sabato 19 maggio 2018

Juve, Allegri: «Serve gente con voglia e stimoli. Pjaca torna»

Nella conferenza stampa del prepartita Massimiliano Allegri si era tolto qualche sassolino dalla scarpa. Dopo l'ultimo atto di campionato contro il Verona, l'allenatore della Juventus si dedica soprattutto agli elogi: «E' l'anno dell'orgoglio, perché abbiamo trovato un Napoli che può fare 91 punti - ha dichiarato ai microfoni di Sky -. C'è da fare i complimenti anche a loro. Abbiamo fatto una stagione importante e non era semplice perché tutti gli anni dobbiamo combattere su tutti gli obiettivi. Le due settimane importanti sono state quella prima di Napoli all'andata, e quella dopo il Napoli al ritorno. Si è vista la forza mentale di questa squadra: siamo partiti per Milano consci del fatto che loro avrebbero sbagliato un colpo e loro infatti l'hanno sbagliato a Firenze».

Juve, la storia di Buffon in bianconero finisce al 63'

«La Juventus sostituisce il numero 1 Buffon...». Lo speaker scandisce le parole con la voce rotta dalla commozione perché sa di far calare il sipario su un'era. Il magnifico romanzo di Gigi in bianconero tramonta allo scoccare del 63' minuto di Juventus-Verona, una gara che finisce di diritto nella storia del calcio italiano. L'ennesima senza subire reti, anche se poi un gol lo piglierà il suo sostituto Pinsoglio. Allianz Stadium, ore 16.21 del 19 maggio 2018: tutti i tifosi in piedi, 84mila mani non smettono di applaudire, gli occhi sono velati dalle lacrime, il capitano esce dal rettangolo di gioco senza dimenticare di salutare nessuno. Poi si siede in panchina e scoppia in un pianto liberatorio, dando l'impressione di non sapere come smettere di fare uscire le lacrime. Gigi respira profondo, chiude gli occhi, dice qualche parola e quando li riapre, il suo volto è il ritratto della felicità. Nella sua mente scorrono i ricordi di 6111 giorni di Juventus. I tifosi gridano "Gigi sotto la curva", Buffon però rimane in panchina poco più 5 minuti, poi va negli spogliatoi pochi secondi a far sedimentare i brividi e a cambiare maglia per preparsi ai festeggiamenti. Al rientro in campo stringe le mani a tutti in prima fila, ascoltando tutti gli incoraggiamenti dei tifosi che lo riempiono di sciarpe, rigorosamente bianconere. E' la degna conclusione di 17 anni magici: la certezza è che, indipendentemente da cosa riserverà l'immediato futuro, ci saranno altri capitoli da scrivere in bianconero per Gigi Buffon. (Tuttosport.com)

Juventus-Verona 2-1. Bianconeri raggiungono quota 95 punti

Bisognerebbe volarci intorno per capire quanto è immenso il monumento sportivo scolpito della Juventus in questi sette anni, che dal basso non si comprende fino in fondo cosa significhi vincere sette scudetti consecutivi (unendoci quattro coppe Italia). O forse allontanandosi, con il tempo, si avrà una più lucida percezione della grandezza dell’impresa juventina: quando, tra vent’anni, si capirà che solo progettare l’assalto a un simile record provocherà vertigini. E’ il giorno della festa, la settima consecutiva, tra il godimento per uno scudetto sofferto e combattuto e la commozione per l’addio a Gianluigi Buffon, che di quel monumento sportivo ha costruito e fortificato le fondamenta. E’ un pomeriggio di sole, pioggia e mani che bruciano per il tanto battere. Gozzoviglia di emozioni con la ceralacca di qualche lacrimuccia versata sia in campo che sugli spalti per smentire il cinismo di un calcio affarista e mercenario. Ci sono ancora ragioni per commuoversi, bisogna solo cercarle meglio e tra l’erba di questo fortunatissimo impianto, che è lo Juventus Stadium, se ne trovano parecchie da sette anni a questa parte. Oggi pomeriggio, per esempio, si è pure assistito a una partita godibile, non certo combattuta, ma di sicuro giocata di fino. La Juventus che cerca raffinatezza e scatena Douglas Costa, il Verona che si difende senza troppa cattiveria agonistica. Dopo un primo tempo divertente, ma senza gol, la Juventus passa in vantaggio al 4’ con Rugani che effettua un tap-in dopo l’ennesimo slalom di Douglas Costa. Tre minuti dopo è Pjanic a suggellare il risultato con una punizione in modalità Platini: parabola pitturata a saltare la barriera con portiere avversario pietrificato. Il momento del saluto a Buffon arriva al 18’ st e spacca la partita in due. Per cinque minuti la gente applaude, piange, applaude, piange, urla slogan per il numero uno, che nel frattempo saluta compagni, riceve l’omaggio degli avversari e si accomoda in panchina, emotivamente molto provato. Da lì in poi si tira a campare. C’è gloria per l’eco granata Cerci che segna a Pinsoglio (il terzo portiere che riceve la sua meritata mezzora di gloria) il gol del 2-1. E ci sarebbe anche per Lichtsteiner, l’altro che saluta e al quale viene regalato dalla squadra il rigore concesso a 6 minuti dalla fine. Il primo gol in questo stadio fu proprio opera dello svizzero, che ha sui piedi il pallone con cui chiudere l’ennesimo ricamo del destino. Il tiro è molle, viene parato. Non cambia niente, la festa continua lo stesso. (Tuttosport.com)

martedì 15 maggio 2018

Juve, Spinazzola ko: menisco. Presto l'operazione

Non sembra alla fine il calvario Leonardo Spinazzola, che con ogni probabilità nelle prossime ore sarà sottoposto a intervento chirurgico. L'esterno della Juventus, in procinto di terminare il prestito biennale all'Atalanta, non gioca da quasi due mesi per un problema ai legamenti del ginocchio - simile a quello che ha superato Bernardeschi senza intervento chirurgico - accusato in nazionale il marzo scorso. I nuovi accertamenti medici avrebbero però rivelato la rottura del menisco. Un problema grave, da risolvere con un'operazione, ma meno grave di una rottura dei legamenti che avrebbe costretto il giocatore a uno stop di oltre sei mesi tra intervento, riabilitazione e rientro. La sospetta rottura sarà valutata domani a Villa Stuart dal professor Mariani, in caso di conferma sarà immediata l'operazione. (Tuttosport.com)

Buffon, giovedì conferenza stampa. Ancora incerto il futuro

E pensare che sul web c’è chi si è avventato in un pronostico senza precedenti. «Magari rinnova e resta alla Juventus» è il messaggio, Gigi Buffon “mister 11 scudetti” è il soggetto dell’auspicio succitato, mentre parte del popolo bianconero si sfoga pur di esorcizzare l’attesa dell’annuncio che tutti si aspettano e che nessuno si augura: il capitano, il numero 1 dei numeri 1, la chiude qui. Buffon, a meno che non cambi idea nel giro di quarantott’ore, smetterà e poi si prenderà un periodo di pausa per studiare un futuro prevedibilmente dietro la scrivania. Gigi avvierà la carriera dirigenziale. Nella Juve? Difficile, almeno nell’immediato. Nella Figc quale sorta di collante con i giocatori? Possibile. Nella Fifa, magari nella veste di consulente del presidente Gianni Infantino che vuole sempre più avvalersi di ex calciatori al suo fianco, come Zvonimir Boban attuale vicesegretario generale? E’ un’ipotesi altrettanto realistica. E poi spunta l’opzione che stupirebbe tutti: altro che abbandonare i guantoni, Buffon proseguirebbe la carriera agonistica altrove. Non al Boca Juniors che l’ha corteggiato a lungo, ma sicuramente in un club di alto rango. Percentuale di riuscita? Non più del 20%, considerato che Gigi in giacca e cravatta è un’immagine che piace molto ai vertici federali. E anche a lui, il più scudettato di tutti.

domenica 13 maggio 2018

Roma-Juventus 0-0. La squadra di Allegri è Campione d'Italia

Basta uno 0-0 con la Roma per dire sette. E' il punto che consente alla Juventus di mantenere il Napoli a una distanza incolmabile a 90' dalla fine e di festeggiare nuovamente all'Olimpico: mercoledì sera era stata la Coppa Italia vinta contro il Milan, stavolta è lo scudetto. Massimiliano Allegri centra la doppietta coppa-campionato per il quarto anno consecutivo mentre Buffon (seduto in panchina) si congeda dal calcio con il settimo titolo tricolore di seguito. Un'impresa che condivide con altri vecchi leoni come Chiellini, Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio. La partita non regala emozioni particolari, con due squadre ormai a un passo dai rispettivi obiettivi: lo scudetto per i bianconeri, la qualificazione Champions per i giallorossi, già certificata – comunque – dalla sconfitta interna dell'Inter con il Sassuolo. Di Francesco non regala sorprese al fischio d'inizio, mentre Allegri rinuncia all'ultimo minuto a Khedira, che alza bandiera bianca nel riscaldamento: dentro Matuidi. Nel primo tempo la Roma cerca di sfruttare alcuni errori in alleggerimento dei bianconeri, ma difetta nella mira, con le conclusioni alte di Dzeko e Nainggolan, mentre Under è contrato da Rugani al tiro. Per la Juventus una sola opportunità con Dybala al 35', il suo diagonale si spegne sul fondo. Emozioni ancor più rarefatte nella ripresa, caratterizzata dall'espulsione di Nainggolan che, in 5', riceve due ammonizioni, la seconda al 23' per una dura entrata su Dybala, che si era visto annullare un gol al 3' per fuorigioco. Alisson e Szczesny rimangono inoperosi, nel finale Tagliavento lascia continuare dopo spinta di Juan Jesus a Dybala in area, adeguandosi al clima di non belligeranza in campo. E dopo 2' di recupero è festa per la Juventus, un'abitudine ormai. Il vice presidente Nedved: se la Juventus ha rigenerato la propria fame è merito anche del Napoli: «Sono stati bravissimi, ci hanno dato uno stimolo in più. A inizio anno ho percepito nel nostro ambiente che non c'era la carica giusta, il che dopo sei scudetti è normale, ma poi è cresciuta la volontà di dimostrare di poter essere più forti degli altri. E i complimenti vanno fatti anche alla Juve. Siamo degli animali, vogliamo vincere tutte le partite. Sappiamo che è impossibile ma cerchiamo di vincere tutto, non bisogna mollare niente. Forse il Napoli si è concentrato troppo sul campionato, noi non abbiamo snobbato nemmeno la Coppa Italia. Qui lavoriamo ogni giorno per ottenere dei risultati e questa Juve è una leggenda, vincere così tanto è una cosa disumana». (Tuttosport.com)

Juventus-Tavagnacco 4-0. Adesso spareggio con il Brescia

Non inizia nel migliore dei modi la partita per le bianconere, che quasi in contemporanea alla notizia secondo cui il Brescia è già in vantaggio, perdono Giuliani, che si infortuna dopo un'uscita alta. Ci pensa però Sofia Cantore, con un tocco sotto porta al 14', a togliere qualsiasi tipo di tensione e a mettere in discesa la gara per le bianconere. La Juve non soffre mai un Tavagnacco rinunciatario, che di fatto non si fa mai vedere in attacco, ma il punteggio, nonostante qualche buona occasione nel primo tempo, resta in bilico. L'accelerata decisiva arriva nel secondo tempo, con il grande ritorno in campo di Barbara Bonansea, che poco dopo essere entrata in campo spacca in due la partita con una doppietta micidiale, da attaccante pura, da campionessa assoluta. Minuti 63 e 82: questo il momento delle due reti di Barbara, che aprono la strada anche al gol del poker, a firma di Valentina Cernoia due giri di lancette dopo. Il resto è l'applauso del pubblico dell'"Ale&Ricky". E' il saluto dopo una stagione straordinaria e l'in bocca al lupo per il coronamento di un grande sogno tricolore. Rita Guarino: «Bravissime le ragazze a passare subito in vantaggio. Sono passati troppi minuti prima che tornassimo aggressive, ma poi abbiamo chiuso alla grande. Quindi bene. Molto brava Federica Russo, pronta, decisa e sicura in una partita molto difficile. E adesso lo spareggio: ci stiamo allenando nel migliore dei modi. L’obiettivo è vicino, siamo molto motivate». (Fonte, sito ufficiale - Juventus.com)

giovedì 10 maggio 2018

Juventus, Allegri: «Coppa meritata». Poi lo sfogo in tv

"Abbiamo vinto il primo trofeo, i ragazzi hanno fatto una partita straordinaria. Hanno meritato questa partita, con tutto il rispetto del Milan che ha fatto un buon primo tempo". Così Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, commenta ai microfoni della Rai la vittoria della Coppa Italia. "Un gruppo con uno spessore di valori tecnici e morali. Questa serata se la dovevano regalare per loro, dopo tante soddisfazioni per i tifosi e la società".  È soddisfatto Allegri al termina della finale di Coppa Italia, non potrebbe essere altrimenti: "Quando giocano seriamente, diventa dura. Hanno dimostrato di essere una grande squadra, un grande gruppo. Serviva molta calma. Nel primo tempo loro chiudevano tutti gli spazi, poi abbiamo trovato più linee di passaggio e la qualità tecnica è venuta fuori". Juventus che si appresta a concludere un'altra stagione straordinaria, per ora con la 13esima Coppa Italia. "Ora festeggiamo la Coppa, poi ci prendiamo lo scudetto per concludere una stagione anche quest'anno bellissima", ha concluso Allegri. «In una stagione ci sono state varie discussioni, si parla di rapporto incrinato, ma che c'è di incrinato? - ha detto ai microfoni della Rai - Non siamo al massimo, abbiamo perso due finali di Champions, non c'è costruzione finita. Fate domande assurde. Bisogna vincere il campionato e poi combatteremo per il prossimo campionato. La gente è permalosa, non parlo più, non vuole capire che nel calcio ci sono imprevisti, come nel Monopoli. Ma sbaglierò, parlate tutti con lo stampino e nello stesso modo. Sono molto lucido a differenza vostra che non lo siete. Ho molta pazienza, ma vi aspetto tutti al varco, tutti. Non sento di essere vicino alla fine, perchè mi diverto ad allenare. Ora bisogna cercare di vincere il campionato, poi l'anno prossimo ci sarà di nuovo da combattere».

mercoledì 9 maggio 2018

Juventus-Milan 4-0 è Coppa Italia al cielo. Sempre più Allegri

Nello splendido scenario dell’Olimpico di Roma, la Juventus di Allegri batte 4-0 il Milan e alza al cielo la quarta Coppa Italia consecutiva, la 13ª della sua storia, un record tra i record. In attesa del settimo scudetto di seguito, i bianconeri demoliscono i rossoneri e entrano sempre più nella leggenda del calcio italiano. Succede tutto nella ripresa dopo un primo tempo equilibrato me senza gol. La sblocca Benatia che di testa sorprende un'immobile difesa rossonera al 56', poi tocca a Flash Douglas Costa approfittare di una clamorosa papera di Donnarumma e ancora al marocchino che sigla la sua doppietta personale sempre su incredibile svista del portiere campano (perde la presa e viene trafitto di nuovo dal difensore). Il poker è un'autorete di Kalinic a sigillare una ripresa disastrosa, piena di errori e scivoloni per la squadra di Gattuso. Gode la Juve, gode Buffon sempre protagonista e per di più in un torneo che lo ha visto nelle ultime stagioni guardare i compagni dalla panchina. Nell'anno dell'addio, invece, tocca a lui che para tutto e trionfa con i compagni: fuoriclasse fino alla fine, come da motto juventino. E' la Coppa di Allegri, tra i top della panchina bianconera, vincente tra i più vincenti. E' la Coppa di Benatia, killer devastante. E' la Coppa di Douglas, il brasiliano che spacca le partite. E' la Coppa del Dybala che si sveglia all'improvviso e conclude da ogni posizione. E' la Coppa di Mandzukic e di Khedira, i guerrieri. E' la Coppa del muro Barzagli, invalicabile. E' la Coppa di tutti i bianconeri, che nel momento clou della stagione tirano fuori le residue energie per mettere in bacheca altri trofei: prima la Coppa Italia, appunto, poi sarà ancora scudetto. Milan bocciato clamorosamente dopo i primi buoni 45', poi il crollo. E crolla Donnarumma che si allontana definitivamente: il peso del mercato, delle attenzioni, delle esagerazioni nei suoi confronti lo sgretolano. E' giovane, dovrà ripartire con altro atteggiamento e con altre basi tecniche. Magari dall'estero, e con più tranquillità emotiva. (Tuttosport.com)

Juve, finale Coppa Italia. Chi la alza guadagna 6 milioni

Non è la Champions League, così munifica visto che il montepremi totale è di un miliardo e 300 milioni di euro. Non è l’Europa League, “sorella minore” tra le competizioni Uefa, che distribuisce comunque 399,8 milioni ai club partecipanti. Però, nel suo piccolo, la Coppa Italia non regala soltanto un titolo e il blasone, ma pure discreti premi in denaro che la Lega distribuisce a chi arriva all’ultimo atto. La squadra che questa sera alzerà la Coppa nel cielo di Roma si metterà in tasca un bottino di quasi sei milioni mentre l’altra finalista incasserà un milione e mezzo in meno: non si tratta di numeri straordinari, ma restano importanti perché equivalgono grosso modo allo stipendio di un big. Nel dettaglio, alla vincitrice vanno 3,9 milioni e alla perdente 2,5: si tratta delle somme di ogni passaggio di turno fino all’atto finale all’Olimpico. A questa somma occorre poi aggiungere i proventi dal botteghino della finale, cioè dalla vendita dei biglietti dell’Olimpico: il 45% andrà a ciascuna delle due squadre mentre il 10% lo intasca la Lega. Visto che l’incasso ammonta a 4 milioni, sono altri 1,8 milioni per i due club, che consentono di far lievitare il monte premi. Infine ci sono le quote - nell’ordine però di 2-300 mila euro per ogni finalista - dei diritti promo pubblicitari, vale a dire la pubblicità a bordo campo e la vendita dei palchi vip.

domenica 6 maggio 2018

Lichtsteiner saluta la Juventus: «Andrò all'estero»

Stephan Lichtsteiner è uno di quei giocatori che potrebbe festeggiare il settimo scudetto consecutivo in questa Juventus. "Quanto è vicino il tricolore? Difficile da dire, mancano tre punti. Adesso siamo concentrati sulla partita di mercoledì, stasera abbiamo fatto il nostro dovere. Il Napoli sta facendo una stagione straordinaria, noi dobbiamo vincere e non è semplice. Non ci aiuta neanche l'ambiente, è talmente abituato bene a vederci vincere che si aspetta che vada sempre così. Dove lo posiziono questo scudetto come importanza, fra i sette vinti? Lo dico quando è matematico...", ha dichiarato a Premium Sport non senza una nota polemica nei confronti dei tifosi. Il suo futuro, in ogni caso, è lontano dalla Juve: "Gioco in una delle squadre più importanti in Europa, la concorrenza c'è sempre. Ma il mio futuro sarà lontano dalla Juventus. Dove mi ha migliorato la Juve? Nella mentalità, tutta questa pressione e tutta questa voglia di vincere non le capivo prima. Poi anche a livello di gioco, perché alla Lazio difendevi negli ultimi venti metri. Futuro lontano dall'Italia? Sì, dove non posso dirlo perché non ho firmato niente". (Tuttosport.com)

Juve, Allegri: «Douglas Costa spacca le partite»

"Non è ancora fatta per lo scudetto, ma abbiamo fatto un grosso passo in avanti: ci mancano tre punti per la matematica". Così il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, dopo la vittoria sul Bologna che porta i bianconeri a +7 sul Napoli. "Il Bologna stasera ha fatto una buona partita - riconosce a Premium - si è difeso bene e noi ci abbiamo messo del nostro con quel pasticcio, per fortuna abbiamo reagito. Douglas Costa determinante? È uno di quei giocatori che fa la differenza, che spacca le partite: stanotte gli è nata la bambina, ha riposato poco e quindi l'ho fatto partire dalla panchina per sfruttarlo a gara in corso". "Dybala sotto i suoi livelli? Finché la partita non si è sbloccata era difficile per tutti, perché gli spazi erano molto stretti, ma nella ripresa ha fatto molto bene. Come arriviamo alla finale di Coppa Italia? Giocheremo contro un Milan che sta facendo grandi cose ultimamente, ma è una finale e ovviamente giocheremo per vincere, poi penseremo nuovamente al campionato".

sabato 5 maggio 2018

Juventus-Bologna 3-1. Douglas Costa firma la rimonta scudetto

Douglas Costa batte Bologna 3-1. Il peso del fuoriclasse brasiliano fa saltare per aria la bilancia della partita, sbattendone fuori il Bologna che fin lì stava combattendo in modo onorevole. È una Juventus in sofferenza totale: manca il fiato e la testa non è sempre lucida, ma il gruppo è unito, si aiuta, si aggrappa all’enorme cuore e si fa trascinare dai suoi fuoriclasse. Douglas Costa sicuramente lo è. Lo è in modo spettacolare (guardarsi la rabona di fine partita) e sempre più incisivo: è il giocatore più luccicante di questa stagione bianconera e illumina il futuro che può essergli costruito intorno. Lo scudetto adesso è più vicino e i suoi meriti non sono pochi. Inizia malissimo la Juventus, spenta nella testa e molle nelle gambe. Marchisio, Khedira e Matuidi non cuciono i reparti, Dybala è scollato dal resto della squadra e pare persino svogliato, comunque poco reattivo. Higuain si batte, ma non ha lo spunto e perde palloni che non avrebbe mai perso qualche mese fa. Cuadrado si muove ma è troppo spesso solo. In un quadro assai pasticciato arriva il vantaggio del Bologna: sbaglia clamorosamente Buffon nel far girare la palla per uscire dal pressing bolognese e il passaggio per Rugani è troppo corto, lo intercetta Crisetig e lo stesso Rugani nel tentativo di recuperare gli dà una spinta che, per quanto leggera, è decisiva a sbilanciarlo. Rigore ineccepibile, trasformato dopo 5’ di controlli Var (per decidere sull’espulsione di Rugani che alla fine prende il giallo). La Juventus va sotto e sostanzialmente lo merita. Il Bologna legittima il vantaggio chiudendo il tempo in modo brillante. Poi nella ripresa Massimiliano Allegri mette in campo Douglas Costa e l’equilibrio della partita si inclina in modo spaventoso: il Bologna va in salita e la Juventus, trascinata dall’ala brasiliana, scende in modo sempre più insistente e pericoloso. Raggiunge il pareggio con il goffo autogol di De Maio su cross di Cuadrado. Il Bologna ha un’ultima occasione con Kraft che davanti a Buffon si fa deviare sul palo il tiro, poi la Juventus prende possesso del campo. Douglas pennella un traversone michelangiolesco sul quale esce male Mirante e poi si avventa Khedira per buttarla dentro: 2-1. Il Bologna ha finito la benzina, la Juventus cerca il gol della sicurezza e lo trova con una combinazione Douglas Costa-Dybala: la Joya riscatta una serata difficile con un colpo di biliardo: 3-1 e altro pezzo di scudetto che si cuce sulle maglie. Ora a Roma la squadra di Allegri può anche perdere se nell’ultima giornata batte il Verona che oggi è ufficialmente retrocesso. (Tuttosport.com)