poco impegno. Ha da lavorare Allegri, ha tanto da lavorare. Ma è il primo a saperlo. Il primo tempo sembra un film. Un kolossal se visto con gli occhi del Benevento, una tragicommedia dal punto di vista juventino. Sembra tutto normale all’inizio: la Juventus attacca, il Benevento si difende come può e prova a ripartire. E proprio da un contropiede fermato da Alex Sandro con un fallo dal limite su Ciciretti scaturisce, al 19’, la punizione del clamoroso vantaggio sannita. Batte lo stesso Ciciretti, approfittando di un piazzamento della barriera piuttosto maldestro da parte di Szczesny, che non può arrivare  sulla traiettoria arcuata del numero 10 giallorosso, semplicemente perché quella palla non doveva passare. Da quel momento la Juventus assedia il Benevento nella sua area di rigore e tra errori, traverse, sfortuna prende corpo il fantasma di una delle più grandi figuracce in centovent’anni di storia bianconera. Dybala non ne azzecca una, arrivando perfino a lasciare una punizione dal limite a Douglas Costa dopo averne sciupate due. Cuadrado si mangia almeno un paio di gol fatti. E la palla non entra. Nella ripresa la Juventus ha l’unico grande merito di non perdere la calma e proseguire l’assedio. La sfortuna e l’imprecisione non possono durare in eterno: significativo, comunque, che il gol del pareggio lo segni Higuain al 7’, il più propositivo di tutti gli attaccanti bianconeri, che a mette dentro copi che un cross dalla destra di De Sciglio viene spizzato di testa da Matuidi. Il Benevento vede sgretolarsi la favola, sulla Juventus rispunta il sole e Cuadrado incorna l’ennesimo tentativo di lasciare un segno nella partita: è il 20’, la normalità del risultato non cancella nessuna delle problematiche di approccio e di condizione di alcuni singoli, ma se mettersi nelle condizioni di rimontare faticosamente il Benevento è un sintomo di profonda immaturità, raddrizzare la situazione senza perdere la calma è un segnale di una squadra adulta. Il resto sarebbe bene giudicarlo più avanti. (Tuttosport.com)

sabato 4 novembre 2017

Juventus-AGSM Verona 1-0. Quarta vittoria consecutiva per le bianconere

Non si ferma la cavalcata in campionato della Juventus Femminile, che a Vinovo batte di misura il Verona, al termine di una partita complicata e sofferta decisa da una stoccata di Sanni Franssi, alla sua seconda rete consecutiva, a inizio ripresa. L'impatto sul match delle bianconere è ottimo: la Juve fa la partita, dal primo minuto, e gradatamente impone il suo ritmo al match. Il Verona in pratica non riesce a organizzare ripartenze pericolose, e gioca quasi tutta la prima parte del match dietro la linea del pallone. Nonostante questo le ragazze di Coach Guarino non riescono a essere incisive in fase di finalizzazione, pur facendosi vedere più volte dalle parti del portiere Lemey, con Zelem, Glionna, Bonanesa e Boattin in particolare. Con il passare dei minuti il Verona prende coraggio e alza leggermente il suo baricentro, facendosi vedere dalle parti di Giuliani con qualche azione proveniente dalla fasce (destra in particolare). Ma, di fatto, è l'equilibrio la chiave distintiva di tutto il primo tempo, anche se al 26' arriva l'azione più pericolosa della frazione: Glionna va via prepotentemente a destra, mette in mezzo ma Bonansea non riesce a essere letale in area. L'equilibrio rischia di rompersi, e non in favore della Juve, proprio verso la fine: Giuliani in uscita alta colpisce Ambrosi in area bianconera, per l'arbitro è calcio di rigore, ma proprio al 40' Giuliani trasforma Vinovo in una bolgia, parando il tiro dal dischetto di Kongouli. E' l'ultima emozione del primo tempo, che si chiude a reti involate. Nella ripresa la Juve trova finalmente l'incisività che cercava e sblocca il risultato: al 50' una grande azione sulla destra, protagoniste Glionna e Galli, manda in porta, per la seconda partita consecutiva, Sanni Franssi che irrompe in area e batte con un tocco preciso il portiere Lemey. Uno a zero, quindi: la Juve è avanti ma di fatto il Verona non reagisce, restando sempre e costantemente nella sua area di rigore. La Juve controlla, senza mai abbassare il baricentro, va vicina al gol con Caruso al 70' con una botta da fuori area, non corre pericoli e porta a casa una vittoria assolutamente fondamentale. «Abbiamo capitalizzato poco ma creato moltissimo – dice Coach Guarino – La vittoria non è stata per niente semplice da portare a casa, per cui questi sono punti che ci teniamo stretti». (Fonte, sito ufficiale - Juventus.com)

mercoledì 1 novembre 2017

Sporting-Juventus, Allegri: Di buono solo non aver perso

«Dispiace perché potevamo chiudere il passaggio del turno, così non è stato. E' tutto in ballo, dispiace perché abbiamo fatto un primo tempo brutto, ho visto confusione e poco ordine, anche dopo il gol non ci siamo riattivati. Teniamoci buono il risultato, che mi sembra la cosa migliore». Così Massimiliano Allegri commenta a Mediaset Premium il pari di Lisbona. «Bastava vincere qui e chiudevamo i giochi, purtroppo siamo una squadra che ha bisogno di paura per fare risultato. Ora è davvero tutto aperto, col Barcellona sarà partita aperta e ad Atene potrebbe essere un inferno. Ora in campionato cerchiamo di aver rispetto del Benevento e batterlo...».

martedì 31 ottobre 2017

Higuain salva tutto. Juventus, punto d'oro con lo Sporting

C’è solo da decidere se essere contenti per la reazione della ripresa o arrabbiati per l’approccio del primo tempo: Sporting-Juventus è la versione bianconera del bicchiere riempito a metà. Orripilante la squadra di Allegri all’inizio, intrappolata dallo Sporting, svagata e protagonista di errori da polli. Feroce e testarda nella ripresa quando va ad agguantare il pareggio con una magia del Pipita Higuain, dimostrando di essere in forma, ma non ancora grande. Perché le grandi, comunque, non affrontano una partita determinante per il passaggio del turno senza la necessaria concentrazione e determinazione agonistica. A proposito, a questo punto la qualificazione agli ottavi (che sarebbe stata matematica in caso di vittoria) è legata alle prossime due partite contro Barcellona e Olympiacos: servono tre punti per avere la certezza, ma potrebbero bastarne due. Al di là dei calcoli che si fanno resta il fatto che la pratica non è stata chiusa come chiedeva Allegri, questa sera furibondo con la stragrande maggioranza dei suoi. (Tuttosport.com)

sabato 28 ottobre 2017

Juve, Allegri: Higuain uno dei migliori al mondo, per fortuna è nostro

«La squadra ha gestito bene la palla, abbiamo fatto qualche errore tecnico ma nel complesso i ragazzi sono stati veramente bravi. Dovevamo fare una prova di forza per la tradizione del match, per la rivalità tra i due club e poi perché giocare a San Siro è sempre difficile». Massimiliano Allegri si gode la bella vittoria sul Milan a San Siro e rende merito ai suoi: «Abbiamo fatto una grande fase difensiva - le sue parole del tecnico della Juventus a Premium - abbiamo subito solo su quel tiro di Kalinic a fine primo tempo. I primi dieci minuti eravamo poco reattivi mentre il Milan è stato bravo a pressarci alto. Poi dopo la squadra ha preso le misure giuste e il match è cambiato. Se giochiamo così anche martedì (in Champions, contro lo Sporting) ci sono buone possibilità di vincere anche se sarà una sfida diversa. Higuain doveva solo trovare una condizione migliore - dice a proposito del grande protagonista della serata - durante la sosta si è allenamento molto bene e ha fatto una partita bellissima. Non si deve fermare qui, questo per lui deve essere un punto di partenza. È uno dei centravanti migliori al mondo e per fortuna gioca con noi».