domenica 19 marzo 2017

Allegri applaude la Juve. Un altro pezzo di scudetto

Un successo pesante quello ottenuto sul campo della Sampdoria per la Juventus, che blinda il distacco sulle inseguitrici. I campioni d'Italia vogliono chiudere prima possibile i giochi in campionato, con il sesto titolo consecutivo sempre più vicino, per concentrarsi poi su Coppa Italia e - soprattutto - Champions League. «Vittoria che sa di Scudetto? Tre punti Scudetto no, ma è stato un passo in avanti importante. Era fondamentale vincere questa gara perché dopo la sosta avremo il Napoli. Abbiamo fatto uno dei primi tempi più belli della stagione, per intensità e per occasioni create. Nella ripresa abbiamo concesso un paio di occasioni evitabili se fossimo stati più attenti, dovevamo gestire meglio la palla ma ho visto una buonissima condizione fisica della squadra. Abbiamo fatto anche pochi falli, solo tre, e ogni tanto qualche fallo di contatto serve all’interno di una partita». Il discorso vira poi sul digiuno del 'Pipita' e sull'infortunio della 'Joya', con il tecnico che non pare preoccupato: «Higuain ancora senza gol? Ha fatto una buona partita, ha lavorato tantissimo, ha corso molto, non ha segnato ma troverà il gol nelle prossime sfide. Ha giocato bene, così come chi è entrato dopo come Lemina e Lichtsteiner: avremo bisogno di tutti i giocatori per questo finale di stagione. L’infortunio di Dybala? Ha sentito indurire dietro la coscia ma non dovrebbe essere niente di preoccupante. Lui è un giocatore che ha caratteristiche uniche tra le linee, Pjaca non ha quel tipo di gioco nelle sue corde. Nervoso per l’episodio con Dani Alves a terra? La palla era nostra e dovevamo buttarla fuori. Sono malizie che qualche ragazzo deve ancora avere, dobbiamo migliorare in questi atteggiamenti».

Buffon nella storia: è record di minuti con la Juventus

Gianluigi Buffon sempre più nella storia bianconera. Il portiere e capitano della Juventus e della Nazionale, al 65° della sfida di oggi in casa della Sampdoria, ha superato un'altra leggenda, Giampiero Boniperti, nella classifica dei giocatori del club con più minuti in campo in Serie A. Buffon ha superato i 39.680 collezionati dall'ex capitano e presidente della Juventus, stabilendo l'ennesimo primato della sua straordinaria carriera: 39.681, più i 30 restanti della sfida con i blucerchiati.

Sampdoria-Juventus 0-1. Basta un gol di Cuadrato

Allegri urla, la Juventus vince. Non necessariamente in quest’ordine, perché i bianconeri battono la Sampdoria nel primo tempo, poi fanno arrabbiare il loro tecnico con una prestazione più distratta e meno cattiva nella ripresa. Ma intanto la marcia, pesante come una sfilata di cingolati, continua, annichilendo chi vuole inseguire: neppure il pensiero, immanente, della grande sfida con il Barcellona, l’idea della pausa nazionali imminente e i primi caldi riescono a far scivolare la Juventus. La mettono in difficoltà, la fanno sudare un po’ più del normale, ma alla fine la squadra va e anche con il motore al minino (e il volume di Allegri al massimo) passa e mette un altro importantissimo mattone scudetto. La Juventus del primo tempo è quella che sognava Allegri: determinata e concentrata, dopo un paio di infilate prese (inizio sprint di Quagliarella), dal 3’ torna padrona della partita, va in vantaggio al 7’ con una rete spettacolare di Cuadrado (che incorna un cross di Asamoah) e crea almeno altre tre occasioni da gol (una delle quali clamorosa, con Higuain che caduto davanti alla porta di Puggioni salva un tiro a botta sicura di Dybala), subendo solo un tiro da fuori di Bruno Fernandes parato bene da Buffon (da oggi lo juventino che ha giocato più minuti dell’intera storia bianconera). Funzionano bene Asamoah a sinistra e Dani Alves a destra per fare ripartire l’azione, aggirando il pressing centrale della Sampdoria; Pjanic e Khedira sono ispirati e ispirano; Higuain è solo sfortunato ma è sempre al posto giusto; Dybala fa l’inventore di giocate. E’ una Juventus frizzante, che sa anche controllare la partita e annulla la Sampdoria, tenuta in piedi solo dalla voglia di Quagliarella. Qualcuno inizia ad andare storto con l’infortunio di Dybala, al posto del quale entra Pjaca, discreto in fase di possesso, distratto e svogliato in fase difensiva (in arrivo urlacci di Allegri). E’ la mezzora del primo tempo e la Juventus della ripresa inizia a creare con meno continuità e fantasia, soffre le iniziative della Sampdoria, ha una sola occasione con Higuain, per altro in offside. Allegri lo capisce, si arrabbia, schiera la squadra con un più coperto 4-4-2, lascia Higuain e Mandzukic davanti, toglie Cuadrado e mette Lemina. La Juventus tiene, ma la partita è bruttina, la Samp riprende il coraggio che aveva perso nella prima parte, sale in nervosismo con Dani Alves protagonista: prende calci, anche brutti, risponde, provoca, rischia, è sempre al limite. Allegri finisce con il 4-3-3, togliendo Higuain: è un modo per cercare di controllare la partita, che è tutt’altro che salda nelle mani della sua squadra. (Tuttosport.com)

Elkann: «Agnelli resterà alla guida. Juventus estranea»

"Sono certo che la piena disponibilità della Juventus a collaborare con la giustizia farà emergere la totale estraneità della Società agli addebiti mossi". Lo afferma John Elkann, presidente di Exor, holding della famiglia Agnelli proprietaria della Juventus. "Desidero ribadire la mia totale fiducia - sottolinea - nell'operato di mio cugino Andrea, che ha guidato la Società e il suo gruppo dirigente fino ad oggi, e che continuerà a farlo anche in futuro".

Juve, Agnelli contro la Procura Figc

Agnelli sta per affrontare un’altra battaglia contro la Figc. In una conferenza stampa convocata di fretta, un’ora e mezza dopo aver ricevuto il deferimento della Figc per la nota questione dei biglietti agli ultrà e la del tutto presunta collaborazione con la N’drangheta. Anzi proprio il fatto che la Figc non abbia indicato le irregolarità nella “vendita dei biglietti”, l’unica vera irregolarità contestabile alla luce dell’inchiesta della Procura di Torino, ha fatto scattare l’ira del presidente della Juventus. Perché la Procura Federale, che oggi ha notificato il “rinvio a giudizio sportivo” per Agnelli, l’ex capo del marketing Calvo e il security manager D’Angelo, ha svolto le sue indagini sulla base delle carte della Procura di Torino, che non ha mai indagato i dipendenti della Juventus e il suo presidente, considerandoli solo testimoni ed escludendo qualsiasi responsabilità. E’ quindi curioso che la Figc, invece, legga nelle carte una «collaborazione» che Agnelli nega nei nove minuti di dichiarazione alla stampa, letta con voce tesa e visibilmente alterata.

venerdì 17 marzo 2017

Champions, la Juventus pesca il Barcellona

Dunque, sarà Juventus-Barcellona la Guerra Stellare dei quarti di finale di Champions, rivincita della finale di Berlino di due anni fa. Ecco gli altri accoppiamenti, usciti dall’urna di Nyon, casa Uefa: Bayern Monaco-Real Madrid, Borussia Dortmund-Monaco e Atletico Madrid-Leicester. I bianconeri giocheranno la prima partita allo Stadium, martedì 11 aprile, ritorno al Camp Nou, mercoledì 19 aprile. Il primo commento è quello di Pavel Nedved, vicepresidente bianconero: «Rispetto alla finale di Berlino siamo cresciuti e credo che magari questa partita arrivi al momento giusto». Niente paura, insomma: «La Juve deve guardare se stessa - dice ancora il vicepresidente bianconero -. Noi dobbiamo rispettare il Barcellona come dovuto, ma non troppo perché poi arriva la paura e non va bene. Io credo che la nostra squadra sia all’altezza del Barcellona». Morale: «Sfida affascinante, ma per batterli bisognerà dare il massimo». I precedenti: in nove confronti, la Juventus si è imposta quattro volte contro le tre dei catalani (l’ultima è la finale di Champions League nel 2015, 3-1). Due i pareggi. (LaStampa)

mercoledì 15 marzo 2017

Juve vola ai quarti di Champions League

Per la seconda volta in tre anni la Juventus è tra le otto migliori squadre d’Europa. La squadra di Massimiliano Allegri ha liquidato il Porto con più facilità di quanto dica l’1-0 e ora attende il sorteggio di venerdì per conoscere la sua avversaria nei quarti di finale. La formazione bianconera allo Stadium non si accontenta di gestire il 2-0 ottenuto all’andata e nei primi tre minuti va al tiro due volte, con Higuain di testa e Dybala di destro, senza però impensierire Casillas. Il Porto invece, nonostante la presenza di due attaccanti veri come André Silva e Soares, conferma l’atteggiamento attendista del Dragao e al 6’ la Joya va di nuovo alla conclusione, stavolta di sinistro da fuori area, ma ancora fuori misura. Guarda già avanti Max Allegri dopo la vittoria sul Porto. "Ora vedremo cosa ci dirà l’urna: andremo ad affrontare squadre importanti e dovremo migliorare rispetto al secondo tempo di oggi, dove siamo stati poco efficienti. Siamo partiti bene, facendo una gara intelligente, mentre nella ripresa, nonostante la superiorità numerica, abbiamo fatto il contrario di Oporto: in queste situazioni o si attacca con velocità e pressione oppure si sta dietro e la si fa girare fino alla noia, finché non si trovi il pertugio. Invece, non abbiamo fatto nessuna delle due: siamo stati molto bravi nel primo tempo e meno nel secondo. Per fortuna è capitato oggi e che avevamo la qualificazione in controllo, ma per il futuro dovremo lavorare su questa situazione". (Tuttosport.com)

domenica 12 marzo 2017

Juve, Zaza ora è obbligatorio il riscatto del Valencia

«Zaza? E' già un nostro giocatore e dopo questa mezza stagione avrà altri quattro anni di contratto. Vogliamo sfruttarlo al massimo: ci aspettiamo che segni tanti gol e ci renda felici in ogni partita». Questo aveva detto José Ramón Alesanco qualche giorno fa al quotidiano iberico 'Marca' e il direttore sportivo del Valencia è stato di parola. L'attaccante è stato infatti schierato titolare nella gara casalinga contro lo Sporting Gijón (finita 1-1), arrivando così a quella decima presenza che da accordi presi a gennaio (quando Zaza lasciò il West Ham per approdare nella Liga) farà scattare automaticamente a giugno il riscatto da parte degli iberici alla cifra di 16 milioni di euro. Un 'tesoretto' prezioso per la Juventus, che sta già pianificando il calciomercato estivo.

Danni agli spogliatoi dello Juventus Stadium

Una sconfitta brucia sempre, ancora di più quando maturata al 97’. E ancora di più allo Stadium. Se poi la rete subita è su rigore, allora l’arrabbiatura è fin normale. Ma non possono essere considerati normali, né tantomeno accettabili, atteggiamenti violenti. Venerdì sera sarebbe stato danneggiato lo spogliatoio che ospitava i giocatori del Milan: gesto, se confermato nelle sedi opportune, da condannare a 360 gradi e che non può trovare giustificazioni nella rabbia momentanea o nella convinzione di essere stati penalizzati. Così gli inservienti dell’impianto bianconero avrebbero trovato armadietti rovinati e alcune parti della struttura (raffiguranti scudetti e Coppa) rotte. Sulla questione si sta muovendo la Procura Federale, che ha accesso all’area e che quindi valuterà se e come intervenire. Quello che resta, riportato dall’Ansa che cita fonti vicine alla società bianconera e che trova ulteriori conferme, è un gesto di inciviltà che non si addice a un club professionistico, tantomeno a una società blasonata e vincente come il Milan. Che ha preferito non commentare la notizia trapelata nella mattinata di ieri. Allo stesso modo il club rossonero ha lasciato filtrare la volontà, in primis del presidente Berlusconi, di non commentare ulteriormente gli episodi dello Stadium (sia quelli di campo sia quelli fuori dal campo). Certamente il no comment non aiuta a fare chiarezza sulla spinosa questione. Per quello ci sarà la Procura Federale. Resta però la perplessità per un gesto che, se confermato, non sarebbe una buona pubblicità per i giocatori rossoneri. (Tuttosport.com)

venerdì 10 marzo 2017

Juventus-Milan 2-1. Dybala al 97'

La legge dello Stadium colpisce il Milan. Finisce 2-1 per la Juve il big match con i rossoneri che si confermano “fastidiosi”. La banda Allegri comunque si vendica di Doha quando il cronometro dice che è passato il 51’. Incredibile e bolgia assoluta, con i padroni di casa a festeggiare e i rossoneri a inseguire l’arbitro per il rigore dato a tempo scaduto. Ma il mani in area di De Sciglio c’è tutto. Giusto così. E Dybala non vede i fantasmi, anzi li scaccia dagli undici metri per l’apoteosi ormai insperata. Di sicuro è un incontro vibrante fino all’ultimo secondo, con i campioni d’Italia superiori per gran parte del primo tempo ma incapaci di raddoppiare e mettere al sicuro il risultato. Dani Alves versione esterno di centrocampo spinge subito, ha voglia di scatenarsi. E Donnarumma di superarsi: difatti al 4’ è bravissimo su Pjaca. All’8’ il croato si ripete e sbaglia a porta spalancata, dopo intervento falloso su Dybala (Massa dà il vantaggio). Bene ancora Donnarumma su Higuain che controlla e tira girandosi. E al 30’ la sblocca Benatia che si lancia e si posiziona come centravanti chiamando palla: arriva il lancio di Dani Alves e il marocchino insacca. Bravissimo il centrale difensivo. Vantaggio meritato per i bianconeri che fin qui sono padroni del campo, mentre i rossoneri faticano a reggere il ritmo. Al 34’ grande occasione per il raddoppio, Khedira si coordina ma non trova la porta. Benatia si prende l’ammonizione per un fallo su Bacca. Cartellino giallo anche per Deulofeu che simula. Al 43’ il pari: Deulofeu scappa dopo il dai e vai con Pasalic, sembra un missile il catalano: la dà a Bacca che implacabile brucia Buffon in uscita. Tutto da rifare per i padroni di casa dopo tanta supremazia non concretizzata. Dalla giocata dei singoli, la squadra di Montella trova il gol che rimette tutto a posto. Squadre di nuovo in campo: nella Juve c’è Lichtsteiner per Barzagli. Al 5’ la punizione di Pjanic è parata da Donnarumma in tuffo. Clamoroso dall’angolo: per poco Bacca non la butta dentro nella sua porta. Assedio totale della Vecchia Signora. Cartellino anche per Romagnoli. Ancora Pjaca di testa fuori. Donnarumma spettacolare, e miracoloso, al 28’ su Khedira e Higuain: che parate. Rugani prende il posto di un dolorante Benatia al 33’: mezza difesa bianconera cambiata. Punizione di Sosa al 37’ da buona posizione: becca la barriera. Giallo per Khedira che ferma irregolarmente Bertolacci. E ancora azioni di qua e di là in un finale accesissimo. Fuori Pjaca, dentro il ragazzino Kean. Pjanic ha una chance da fermo, ma tira alle stelle. Ocampos fa staffetta con Vangioni. Nel frattempo, Galliani lascia la tribuna mentre Agnelli mastica nervosamente. Sono gli ultimi assalti dei padroni di casa. Con la superiorità numerica: rosso a Sosa per aver steso Asamoah lanciatissimo. Il guizzo di Higuain, in girata, non è premiato dalla mira e va fuori con Donnarumma proteso in tuffo. E Donnarumma la chiude ancora. Poi Massa fischia il rigore per un mani non chiaro. Va Dybala e al 51’30” segna e corre per il campo. Donnarumma piange, tutti i rossoneri sono furibondi con l’arbitro. Doha è vendicata. Con il 31esimo successo consecutivo allo Stadium, lo scudetto, il sesto di seguito, è sempre più vicino. (Tuttosport.com)

mercoledì 8 marzo 2017

Juve, Bonucci mantiene la parola: «Cena pagata»

Leonardo Bonucci, goleador a Udine, lo aveva promesso, dopo la “lite” con Max Allegri e la tribuna di Oporto in Champions League. E ha mantenuto la parola: «Cena pagata!!! E ora più carichi di prima verso i 3 obiettivi stagionali!!! #cenabianconera ?Buonanotte a tutti!! #finoallafine». Quindi, l’operazione Triplete è ufficialmente scattata, a tavola (quella della Trattoria fratelli Bravo), tra sorrisi e proposti bellicosi. La Juventus vuole alzare la coppa dalle grandi orecchie, sì. E quella del sesto scudetto consecutivo, per entrare nella leggenda. E la Coppa Italia, che fa sempre palmares. Dai senatori come Marchisio, Barzagli e Chiellini, da Khedira a Mandzukic, da Alex Sandro a Cuadrado, uniti appassionatamente: un gruppo compatto e determinato. Anche così si costruiscono i successi. Cibo buono, un bicchiere di vino e vai così. Il Milan, poi il Porto... Fino alla fine…