mercoledì 28 settembre 2016

Allegri, summit negli spogliatoi con i dirigenti

Conferenza finita, interviste tv fatte, Massimiliano Allegri è andato verso lo spogliatoio della Juventus, dove mezza squadra stava finendo di preparsi per il ritorno a Torino e l'altra mezza stava avviandosi verso il pullman all'interno del quale c'erano già qualche membro dello staff e Mario Mandzukic. Allegri si è accorto che non c'era tutta la squadra riunita e allora ha spedito il team manager Fabris a chiamare tutti a raccolta, compresi quelli che erano sul pullman che sono scesi e si sono affrettati ad andare negli spogliatoi, dove Allegri ha voluto avere un breve ma intenso faccia a faccia con la squadra, anche alla presenza dei dirigenti. «Niente di particolare, voleva parlare alla squadra», hanno minimizzato questi ultimi. Il segnale, tuttavia, è che Allegri potrebbe non aver gradito qualcosa accaduto in campo (anche se nelle sue dichiarazioni si è detto molto soddisfatto della prestazione al di là del risultato) o forse vuole tenere alta la giusta tensione trovata a Zagabria contro la Dinamo. (Tuttosport.com)

martedì 27 settembre 2016

Champions League, Dinamo Zagabria-Juventus 0-4

La Juventus riparte da Zagabria con la prima vittoria nel girone di Champions, frutto di una partita fatta di sacrifici, umiltà, attenzione massimali. Ma tant'è: Pjanic, Higuain, Dybala e Dani Alves griffano il 4-0 per i campioni d'Italia e ora in testa al gruppo c'è l'accoppiata Juventus-Siviglia, tanto per ristabilire le usuali gerarchie. Bianconeri primi nel girone, perché gli andalusi battono il Lione di misura (1-0) e si piazzano al secondo posto per via della peggiore differenza reti. Pjanic e Higuain provano subito la combinazione vincente ed è quello l'asse che può sbloccare l'equilibrio. Hernanes saggia un paio di conclusioni dalla distanza ma senza fortuna, Dani Alves sforna un paio di cross invitanti. Tutta colpa di Bonucci che serve Pjanic in profondità e il bosniaco (al secondo gol stagionale). Allegri chiede più ordine, ma la differenza in campo è straevidente. Così Pjanic guarda Higuain negli occhi, gli serve un cioccolatino e il Pipita in posizione assolutamente regolare anticipa Benkovic e realizza la rete del 2-0 nel più impeccabile dei modi: controllo e carezza con il piede sinistro. L'ex Napoli non segnava in Champions dai tempi azzurri: 19 agosto 2014, preliminari poi smarriti contro l'Athletic Bilbao, più di due anni fa. E sono già cinque i gol dell'argentino, compresi i quattro in campionato. Pjanic, invece, non gioiva in Europa da un annetto: novembre 2015, Roma-Bayer Leverkusen 3-2. Allegri inserisce Cuadrado per Pjanic che nel primo tempo aveva preso una botta: tatticamente non cambia nulla, il colombiano va a fare la mezzala sinistra. Match in pieno controllo, impreziosito dal primo gioiello stagionale di Dybala: la Joya si sblocca con un sontuoso mancino da trenta metri e per i bianconeri è serata da vivere sempre più sul velluto. Alla fine l'unica soddisfazione per i calienti tifosi croati è legata all'ingresso dell'ex Pjaca al posto di Barzagli, prima del cambio Higuain-Mandzukic: difesa a 4 in corsa e prove tattiche di futura Juve in salsa europea. E' proprio Pjaca, seguito da Cuadrado, a sfiorare il 4-0 sigillato da Dani Alves, ancora su deviazione avversaria: Schildenfeld e il portiere Semper avviano il balletto del brasiliano. Intanto i tifosi di casa non smettono di urlare. Ma per una sera urlano anche i bianconeri, di nuovo vittoriosi in una trasferta Champions dopo il “sacco” di Manchester a metà settembre 2015.

domenica 25 settembre 2016

Juve, Asamoah preoccupa. Meno grave Rugani

Paura per Asamoah che ad un minuto dalla fine della partita con il Palermo, senza nessun contatto, è caduto a terra. Non è il ginocchio sinistro che in passato gli ha creato molti guai, ma quello destro: si teme per i legamenti. C'è preoccupazione all'interno dello staff medico juventino. Oggi verranno fatti degli esami specifici ma il timore di perderlo per tanto tempo è forte. Insomma, una prima e frettolosa visita non lascia ben sperare anche perché il centrocampista prova un dolore molto forte. Anche Rugani, dopo trenta minuti, ha lasciato il campo per un problema al ginocchio destro. Anche per lui si parla di legamenti ma l'incidente sembra meno grave di quello del ghanese perché il difensore non ha sentito male e ha lasciato lo stadio sorridente, camminando normalmente. Un po' di riposo e sarà nuovamente pronto. Di sicuro tutti e due non saranno disponibili per la sfida di Champions contro la Dinamo a Zagabria. E dopo Marchisio il tecnico bianconero perde un altro pezzo importante per il centrocampo: per sua fortuna ha recuperato Sturaro che ieri ha seguito la partita dalla panchina. Quindi è disponibile ma impensabile che lo possa già essere per 90 minuti. Per entrare a partita in corso, invece, sì. Sempre in tema di infortunati, arrivano notizie sempre più confortanti sul conto di Claudio Marchisio. Si sta allenando con i compagni, con il pallone, ed entro una decina di giorni comincerà a fare anche le partitelle. Insomma, entro fine ottobre o al massimo i primi di novembre il Principino sarà pronto per una partita vera. (Tuttosport.com)

sabato 24 settembre 2016

Juve, Allegri avverte: «Il campionato non è ancora vinto»

Allegri è soddisfatto per il risultato, non tanto per la prestazione della squadra: «Prendiamo i punti e portiamoli a casa - dice il tecnico della Juventus ai microfoni di Mediaset Premium. Sono contento perché abbiamo vinto 1-0, contro un Palermo in salute che nelle ultime due trasferte aveva conquistato 4 punti. Potevamo fare meglio nella gestione della palla e sul piano tecnico ma una gara del genere ci farà bene e l’importante era prendere punti». «Quanto manca Marchisio? Manca perché non c’è, ci sono gli altri che sono giocatori della Juve e devono fare meglio sotto l’aspetto tecnico. La coppia Mandzukic-Higuain? Secondo me hanno fatto bene, si sono messi a disposizione della squadra, hanno impegnato la loro difesa e hanno aiutato in fase difensiva. Era la prima volta che giocavano insieme e dovevano agire come punti di riferimento, non abbiamo preso tanti falli ma abbiamo creato occasioni. Per quello che avevo chiesto hanno fatto bene». «A turno uno tra Bonucci, Chiellini e Barzagli starà sempre fuori? No, non è una cosa sistematica. Chiellini ha giocato molte partite, Rugani stava bene e ho deciso di partire così. La rivale per lo Scudetto? Il campionato è aperto, non è già vinto come tutti dicevano. Siamo solo alla sesta giornata, la Juve ha fatto un buon inizio e sono contento. Bisogna lavorare e trovare una condizione migliore». «Le condizioni fisiche di Asamoah e Rugani? Rugani è in piedi, Asamoah è sdraiato sul lettino. Speriamo che non sia niente di grave. Sta rientrando Sturaro e speriamo di recuperare tutti dopo la sosta. Cosa bisogna migliorare in Champions League? In Champions bisogna fare gol, contro il Siviglia abbiamo avuto 8 occasioni senza riuscire a segnare. Ma ormai è passata, adesso dobbiamo battere la Dinamo Zagabria e non sarà affatto semplice».

Palermo-Juventus 0-1. Dani Alves inventa la vittoria

Questa sera è stato Dani Alves, l’uomo il cui palmares non occupa tre schermate di wikipedia e che con un tiro violento e malizioso ha sbloccato lo 0-0 che il Palermo stava blindando in modo caparbio. Non è una bella Juventus, ma questa è una vittoria importante e, passo dopo passo, Allegri troverà il modo migliore per impastare i suoi campioni. Se continua a farlo portando a casa tre punti a partita, i mugugni di chi non è entusiasta del gioco saranno un sottofondo ben sopportabile per lui. «Il problema di Palermo è il traffico», perché Allegri si ritrova imbottigliato nello spaventoso ingorgo difensivo organizzato in modo scaltro da De Zerbi. Il Palermo si sigilla dietro una linea di cinque difensori a cui si aggiungono spesso Jajalo e Gazzi (che si occupa in modo particolare di Pjanic) lasciando pochissimi spazi. Bastano quelli per rendere pericolosi almeno un paio di palloni serviti a Higuain, ma la Juventus si impantana troppo spesso sulla trequarti rosanero, le ruote di Khedira e Pjanic che slittano, Dani Alves troppo gigione, Alex Sandro stranamente ignorato, con la manovra che si sbilancia tutta a destra. La Juventus ha tre occasioni limpide, due con Higuain e una con Lemina, ma non riesce a buttarla dentro. In compenso non rischia quasi niente in difesa: il Palermo si affaccia con ripartenze ficcanti, ma poco incisive. Nel frattempo si fa male Rugani e Allegri lo sostituisce con Cuadrado, passando dal 3-5-2 a un teorico 4-3-3, che in realtà è un 4-4-2 visto che nessuno dei due centravanti si allarga a sinistra, dove scende Pjanic, poi sostituito da Asamoah. E proprio il doppio centravanti rende la vita più facile alla trincea palermitana che trova punti di riferimento più prevedibili in Higuain e Mandzukic, nonostante la buona volontà e l’abnegazione di entrambi (il croato nel finale si mangia due gol e ne segna uno annullato per offside). Alla Juventus, tuttavia, manca soprattutto qualche idea dal centrocampo dove Khedira non brilla e Pjanic si accende a sprazzi. Brilla Lemina, in posizione centrale, ma non basta per mettere in moto la manovra sulla trequarti. Insomma, la mancanza di Dybala un po’ si sente. In questi casi è quasi sempre l’intuizione del singolo a spezzare gli equilibri. Il tiro di Dani Alves all’inizio del secondo tempo fa parte di questa categoria a pieno titolo e se la deviazione sciagurata di Goldaniga contribuisce a ingannare Posavec, il gesto tecnico dell’ex Barça resta quel tipo di giocata che distingue un fuoriclasse da un giocatore normale e fa la differenza fra una squadra che può disporne in abbondanza e una che può solo cercare di arginarli. Non sempre i campioni servono a dare spettacolo e a vincere tre o quattro a zero, a volte averli significa vincere una partita che altri non avrebbero vinto, riuscendo a contrapporre la stessa solidità difensiva (se il Palermo si è chiuso bene, la Juventus non ha praticamente corso rischi), contando su un colpo di genio in più. La Juventus vince di misura, portando a casa i tre punti. (Tuttosport.com)

giovedì 22 settembre 2016

Allegri, squadra di campioni. Dybala tornerà a segnare

Allegri si gode il poker sul Cagliari che vale il controsorpasso sul Napoli: «Ho dei campioni a disposizione - dice il tecnico della Juventus a Premium Sport - questa squadra difficilmente sbaglia più di una partita. Siamo stati molto bravi, abbiamo dato subito l’intensità alla partita e per il Cagliari è stato difficile. Dopo il 2-0 dovevamo fare meglio, potevamo rallentare, invece dovevamo gestire le energie: su questo bisogna lavorare. Ci piacciamo un po’ troppo e a volte lo sviluppo del gioco non è bello da vedere». «Dybala senza reti? L’anno scorso ha fatto 19 gol. Ha giocato molto bene tecnicamente, ha dato respiro alla manovra, io sono contento. Deve restare sereno poi il gol arriverà. L’importante era tornare a vincere e tornare in vetta alla classifica. Pjanic sottotono? A me è piaciuto perché ha dato molta intensità alla gara. Deve crescere, ha giocato a fasi alterne, le prime due gare le ha saltate, deve conoscere i compagni nuovi e trovare la miglior condizione fisica. Deve essere più bravo a muoversi con gli altri centrocampisti. In mezzo voglio fare complimenti a Hernanes che ha fatto molto bene. E’ stato criticato molto ma è un grande professionista oltre che un grande calciatore.

mercoledì 21 settembre 2016

Juventus-Cagliari 4-0. Che show! Higuain, un mostro

Solo i prossimi due mesi ci diranno con certezza qual è la vera Juventus, se l’imprecisa e scombiccherata banda di San Siro, l’implacabile e spaventosa macchina da guerra che ha asfaltato il Cagliari o qualcosa nel mezzo. In attesa della risposta definitiva, si possono registrare le certezze, quelle sulle quali Massimiliano Allegri può costruire il suo personale grattacielo. Gonzalo Higuain, per esempio, è un pilastro in grado di reggere la stragrande maggioranza delle responsabilità offensive. Ogni volta che ha toccato il pallone è andato vicino al gol o ha dato la nitida sensazione di poter costruire qualcosa di pericoloso per gli avversari, per altro terrorizzati dalla sua semplice presenza in area. Altro punto fermo sembra essere il ruolo di Pjanic che operando da mezzala fa male agli avversari, diventa uno dei fulcri della manovra offensiva, sfiora il gol in un paio di occasioni. Quella è la sua posizione e, tutt’al più, Allegri deve lavorare sulla scarsa attitudine difensiva del bosniaco, provando a modificarne le abitudini in fase di non possesso, fattore che potrebbe essere determinante contro squadre più forti o in partite più difficili di quella di ieri sera, che finisce al 14’ quando dopo una serie di occasioni fallite, la Juventus passa in vantaggio: Higuain calcia forte un pallone deliziosamente guarnito da Pjanic, Storari compie un mezzo miracolo respingendo, ma Rugani è pronto a raccogliere e sbattere in rete l’uno a zero. E’, a questo punto, da capire se la Juventus festeggia il gol del vantaggio con qualche shottino di vodka, perché come era successo a San Siro, anche contro il Cagliari, al gol del vantaggio seguono due clamorosi svarioni difensivi che creano altrettante occasioni per i sardi. La differenza, allo Stadium, è che la difesa argina e la Juventus riesce a ritrovarsi e trovare il secondo gol con Higuain, ma c’è qualcosa da regolare in difesa, dove la sbavature non risparmia neppure Barzagli. Nessun danno, ma Allegri mostrerà sicuramente i video. Il 2-0 di Higuain è, a sua volta, un gol che nasce da una respinta corta di Storari su un tiro di Pjanic (33’). Segue a stretto giro di posta il 3-0 firmato da Dani Alves, alla sua prima marcatura in maglia juventina: la facilità con cui riesce a caricare il tiro dal limite dell’area sul corner di Pjanic è fortemente indicativo di come il Cagliari stia alzando bandiera bianca. E la ripresa, infatti, diventa un intenso allenamento per la Juventus, che trova il quarto gol con un autogol di Cippitelli, propiziato da Lemina (uno dei migliori in campo), vede Dybala impegnarsi ma bucare ancora una volta l’appuntamento con il gol e le solite belle cose di Pjaca, entrato nel finale. Dunque, qual è la vera Juventus? Sicuramente assomiglia più a questa che a quella di San Siro e se con il tempo affinerà l’equilibrio tattico, evitando le distrazioni difensive che anche contro il Cagliari si sono viste, potrebbe esprimersi nel modo sciolto e spettacolare del primo tempo anche in Champions League. E allora ci si potrebbe divertire sul serio. (Tuttosport.com)

domenica 18 settembre 2016

Inter-Juventus 2-1. Arriva la prima sconfitta

Allegri sbaglia strada: Higuain in panchina, Pjanic troppo arretrato e inguardabile Asamaoh. Nel primo tempo è di Khedira l’occasione clamorosa, fallita. E Icardi prende il palo. Ma è nella ripresa che il match si accende: il gol di Lichtsteiner imbeccato alla grande da Alex Sandro, il pari immediato di Maurito che va su in cielo e di testa batte Buffon. Il gol decisivo è di Perisic, dopo errore di Asamoah e grande assist di Maurito. Meritano i nerazzurri per l’intensità del gioco e la grinta, con Medel che dà l’esempio e con il capitano che segna sempre. La Juve non sfrutta il vantaggio e comunque, nonostante ci provi fino in fondo, non afferra nemmeno il pari. Serve un bel bagno di umiltà, nulla è facile e scontato. E Allegri, visti gli impegni, dovrà regolare meglio il turnover. Infortunio muscolare per Benatia. Max Allegri stupisce spedendo Higuain in panchina e inserendo Mandzukic dal primo minuto. Ci sono tante partite, vero, e anche il turno infrasettimanale. Ma vedere il Pipita espulso in partenza dal derby d’Italia fa comunque effetto. Benatia dietro per Barzagli, Asamoah con Khedira ai lati di Pjanic. De Boer si affida invece a Icardi  in attacco con Candreva, Banega ed Eder alle sue spalle. Al 10' Colpo di testa di Icardi su cross proveniente da destra, la palla esce sul fondo. Un nervoso Lichtsteiner si prende il giallo. Dybala ribattuto, Icardi ci prova ma è un nulla di fatto. Benatia esce (problema muscolare, sospetto stiramento all’adduttore), dentro Barzagli. Al 34’ Khedira solo davanti ad Handanovic di testa sbaglia. Poi Icardi strappa palla a Chiellini, ma spizzica il palo. Al 4’della ripresa subito Dybala, ribattuto in angolo. Buffon è pronto sul pallone di Eder, in anticipo su Icardi. L’Inter spinge, Candreva non va. Non è una gran partita e la Juve non riesce a giocare. Basta poco, e si sblocca il match: segna Lichtsteiner al 21’, facendo esplodere i tifosi. Splendida la palla dentro di Alex Sandro, un assist invitante. Il pari è immediato al 23’ con Icardi, bravissimo di testa. La sfida si infuoca. Perisic prende il posto di Eder. Lichtsteiner tocca di mano, l’arbitro non ammonisce (sarebbe stato espulso). Fuori Medel (grande prova), dentro Melo. Errore di Asamoah che passa indietro, Candreva la allunga, Icardi la lavora e d’esterno lancia Perisic che insacca il bis al 33’. Il croato impegna ancora Buffon. Higuain (entrato al 29’ per Mandzukic) spaventa Handanovic. Allegri si gioca il tutto per tutto: dentro Pjaca, fuori Chiellini. La punizione di Pjanic è sopra la traversa. L’Inter ci crede, si chiude bene e va in contropiede orchestrata da un ottimo Joao Mario. Giallo a Banega (fallo su Alex Sandro), quindi espulso. Handanovic salva su Khedira in uscita: i due si scontrano. E il gioco si ferma. Assedio Juve per cercare il pari, l’Inter si difende con i denti. Miranda il leader. Giallo ad Handanovic che perde tempo. E finisce così: l’Inter batte la Juve e in vetta c’è l’ammucchiata. (Tuttosport.com)

Juve, Allegri: «Con l'Inter è il primo snodo dello scudetto»

Allegri non si nasconde: la sfida con l'Inter è il primo snodo dello scudetto: «Dobbiamo stare tutti con i piedi per terra - dice il tecnico della Juventus in conferenza stampa - perché le vittorie non le abbiamo acquisite, ma vanno giocate, acquisite, bisogna lottare. Dobbiamo avere un grande equilibrio e dobbiamo sapere che quest'anno anche lo scudetto sarà più difficile da vincere. Contro l'Inter è il primo snodo dello scudetto, anche se qualcuno può pensare che è solo la quarta partita, ma io dico che è il primo snodo dello scudetto». «Loro vorranno dimostrare di essere al pari o più forti della Juventus e vorranno avvicinarci in classifica. Noi sappiamo che è uno snodo fondamentale per il nostro cammino. A San Siro ci saranno 80mila spettatori». Allegri accetta le critiche ma non le condivide per lo 0-0 con il Siviglia: «Con il Siviglia non dobbiamo guardare solo l'aspetto negativo. L'anno scorso abbiamo vinto con loro facendo tre tiri in porta. Quest'anno loro non si sono mai avvicinati alla nostra porta e noi abbiamo avuto sette occasioni da gol senza parlare del rigore nel finale. Poi giustamente il calcio si giudica dai risultati: se vinci sei bravo altrimenti no. Però la partita l'abbiamo fatta bene. Non dobbiamo buttarci giù». (Tuttosport.com)