mercoledì 29 marzo 2017

Juve, Pjaca si infortuna con la nazionale croata

Tra i più polemici e arrabbiati qualche settimana fa dopo il ko dell'Inter allo Juventus Stadium, di fronte alle lacrime del suo compagno di nazionale Ivan Perisic dimentica rivalità e veleni facendo sentire - come il resto della Croazia - tutta la sua vicinanaza a Marko Pjaca uscito in barella dall'amichevole giocata in Estonia. «L'infortunio a Marko fa più male della brutta sconfitta (3-0 per i padroni di casa). Purtroppo il campo su cui abbiamo giocato non era assolutamente adatto a calciatori professionisti. Che senso ha giocare qui? Il signor Suker deve scegliere meglio gli avversari e le condizioni migliori per una partita come questa perché possiamo solo perdere qualcuno. Sappiamo tutti perché: il terreno era orribile, criminale». E del resto già era Ante Cacic era uscito abbastanza sconvolto dal terreno di gioco: «Purtroppo, quello di Pjaca è un infortunio che sembra abbastanza serio; è stato un brutto colpo per tutta la squadra». Grande preoccupazione anche in casa Juventus, con lo staff di Max Allegri che aspetta il rientro del fantasista a Torino per sottoporlo agli esami strumentali del caso e avere un quadro più quadro delle condizioni del suo ginocchio destro sperando che non ci siano problemi seri ai legamenti. Il tecnico è ovviamente in ansia con la doppia sfida di campionato e Coppa Italia alle porte e considerando che Pjaca era già stato fuori già tre mesi circa a inizio stagione dopo essere tornato infortunato sempre da una convocazione in Nazionale. (Tuttosport.com)

venerdì 24 marzo 2017

Mondiali 2018, Higuain e Dani Alves saltano la prossima

A segnare l'unica rete dell'incontro è stato l'attaccante del Barcellona, al 16', grazie ad un penalty fischiato a causa di un fallo molto discusso di Josè Fuenzalida su Angel Di Maria. Nonostante l'incontenibile Alexis Sanchez, il Cile non è riuscito a trovare la strada del gol, un po' per demerito un po' perché la difesa argentina ha funzionato meglio che in altre partite, in particolare il portiere Romero. Ma l'Argentina ha messo in evidenza il 'vizio' già visto tante altre volte, quello di essere una squadra con tante ottime individualità - Messi, Di Maria, il 'Kun' Aguero e Higuain - senza però essere veramente una squadra. Nel secondo tempo il pressing cileno è salito, mentre Messi è di fatto scomparso, ed è andato vicino al gol solo al 61', ma ha sciupato. L'Argentina ha quindi dato la sensazione di pensare più ai punti, e a non perdere, che al bel gioco: e per Buenos Aires il bilancio è in fondo positivo. Da segnalare la prestazione poco brillante di Higuain. Ha giocato l'intero incontro, ma non è stato incisivo e si è pure beccato il giallo al 74' che gli costerà la prossima partita contro la Bolivia. Il ct Bauza ha già chiamato Alario. Stessa cosa per Dani Alves, il terzino - diffidato - è stato ammonito al 61' nel poker contro la nazionale di Tabarez. Entrambi i giocatori della Juventus non giocheranno la prossima gara con le loro nazionali.

Bentancur: «Tutto fatto con la Juve. Le visite più avanti»

Un affare da oltre 9 milioni più bonus, con tanto di percentuale per una possibile e futura rivendita. Rodrigo Bentancur, 19 anni, centrocampista del Boca, è bianconero. La prelazione della Juventus, inserita nell’affare Tevez, scade ad aprile, ma la trattativa è stata definita sin nei particolari. Lo conferma l’uruguaiano campione sudamericano nel Sub20 in Ecuador, con un’intervista in Argentina a Espn Radio. «Con la Juventus è tutto concluso, più avanti si vedrà quando verrò a Torino per le visite mediche. Adesso voglio soltanto stare tranquillo e pensare al Boca: voglio diventare campione con questa maglia. E la mia famiglia mi aiuta a stare con i piedi per terra. Voglio lasciare questo club con un titolo. Da qui in avanti si gioca sino alla morte». Parole che spiegano bene il carattere del ragazzo, che possiede fisico, testa, classe e temperamento.  Davanti a lui ci sarebbe anche il Mondiale Under 20, con il suo Uruguay inserito nel girone dell’Italia. «Decide l’allenatore Schelotto se posso andare o no, gli parlerò. Voglio giocare per il mio Paese, però la decisione spetta a lui. Non è obbligatorio, rispetterò quello che mi dirà». Secondo i documenti svelati in Argentina, per il centrocampista al Boca Juniors andranno  9,5 milioni più 2 di bonus nel caso in cui il giocatore dovesse restare a Torino per almeno tre anni. Poi ci sono altri bonus: 500mila euro dopo dieci partite, stessa cifra dovrà essere versata per la qualificazione in Champions e dopo dieci gol. Inoltre, il club argentino ha diritto al 50% sull'incasso di una eventuale futura vendita. Queste condizioni sono legate ad una opzione che la Juve eserciterà entro il 24 aprile. (Tuttosport.com)

domenica 19 marzo 2017

Allegri applaude la Juve. Un altro pezzo di scudetto

Un successo pesante quello ottenuto sul campo della Sampdoria per la Juventus, che blinda il distacco sulle inseguitrici. I campioni d'Italia vogliono chiudere prima possibile i giochi in campionato, con il sesto titolo consecutivo sempre più vicino, per concentrarsi poi su Coppa Italia e - soprattutto - Champions League. «Vittoria che sa di Scudetto? Tre punti Scudetto no, ma è stato un passo in avanti importante. Era fondamentale vincere questa gara perché dopo la sosta avremo il Napoli. Abbiamo fatto uno dei primi tempi più belli della stagione, per intensità e per occasioni create. Nella ripresa abbiamo concesso un paio di occasioni evitabili se fossimo stati più attenti, dovevamo gestire meglio la palla ma ho visto una buonissima condizione fisica della squadra. Abbiamo fatto anche pochi falli, solo tre, e ogni tanto qualche fallo di contatto serve all’interno di una partita». Il discorso vira poi sul digiuno del 'Pipita' e sull'infortunio della 'Joya', con il tecnico che non pare preoccupato: «Higuain ancora senza gol? Ha fatto una buona partita, ha lavorato tantissimo, ha corso molto, non ha segnato ma troverà il gol nelle prossime sfide. Ha giocato bene, così come chi è entrato dopo come Lemina e Lichtsteiner: avremo bisogno di tutti i giocatori per questo finale di stagione. L’infortunio di Dybala? Ha sentito indurire dietro la coscia ma non dovrebbe essere niente di preoccupante. Lui è un giocatore che ha caratteristiche uniche tra le linee, Pjaca non ha quel tipo di gioco nelle sue corde. Nervoso per l’episodio con Dani Alves a terra? La palla era nostra e dovevamo buttarla fuori. Sono malizie che qualche ragazzo deve ancora avere, dobbiamo migliorare in questi atteggiamenti».

Buffon nella storia: è record di minuti con la Juventus

Gianluigi Buffon sempre più nella storia bianconera. Il portiere e capitano della Juventus e della Nazionale, al 65° della sfida di oggi in casa della Sampdoria, ha superato un'altra leggenda, Giampiero Boniperti, nella classifica dei giocatori del club con più minuti in campo in Serie A. Buffon ha superato i 39.680 collezionati dall'ex capitano e presidente della Juventus, stabilendo l'ennesimo primato della sua straordinaria carriera: 39.681, più i 30 restanti della sfida con i blucerchiati.

Sampdoria-Juventus 0-1. Basta un gol di Cuadrato

Allegri urla, la Juventus vince. Non necessariamente in quest’ordine, perché i bianconeri battono la Sampdoria nel primo tempo, poi fanno arrabbiare il loro tecnico con una prestazione più distratta e meno cattiva nella ripresa. Ma intanto la marcia, pesante come una sfilata di cingolati, continua, annichilendo chi vuole inseguire: neppure il pensiero, immanente, della grande sfida con il Barcellona, l’idea della pausa nazionali imminente e i primi caldi riescono a far scivolare la Juventus. La mettono in difficoltà, la fanno sudare un po’ più del normale, ma alla fine la squadra va e anche con il motore al minino (e il volume di Allegri al massimo) passa e mette un altro importantissimo mattone scudetto. La Juventus del primo tempo è quella che sognava Allegri: determinata e concentrata, dopo un paio di infilate prese (inizio sprint di Quagliarella), dal 3’ torna padrona della partita, va in vantaggio al 7’ con una rete spettacolare di Cuadrado (che incorna un cross di Asamoah) e crea almeno altre tre occasioni da gol (una delle quali clamorosa, con Higuain che caduto davanti alla porta di Puggioni salva un tiro a botta sicura di Dybala), subendo solo un tiro da fuori di Bruno Fernandes parato bene da Buffon (da oggi lo juventino che ha giocato più minuti dell’intera storia bianconera). Funzionano bene Asamoah a sinistra e Dani Alves a destra per fare ripartire l’azione, aggirando il pressing centrale della Sampdoria; Pjanic e Khedira sono ispirati e ispirano; Higuain è solo sfortunato ma è sempre al posto giusto; Dybala fa l’inventore di giocate. E’ una Juventus frizzante, che sa anche controllare la partita e annulla la Sampdoria, tenuta in piedi solo dalla voglia di Quagliarella. Qualcuno inizia ad andare storto con l’infortunio di Dybala, al posto del quale entra Pjaca, discreto in fase di possesso, distratto e svogliato in fase difensiva (in arrivo urlacci di Allegri). E’ la mezzora del primo tempo e la Juventus della ripresa inizia a creare con meno continuità e fantasia, soffre le iniziative della Sampdoria, ha una sola occasione con Higuain, per altro in offside. Allegri lo capisce, si arrabbia, schiera la squadra con un più coperto 4-4-2, lascia Higuain e Mandzukic davanti, toglie Cuadrado e mette Lemina. La Juventus tiene, ma la partita è bruttina, la Samp riprende il coraggio che aveva perso nella prima parte, sale in nervosismo con Dani Alves protagonista: prende calci, anche brutti, risponde, provoca, rischia, è sempre al limite. Allegri finisce con il 4-3-3, togliendo Higuain: è un modo per cercare di controllare la partita, che è tutt’altro che salda nelle mani della sua squadra. (Tuttosport.com)

Elkann: «Agnelli resterà alla guida. Juventus estranea»

"Sono certo che la piena disponibilità della Juventus a collaborare con la giustizia farà emergere la totale estraneità della Società agli addebiti mossi". Lo afferma John Elkann, presidente di Exor, holding della famiglia Agnelli proprietaria della Juventus. "Desidero ribadire la mia totale fiducia - sottolinea - nell'operato di mio cugino Andrea, che ha guidato la Società e il suo gruppo dirigente fino ad oggi, e che continuerà a farlo anche in futuro".

Juve, Agnelli contro la Procura Figc

Agnelli sta per affrontare un’altra battaglia contro la Figc. In una conferenza stampa convocata di fretta, un’ora e mezza dopo aver ricevuto il deferimento della Figc per la nota questione dei biglietti agli ultrà e la del tutto presunta collaborazione con la N’drangheta. Anzi proprio il fatto che la Figc non abbia indicato le irregolarità nella “vendita dei biglietti”, l’unica vera irregolarità contestabile alla luce dell’inchiesta della Procura di Torino, ha fatto scattare l’ira del presidente della Juventus. Perché la Procura Federale, che oggi ha notificato il “rinvio a giudizio sportivo” per Agnelli, l’ex capo del marketing Calvo e il security manager D’Angelo, ha svolto le sue indagini sulla base delle carte della Procura di Torino, che non ha mai indagato i dipendenti della Juventus e il suo presidente, considerandoli solo testimoni ed escludendo qualsiasi responsabilità. E’ quindi curioso che la Figc, invece, legga nelle carte una «collaborazione» che Agnelli nega nei nove minuti di dichiarazione alla stampa, letta con voce tesa e visibilmente alterata.

venerdì 17 marzo 2017

Champions, la Juventus pesca il Barcellona

Dunque, sarà Juventus-Barcellona la Guerra Stellare dei quarti di finale di Champions, rivincita della finale di Berlino di due anni fa. Ecco gli altri accoppiamenti, usciti dall’urna di Nyon, casa Uefa: Bayern Monaco-Real Madrid, Borussia Dortmund-Monaco e Atletico Madrid-Leicester. I bianconeri giocheranno la prima partita allo Stadium, martedì 11 aprile, ritorno al Camp Nou, mercoledì 19 aprile. Il primo commento è quello di Pavel Nedved, vicepresidente bianconero: «Rispetto alla finale di Berlino siamo cresciuti e credo che magari questa partita arrivi al momento giusto». Niente paura, insomma: «La Juve deve guardare se stessa - dice ancora il vicepresidente bianconero -. Noi dobbiamo rispettare il Barcellona come dovuto, ma non troppo perché poi arriva la paura e non va bene. Io credo che la nostra squadra sia all’altezza del Barcellona». Morale: «Sfida affascinante, ma per batterli bisognerà dare il massimo». I precedenti: in nove confronti, la Juventus si è imposta quattro volte contro le tre dei catalani (l’ultima è la finale di Champions League nel 2015, 3-1). Due i pareggi. (LaStampa)

mercoledì 15 marzo 2017

Juve vola ai quarti di Champions League

Per la seconda volta in tre anni la Juventus è tra le otto migliori squadre d’Europa. La squadra di Massimiliano Allegri ha liquidato il Porto con più facilità di quanto dica l’1-0 e ora attende il sorteggio di venerdì per conoscere la sua avversaria nei quarti di finale. La formazione bianconera allo Stadium non si accontenta di gestire il 2-0 ottenuto all’andata e nei primi tre minuti va al tiro due volte, con Higuain di testa e Dybala di destro, senza però impensierire Casillas. Il Porto invece, nonostante la presenza di due attaccanti veri come André Silva e Soares, conferma l’atteggiamento attendista del Dragao e al 6’ la Joya va di nuovo alla conclusione, stavolta di sinistro da fuori area, ma ancora fuori misura. Guarda già avanti Max Allegri dopo la vittoria sul Porto. "Ora vedremo cosa ci dirà l’urna: andremo ad affrontare squadre importanti e dovremo migliorare rispetto al secondo tempo di oggi, dove siamo stati poco efficienti. Siamo partiti bene, facendo una gara intelligente, mentre nella ripresa, nonostante la superiorità numerica, abbiamo fatto il contrario di Oporto: in queste situazioni o si attacca con velocità e pressione oppure si sta dietro e la si fa girare fino alla noia, finché non si trovi il pertugio. Invece, non abbiamo fatto nessuna delle due: siamo stati molto bravi nel primo tempo e meno nel secondo. Per fortuna è capitato oggi e che avevamo la qualificazione in controllo, ma per il futuro dovremo lavorare su questa situazione". (Tuttosport.com)

domenica 12 marzo 2017

Juve, Zaza ora è obbligatorio il riscatto del Valencia

«Zaza? E' già un nostro giocatore e dopo questa mezza stagione avrà altri quattro anni di contratto. Vogliamo sfruttarlo al massimo: ci aspettiamo che segni tanti gol e ci renda felici in ogni partita». Questo aveva detto José Ramón Alesanco qualche giorno fa al quotidiano iberico 'Marca' e il direttore sportivo del Valencia è stato di parola. L'attaccante è stato infatti schierato titolare nella gara casalinga contro lo Sporting Gijón (finita 1-1), arrivando così a quella decima presenza che da accordi presi a gennaio (quando Zaza lasciò il West Ham per approdare nella Liga) farà scattare automaticamente a giugno il riscatto da parte degli iberici alla cifra di 16 milioni di euro. Un 'tesoretto' prezioso per la Juventus, che sta già pianificando il calciomercato estivo.