giovedì 23 febbraio 2017

Juve, una vittoria d’oro. Seconda nel ranking Uefa

Una vittoria che si fa sempre più preziosa, quella ottenuta dalla Juventus contro il Porto nell’andata degli ottavi di finale di Champions League. Grazie al 2-0, infatti, i ragazzi di Allegri, oltre ad avere in discesa l’ingresso nei quarti di finale, scala addirittura sei posizioni nel ranking Uefa per la stagione in corso! La Juventus, pur rimanendo 5ª nel ranking generale che tiene conto delle ultime cinque stagioni, supera in un sol colpo compagini di grande rilievo come Real Madrid, Psg, Barcellona, Bayern Monaco e Borussia Dortmund, restando, per la stagione in corso, dietro solamente all'Atletico Madrid. Per i ragazzi di Simeone sono 23.914 i punti, contro i 23.383 della Vecchia Signora. (Tuttosport.com)

Porto-Juventus 0-2. Quarti ipotecati a Oporto

Uno-due nella ripresa e la Juve va, ipotecando il passaggio ai quarti . Nell’andata degli ottavi di Champions League, a Oporto, Allegri azzecca i cambi: dentro Pjaca, gol; dentro Dani Alves, raddoppio. Grande impresa dei bianconeri allo stadio do Dragao. Sì, in superiorità numerica per quasi tutto il match, grazie all’espulsione dello sciagurato Telles che forse sentiva troppo il match, da ex Inter… Ma resta grande impresa. E se le difficoltà a sbloccarla si spiegano anche con la sfortuna (Dybala si ferma al palo, per Higuain è questione di centimetri), non è mai in discussione il controllo del match, con personalità. E nel momento decisivo, le mosse di Max che danno il… massimo. Pjaca, talento mai espresso fin qui, si mette a dribblare e alla seconda azione la butta dentro. Dani Alves, che non ama stare in panchina, tocca il primo pallone e lo mette alle spalle di Casillas con rabbia e classe. Così, con due exploit, i portoghesi vanno al tappeto, dopo una gara generosa ma senza impensierire troppo Buffon. Questa è una Juve da Champions e lo dimostra anche su un campo dove di solito le italiane fanno brutte figure. Quando si tratta di dettagli e di tattica, la Vecchia Signora non è seconda a nessuno e possiede così tanta qualità da poterla pescare in panchina, nel momento del bisogno. La vittoria per 2-0 è una vittoria del gruppo. Che assorbe l’assenza di Bonucci e che mantiene i nervi saldi nell’avvio piuttosto caldo. Anche così si diventa grandi. Anche così si avanza in Champions. Ok, c’è il ritorno da giocare e in Europa nessuna gara va presa sottogamba ma i bianconeri hanno tutto per arrivare sino in fondo. In campionato e in coppa.

sabato 18 febbraio 2017

Allegri, Juve col Porto servirà di più

Max Allegri è moderatamente soddisfatto della sua Juventus dopo il 4-1 sul Palermo allo Stadium e fa già rotta sull'andata degli ottavi di finale di Champions League che vedrà i campioni d'Italia di scena a Oporto. «Nel primo tempo abbiamo chiuso sul 2-0 non giocando benissimo - ha detto il tecnico nel post partita -. Abbiamo avuto delle occasioni, il Palermo era chiuso dietro e non era facile. Non abbiamo però concesso quasi niente, anche se nella prima parte di gara li abbiamo fatti arrivare tre volte al tiro da fuori. E’ una vittoria in meno verso lo Scudetto, non è una vittoria in preparazione della Champions ma era una gara importante da vincere, che valeva tre punti come tutte le altre». Una prestazione buona dunque anche senza Mandzukic (squalificato) e Cuadrado (inizialmente in panchina): «Ai lati ci ho messo Dybala e Pjaca e sono andati abbastanza bene, anche il croato a cui avevo chiesto intensità, perché in Italia la classe non basta, e lui ha risposto bene lavorando per la squadra. Ha grandi mezzi ma è giovane e gli va dato il tempo di crescere». Poi Allegri spiega il battibecco a distanza avuto con Bonucci nella ripresa: «Nessun caso: avevo Marchisio, Pjaca e Sturaro che erano stanchi o con i crampi e volevano il cambio e c'è stata un'incomprensione, cose che succedono. Sta già studiando da allenatore? Può darsi che lo faccia anche se ha da imparare molto».  Qualche parola poi su Marchisio: «Pjanic è molto importante per noi ma viene da un problema alla caviglia e si era allenato a corrente alternata così ho preferito tenerlo fuori, mentre Marchisio aveva bisogno di minutaggio per ritrovare ritmo a livello fisico e mentale e stasera ha fatto un altro importante passo avanti».

venerdì 17 febbraio 2017

Juventus-Palermo 4-1. Dybala, Higuain e Marchisio

Una Juventus pantofolata coglie la sesta vittoria consecutiva in campionato, ma fa arrabbiare Allegri o per lo meno gli fa simulare un muso duro per tenere alta la tensione in vista del Porto. Perché la rilassatezza con cui i bianconeri riescono ad annientare il Palermo con quattro gol è poco allenante per la battaglia di ritmo e intensità che attende la squadra mercoledì in Portogallo. Ma è impossibile che Allegri non goda di altri tre punti fondamentali (+10 virtuali sulla Roma che domenica affronta il Torino), del risveglio di Dybala (doppietta e altre magie), del solito gol di killer Higuain, del gol di Marchisio che si toglie un peso e migliora proprio nel momento cruciale della stagione. Questo è il senso della partita in cui Allegri sperimenta in diretta tre moduli: partendo con il 4-2-3-1, trasformato dopo un quarto d’ora in 4-3-3 arretrando a centrocampo Sturaro (partito largo a sinistra nella linea dei trequartisti) e infine ritrasformato in 4-4-2 facendo fare un passo indietro a Pjaca. Tutto perché nonostante la superiorità tecnica e, viene da dire, psicologica che la Juventus esercita sul Palermo, la squadra di Lopez spesso approfitta di una difesa sonnecchiante che - non a caso - subisce il primo gol in campionato da quando è stato adottato il 4-2-3-1 dopo cinque gare a porta inviolata. Ma il gol del Palermo arriva sul 4-0 a fine partita. Mentre la Juventus dà l’impressione di chiudere il discorso entro i primi 15’ come è accaduto in altre undici occasioni quest’anno. Al 13’ infatti segna Marchisio, che riprende una respinta di Posacev su un tiro ravvicinato di Higuain (a quanto pare basta seguire il Pipita per avere buone occasioni). Il Palermo fino a lì si era difeso con una linea di sei uomini, ulteriormente coperta da tre centrocampisti (il solo Nestorovski non è coinvolto nella barricata), non cambia atteggiamento, quasi che l’obiettivo sia evitare la goleada. Che invece arriva. Dybala raddoppia su punizione, un’esecuzione sublime al 40’ dopo che al 5’, sempre su punizione, aveva preso il palo basso alla destra di Posacev. Due a zero nel primo tempo e secondo tempo nel quale Allegri manda segnali preciso con la sostituzione di Khedira (entra Lemina): mercoledì c’è la Champions. Ci crede solamente Higuain che cerca il suo gol per la classifica cannonieri. E il gol arriva al 18’, assist di Dybala che lo innesca in profondità, e in quella posizione Higuain non perdona nessuno: tocco sotto e tre a zero. E’ lo stesso Higuain che ricambia il favore a Dybala con l’assist per il 4-0, un piccolo gioiellino di potenza (restiate alla carica del difensore palermitano) e classe (colpo di tacco a trovare l’amico accorrente). Il gol di Chochev serve solo a fare infuriare Buffon che sperava nella sesta partita senza gol. Contro il Porto servirà un’altra concentrazione, ma ci sarà anche un altro avversario a stimolarla. (Tuttosport.com)

lunedì 13 febbraio 2017

Allegri, Juve bella a metà, Higuain e Khedira super

Un'analisi approfondita sulla gara in terra sarda poi ai microfoni di 'Serie A Live' in onda su Premier Sport: «Nel primo tempo abbiamo rischiato in un paio di situazioni, per via delle folate del Cagliari alle quali non abbiamo saputo rispondere con la giusta aggressività. Poi, per fortuna, siamo riusciti a sbloccarla e siamo poi stati bravi a gestirla. Dovevamo essere più cattivi sotto porta e cercare anche il terzo gol, visto che le occasioni le abbiamo create. Contento dei numeri che fa questa Juventus? I numeri sono belli solo a fine stagione: ora dobbiamo ancora migliorare nella velocità di passaggio e nel palleggio. E non staccare la spina: oggi, in alcuni minuti, l’abbiamo fatto ed è stato bravo Buffon a metterci una pezza. Anche se il fatto che non prendiamo gol è un buon segno». Infine Allegri risponde all'ennesima domanda sul suo futuro e alle voci di un suo addio ai campioni d'Italia a fine campionato: «Il mio contratto? Ho ancora un anno e mezzo e sto bene: dobbiamo concentrarci sul finire bene la stagione e centrare gli obiettivi sportivi, che sono il mio primo pensiero. Fisicamente stiamo bene, ma non dobbiamo abbassare la concentrazione: è questo che ti può fregare. Veniamo da un periodo molto intenso, con 7-8 partite di grande spessore: il dispendio è stato forte, ma questo non deve ugualmente farci perdere la lucidità mentale. Spazio per Pjaca con il Palermo? Ha fatto una buona partita a Crotone, vedremo. Fuga campionato? Dobbiamo fare più di 86-87 punti perché il Napoli e la Roma corrono forte». (Tuttosport.com)

Cuadrado, il segreto: La voglia di sacrificarsi

Juan Cuadrado non smette più di ballare. Che ritmo il colombiano e la sua Juventus. «Era importantissimo vincere a Cagliari. Dobbiamo continuare su questa strada, che è quella giusta, dando il massimo in ogni partita. Personalmente, io cerco di dare tutto in ogni allenamento e in ogni gara, a volte si può fare bene, a volte meno bene, ma ho la consapevolezza di avere dato tutto. Conte a Torino per il match con l’Inter? Ama il bel calcio, forse aveva il giorno libero ed è venuto a vedere la #Juve». Con il 4-2-3-1 Max Allegri ha liberato la Vecchia Signora. «Stare un po' più avanti mi aiuta, ma che si giochi a quattro o a cinque, in quella posizione devo comunque correre molto, e il mister mi chiede sempre di aiutare tantissimo il terzino, che sia Lichtsteiner o Dani Alves. Io cerco sempre di fare quello che mi chiede, e i 5 big in campo? C'è voglia di sacrificarsi. Davanti abbiamo tantissimi giocatori di qualità, Higuain sta segnando di più ma anche Dybala, Mandzukic e Pjaca  che è un grandissimo e che presto avrà l'occasione per dimostrarlo, stanno facendo bene. Dobbiamo continuare a dare tutti il massimo per la squadra. Ora concentriamoci sul Palermo, che è una partita importantissima: pensiamo a vincere per poi arrivare al match di Champions League con la massima forza e la massima fiducia per fare risultato».

domenica 12 febbraio 2017

Cagliari-Juventus 0-2. Doppietta di Higuain

Sul Sant’Elia di Cagliari soffia il vento di Higuain. Un Rombo di Pipita che stende i rossoblù. Un gol per tempo, così, alla sua maniera e per rispedire la Roma a -7 in classifica. Allegri si permette anche di lasciare in panchina in avvio Pjanic per dare minuti a Marchisio (buon rientro da titolare per il Principino). Una marcia trionfale merito di un gruppo compatto e delle sue individualità. Se Mandzukic si sacrifica (si stampa pure sulla traversa), tutto viene più facile anche per il tecnico che può continuare con il 4-2-3-1 che schiera in campo i pezzi da novanta insieme contemporaneamente. E Dybala anche se non sfavillante mette lo zampino nella seconda rete del connazionale e sfiora il sigillo personale: Rafael si supera. E la difesa? Non prende gol, un rituale oramai. E perde Chiellini per strada. Eppure nessuno se ne accorge perché Rugani adesso è uno di loro (quelli del Muro insuperabile davanti a Buffon). Finisce così, con un rotondo 2-0 e con la fuga in campionato consolidata. Nello stadio dove certo i tifosi bianconeri non sono la minoranza, l’avvio è… rossoblù, con angolo conquistato da Dessena. La grinta c’è di fronte ai campioni d’Italia che di solito qui passeggiano. All’8’ Mandzukic si tuffa di testa ma è Pisacane ad anticiparlo. Rischia Alex Sandro su Sau con una spinta in area ma Calvarese dice che è tutto regolare. Il giallo va a Lichtsteiner per intervento su Borriello. Al 14’ giallo anche a Chiellini per fallo dal limite. Un buona Cagliari che gioca senza paura. Buffon getta il pallone fuori perché Chiellini chiede il cambio al 18’ per un problema fisico alla coscia sinistra: dentro Rugani. Spunto di Cuadrado, poi Rafael è bravo ad anticipare Mandzukic. Alex Sandro soffre un po’ Isla, ex animato da voglia di rivincita: un bel duello in fascia. Giallo a Barella per intervento su Cuadrado. Al 37’ la sblocca Higuain partendo sul filo del fuorigioco (Pisacane sembra tenerlo in gioco): gol numero 17. Mostruoso il Pipita che annulla tutti gli sforzi straordinari del Cagliari in un’azione. Giallo a Marchisio che calpesta Dessena costretto a farsi medicare fuoricampo. E finisce così il primo tempo: Juve avanti 1-0, Cagliari orgoglioso ma Buffon inoperoso. Pronti via e ancora Higuain: 2-0 Juve e doppietta per l’argentino, gol numero 18. Il tutto dopo discesa di Cuadrado e tocco di Dybala. Partita praticamente chiusa in un amen. I rossoblù avranno gli incubi pensando al Pipita… Il mattatore del Sant’Elia, uno che gioca e segna sempre, ormai senza soluzione di continuità. E’ l’uomo in più della Juventus, anche quando non è in serata strepitosa. I campioni d’Italia hanno il controllo della partita, senza dover faticare e spingere a mille. Rosso a Barella che abbatte il neo-entrato Pjanic: Cagliari in dieci per la seconda parte della ripresa. Mandzukic va sulla traversa (ammonito, salta il Palermo), nel finale. Ed è bravissimo sulla ribattuta Rafael che strappa l’urlo in gola a Dybala in tuffo. Poi applausi per tutti. Anche per gli sconfitti. (Tuttosport.com)

giovedì 9 febbraio 2017

Juve, Barzagli stop muscolare. Oggi esami alla coscia

Un quarto d'ora per riprendere confidenza con il calcio in una partita vera, fatta di chiusure perfette (su Falcinelli) e cross puntuali precisi (per Pjanic che avrebbe centrato la traversa). Il successo sul Crotone era già ampiamente in ghiaccio, ma Andrea Barzagli ha voluto far sentire comunque il suo peso nella felice serata calabrese della Juventus. Solo che nel corso di quel quarto d'ora il difensore bianconero ha sentito man mano tirare la cicatrice al flessore della coscia sinistra. Diagnosi a caldo: risentimento muscolare, oggi sarà fatta definitiva chiarezza dopo gli esami strumentali del caso. E' un peccato, anche perché in questa stagione il toscano aveva già fatto i conti con la sfortuna dopo l'infortunio alla spalla rimediato a inizio novembre a Verona contro il Chievo. «Ha sentito un leggero fastidio», la spiegazione di Allegri. E lui, toscanaccio dentro, è uscito dal campo carico di rabbia.

mercoledì 8 febbraio 2017

Crotone-Juventus 0-2. Mandzukic e Higuain spietati

L’impressione, sconcertante per gli avversari, è che non ci sia modo di resistere a questa Juventus. Il Crotone che si era illuso di contenere la squadra di Allegri nel primo tempo, di solito già letale, ha visto i bianconeri avanzare con la grazia di un cingolato, serafici, implacabili e senza fretta. E alla fine il pur organizzatissimo muro rossoblù si è sbriciolato sotto i colpi di Mandzukic e Higuain. Una partita forse non esaltante, ma con qualche momento brillante e che ha dimostrato la solidità mostruosa della Juventus che torna a +7 sulla Roma e +9 sul Napoli. E’ un 4-2-3-1 leggermente più dimesso: con Asamoah al posto di Alex Sandro e Rincon al posto di Pjanic, la Juventus perde un filo di qualità. E complice anche la stanchezza, il primo tempo non è particolarmente spettacolare: i bianconeri si ingorgano nella spessa densità difensiva che Nicola ha organizzato a difesa dell’area. Allegri predica ampiezza per cercare di allargare il fronte calabrese e cambia l’ordine dei suoi attaccanti, spostando Pjaca a sinistra e Dybala a destra, avvicinando Mandzukic e Higuain in una specie di 4-2-4. La grande qualità della linea offensiva crea molto, ma un solo vero pericolo per Cordaz (che respinge d'istinto il colpo di testa di Pjaca, poi Ferrari sulla linea ribatte il tocco morbido di Dybala al 44’). La Juventus reclama per un fallo di Mesbah su Dybala in area al 34’: effettivamente il rigore sembra esserci, ma è l’assistente di porta Guida a dire all’arbitro Valeri di non fischiare il penalty. La Juventus del secondo tempo continua a premere e il Crotone alla lunga perde la lucidità del primo tempo. E, inevitabile, arriva il gol. Cross di Dani Alves, bello stacco di Asamoah, Cordaz respinge e Mandzukic si avventa fulmineo sul pallone, anticipando tutti, compreso il portiere del Crotone che viene superato dal tocco rasoterra del croato. E’ il 15’ del primo tempo: un quarto d’ora di intensità superiore della Juventus è bastato a sbloccare una partita che sembrava incastrata dalla muraglia del Crotone, il cui primo tentativo verso la porta arriva dopo un’ora abbondante di gioco (colpo di testa di Falcinelli parato da Buffon, fino al 17’ della ripresa assolutamente inattivo). Dopo il vantaggio della Juventus, la strategia contenitiva di Nicola perde il suo senso logico, ma prima che vengano prese contromisure, i bianconeri raddoppiano. Altra bella azione: Pjanic (entrato al posto di Khedira) innesca Rincon al limite dell’area e il venezuelano smarca Higuain in verticale. Il Pipita mette a sedere Cordaz, lo dribbla e appoggia morbido il 2-0 al 27’. Resta il tempo per la traversa di Pjanic al 39’ che rischia di abbattere la porta e poi per valutare la prima partita da titolare di Pjaca. Ebbene, il talento del ragazzo ha lampeggiato qua e là, contenuto dalla disciplina tattica e, chissà, da un pizzico di pressione. Ha dialogato bene con Dani Alves e gli attaccanti, non ha cercato di strafare, ma deve aver soddisfatto Allegri. Per i numeri bisogna aspettare, ma probabilmente non molto. (Tuttosport.com)