giovedì 19 aprile 2018

Juve, Allegri: «Preso un gol da polli. Col Napoli non firmo per il pari»

A bordocampo si è arrabbiato tantissimo perché vedeva una Juventus meno intensa del solito, ma dopo l'1-1 di Crotone, Allegri si presenta davanti ai microfoni ostentando grande tranquillità. «Un mese e mezzo fa avrei messo la firma per il +4 sul Napoli - ha spiegato l'allenatore bianconero -. Dopo il vantaggio dovevamo continuare a palleggiare senza forzare la giocata ma non ci siamo riusciti. Già nel primo tempo erano passati troppi palloni dentro l'area. Non eravamo in serata. Giocare qui è sempre difficile, abbiamo preso un gol da polli e abbiamo concluso poco o niente. Abbiamo fatto una partita non bella, ma i ragazzi hanno fatto il possibile. Ora bisogna pensare solo allo scontro diretto, ci prepareremo al meglio». Allegri non vuol sentire parlare di pareggio allo Stadium: «Col Napoli non firmerei per un pareggio, dobbiamo cercare di vincere. Vincendo abbiamo quasi vinto lo scudetto. Il campionato comunque non finisce domenica ma il 20 maggio. Stasera avevamo un'occasione importante per togliere energia al Napoli, domenica sarà una bella sfida. Chi in porta? Giocherà sicuramente Buffon».

mercoledì 18 aprile 2018

Crotone-Juventus 1-1. Domenica c'è il Napoli allo Stadium

La Juventus frena a Crotone: 1-1 con reti di Alex Sandro nel primo tempo e pareggio di Simy nella ripresa. Un punto quindi per la Vecchia Signora mentre il Napoli ne fa quattro contro l'Udinese. E adesso il distacco torna a 4 punti, in attesa dello sconto diretto di domenica sera allo Stadium. Saranno giorni di passione, sì. E di tirate d'orecchia. Lo scudetto si gioca anche sulle motivazioni e sui particolari. Juve e Napoli di fronte, alla resa dei conti. Magari con una Joya ricaricata. Allegri richiama all'ordine dopo la gara di Madrid: in mezzo spazio a Marchisio e Sturaro con Matuidi. Tridente con Douglas Costa, Higuain e Dybala. Nel Crotone con Simy, in gran forma, ci sono Rohden, e Diaby. Pre partita con Marotta che fa melina sul mercato: «Pogba e Morata? Non credo ai cavalli di ritorno ma ci sono anche le eccezioni. Fatta per Darmian? No, per niente». I campioni d'Italia cercano altri tre punti sulla strada del settimo scudetto consecutivo, e prima dello scontro diretto con il Napoli allo Stadium. Il Crotone reclama per un mano di Alex Sandro ma Fabbri lascia correre. La Juve  è pericolosa su cross di Lichtsteiner ma il Pipita non ci arriva. Anche Matuidi si spinge in attacco e conquista un angolo. E al 16' Alex Sandro la butta dentro anticipando un Crotone addormentato: il brasiliano di testa brucia tutti sul solito assist di Douglas Costa. E con la manina mima in... quattro, come le reti messe a segno in stagione.  Benatia è bravo a salvare subito dopo poi i padroni di casa non sfruttano il corner. Nel frattempo Allegri urla per il rilassamento dei suoi. E manda Cuadrado a scaldarsi. Higuain al tiro al 32, ma Cordaz c'è. Dall'altra parte Benatia anticipa il suo portiere di testa: niente di fatto però per i padroni di casa. Ancora il Pipita che tenta il colpo sotto per il pallonetto: il portiere del Crotone controlla. Che bravo Martella che ruba palla a Sturaro salvo poi fallire la conclusione dentro l'area. L'allenatore bianconero, di conseguenza, inveisce contro i suoi perché sono disattenti. Nel frattempo, il Napoli è sotto contro l'Udinese... Ci prova Douglas Costa: Flash tira alto. Ci prova Simy: Szczesny blocca. E Allegri batte i pugni sulla copertura della panchina. La Juve non fa la partita e il tecnico è furibondo. Si riprende con Martella pericoloso e la gara ha subito un buon ritmo. Higuain, servito da Dybala, viene murato. Calcio a due in area per il Crotone: Barberis si infrange sulla barriera. Poi, Sturaro va a un passo dal raddoppio bianconero. Dentro Bentancur per Marchisio al minuto 63. E al 65' ecco il par di Simy in rovesciata: da applausi. Alla Ronaldo tanto per dire... Bravissimo Cordaz su tiro fantastico da lontano di Matuidi. Higuain a colpo sicuri prende il portiere: la squadra di Zenga si salva. E' il turno di Cuadrado: va di testa ma senza fortuna. Si scalda Bernardeschi: prende il posto di Dybala. Il toscano mancava dal 18 febbraio per il guaio al ginocchio. La tensione è tanta, Buffon lascia il campo... E il collega Cordaz ha superlavoro. Lo stadio è una bolgia, Zenga invita il pubblico a trascinare la sua formazione. E finisce così: 1-1 che vuol dire speranza per i calabresi. Per la Juve un passo falso con il Napoli che torna  a -4. E ora lo scontro diretto. (Tuttosport.com)

domenica 15 aprile 2018

Allegri, senza l’infortunio di Pjanic non avrei inserito Douglas Costa

L'ingresso decisivo di Douglas Costa? Dobbiamo ringraziare Pjanic che si è fatto male perché magari in quel momento non avrei cambiato. Douglas e Higuain erano due giocatori che volevo mettere per cambiare la gara. Ho scelto il brasiliano per allargare la Samp". Così Massimiliano Allegri, allenatore della Juventus, dopo il successo sulla Sampdoria. Il tecnico non vuole parlare di scudetto ormai in tasca: "Allungo decisivo? Assolutamente no. Era importante vincere dopo Madrid e i ragazzi sono stati bravi perché non era facile dopo una gara dispendiosa come quella col Real", ha spiegato ai microfoni di Premium Sport. "Dovevamo essere attenti e giocare una partita intelligente: abbiamo aspettato il momento giusto e siamo stati bravi. Il Napoli sta facendo un grande campionato ed è ancora in corsa. Noi dobbiamo pensare a mercoledì, affronteremo una squadra che si sta giocando la salvezza e poi avremo lo scontro diretto: le prossime due sfide saranno quasi decisive per lo scudetto ma bisogna avere pazienza". Infine una battuta sul futuro: "Forse sono state travisate le mie parole. Ho solo detto che come sempre mi incontrerò con la società per programmare il futuro: ho un contratto fino al 2020 e c'è totale sintonia con la società. Quando finisce il campionato vado in vacanza e non penso neanche al mercato. A quello ci pensa la società".

Juventus-Sampdoria 3-0. Il Napoli scivola a -6

Non serve la rabbia di Madrid, basta la schiacciante superiorità tecnica della Juventus per asfaltare la Sampdoria e allungare sul Napoli a +6. Non suda neppure troppo la squadra di Allegri, fra lunghe pause e fiammate di un incredibile Douglas Costa che fa venire voglia, a chiunque guardi la partita, di fare il centravanti della Juventus: con degli assist così lo sfizio di un gol in Serie A è una cosa per tutti o quasi. Tra gli strameritati tributi degli spalti e qualche assestamento tecnico tattico dovuto all’inevitabile stanchezza psicofisica, il primo di tempo di Juventus-Sampdoria è il periodo di convalescenza che i bianconeri si concedono dopo Madrid. La calma di chi percepisce la propria superiorità, i tanti errori di chi ha lo spirito indolenzito dall’adrenalina di Champions e i muscoli un po’ pigri. Controlla, gestisce, ma non riesce a graffiare. Per contro non rischia mai. Howedes a destra svela il più misterioso giocatore della Juventus di quest’anno. Lo avevamo lasciato dopo 60 minuti da centrale a e lo ritroviamo questa volta sulla destra: bene in fase difensiva, male in quella offensiva, si vede che è un centrale riciclato. Dall’altra parte, per contro, Asamoha si danna, a volte esagerando e strafacendo. Dybala alterna spunti e sonnellini, Cuadrado pure. In mezzo tutto regolare Pjanic viaggia piano e si fa pure male alla fine del primo tempo. Ed è la svolta. Perché al suo posto entra Douglas Costa, lasciato lussuosamente in panchina, entra e in 25” impasta e sforna un pasticcino troppo goloso per Mandzukic che la butta dentro con facilità. La ripresa inizia esattamente come il primo tempo. La Juventus gestisce con allegriana calma, Douglas Costa se ne va in giro con due pennelli al posto dei piedi e dipinge un altro cross sul quale si avventa Howedes, un gol per li tocco fiabesco al pomeriggio del +6 sul Napoli. Ma Douglas Costa è ormai entrato in modalità incandescente e ogni volta che viene innescato inventa qualcosa di pazzesco: la fuga sulla destra al 75’ è roba da “Fuga per la vittoria” e la palla che mette in mezzo per Khedira è solo da spingere in porta. La Samp è stordita, frustrata dalla superiorità tecnica juventina, scava nell’orgoglio per trovare le energie necessarie a finire la partita, ma vede Buffon piuttosto da lontano. Tutti in piedi all'Allianz Stadium per capitan Buffon. Al capitano della Juventus, espulso per le proteste dopo il discusso rigore che ha eliminato la squadra dalla Champions League contro il Real Madrid, è stata tributata una vera e propria standing ovation dal pubblico bianconero, che ha anche accolto il suo primo intervento contro la Sampdoria con un lungo applauso. A invocare l'omaggio per il portiere, che subito dopo l'eliminazione non ha fatto mancare le critiche all'operato dell'arbitro, è stata la curva con un coro. (Tuttosport.com)

giovedì 12 aprile 2018

Juve, Agnelli: «Colpiscono sempre le italiane, serve il Var nelle coppe»

Non usa giri di parole Andrea Agnelli per manifestare la sua rabbia per l'arbitraggio di Michael Oliver che ha assegnato un rigore al Real Madrid nel recupero. «Forse qualche riflessione sul designatore e la sua vanità bisogna farla - ha dichiarato ai microfoni di Mediaset il presidente bianconero riferendosi a Collina - Per avere un’evidente imparzialità si va a colpire le italiane in maniera quasi scientifica. Un designatore che ha una responsabilità così alta forse va cambiato ogni tre anni in modo da non avere questa presunzione vista la nazionalità del designatore. Guardo gli episodi delle squadre italiane in questa stagione europea. Abbiamo la tecnologia per evitare questi errori, in qualsiasi stadio». La Juventus chiede a gran voce l'utilizzo del Var in Europa: «Abbiamo una serie di paesi che hanno implementato il var. Il processo di accelerazione del var a livello delle coppe deve essere portato avanti. Certi episodi significano non un gol ma andare avanti. Avevamo meritato di andare quanto meno al supplementare. Abbiamo la tecnologia per evitare questi errori. L'arbitro è andato in confusione totale. Un arbitro di questo livello deve aver guardato la gara d’andata, deve conoscere il contesto e le scelte prese nella gara d’andata, come il rosso eccessivo a Dybala. Spiace, rimane la prestazione dei ragazzi, rimane la consapevolezza che le rimonte si possono fare, l’Europa è questa, le partite sono diverse e gli episodi a volte sono favorevoli e a volte meno. I momenti vanno capiti e qui l’arbitro non ci ha capito proprio niente». (Tuttosport.com)

Juve, Buffon contro l'arbitro. E poi annuncia il ritiro

Gigi Buffon si presenta davanti ai microfoni di Mediaset ricolmo di rabbia. Il rigore dato nel recupero al Real Madrid è un episodio che il capitano bianconero non riesce ad accettare: «Era un'azione dubbia e al 93' dopo che all'andata non ci hanno un rigore netto nel finale. Ci vuole del cinismo per infrangere il sogno di una squadra che ci ha messo l'anima. Se hai il cinismo di fischiare un rigore così al 93' non sei un uomo, sei un animale. Questo arbitro non ha la personalità adeguata per calcare questi palcoscenici. Se non hai la personalità, te ne stai in tribuna con tua moglie. Non puoi condizionare un'impresa che era epica. Non si può fischiare un episodio dubbio, devi avere la sensibilità di capire il disastro che stai facendo. E' una questione di sensibilità: non sai dove sei, che squadre si affrontano, non sai veramente un c..! Il Real Madrid ha meritato di passare e vincerà la Champions. Gli faccio i complimenti, sono dei grandissimi, ma noi meritavamo di andare al supplementare». Poi in zona mista Buffon ha di fatto annunciato il suo ritiro a fine stagione: «Il dispiacere più grande di smettere di giocare è di lasciare questi ragazzi - ha dichiarato ai microfoni di Jtv il portiere bianconero, visibilmente commosso - però la vita va avanti. Spero di aver trasmesso qualcosa e che ne facciano tesoro». (Tuttosport.com)

mercoledì 11 aprile 2018

Juve fuori al 97'. Il rigore di Ronaldo la condanna: 1-3. Buffon espulso

Nessuna rimonta completa, nessuna impresa stile Roma. Ma a Madrid la Juve la sfiora e cade solo al 97' su rigore, con il suo capitano espulso. La squadra di Allegri merita un "grazie lo stesso" enorme perché ha giocato una partita enorme nel ritorno dei quarti di Champions: 3-0 con Mandzukic, Mandzukic e Matuidi. Fino allo scadere, un dominio con resistenza eroica e con Buffon superlativo. Fino al 93', appunto. Quando si aspettano i supplementari perché è ribaltato lo 0-3 dello Stadium. Ma una palla in area cambia tutto quando mancano trenta secondi alla fine: Benatia entra un po' irruento con la gamba alta su Vazquez, l'arbitro Oliver fischia il rigore dubbio. Buffon perde la testa, non ci sta e viene espulso. In porta tocca quindi a Szczesny che però è trafitto da Cristiano Ronaldo dopo minuti di attesa: 1-3 e per il Real è il gol qualificazione dopo una gara da incubo. Zidane quasi non esulta, il vertice Juve è a bordo campo: Nedved torna Furia Ceca, Agnelli è scuro in volto e se la prende con il designatore Collina. Esulta il Bernabeu, svegliato da un incubo: il Real poteva fare la fine del Barcellona, si è salvato con Cr7 e grazie a un'ingenuità di uno juventino, dopo una gara perfetta (in realtà è tutta la difesa che gestisce male l'azione). Il calcio è anche questo. Ma per la Juventus è una beffa incredibile. Un finale immeritato. Così come Buffon non merita di chiudere la carriera in Europa marchiato col cartellino rosso.

sabato 7 aprile 2018

Juve, Allegri: «Necessario ricaricare le batterie»

Una vittoria scontata alla vigilia, ma arrivata con qualche sofferenza di troppo e con due gol subiti, dopo sei partite esterne senza subirne. Allegri si prende i tre punti in questo delicato momento: «Dobbiamo fare i complimenti al Benevento per la gara che ha fatto ma anche alla Juve per la partita vinta. Abbiamo iniziato molto bene, poi dopo il vantaggio ci siamo un po’ seduti. Era importante tornare subito alla vittoria dopo la Champions, abbiamo preso i 3 punti faticando e soffrendo. Dobbiamo ricaricare le energie perché ci aspetta un mese intenso, con il campionato, la finale di Coppa Italia e il ritorno di Champions. Questa era la gara più difficile perché arrivava dopo la partita col Real». Su Dybala: «Ha parlato di giorni difficili? Quando prendi una scoppola come abbiamo preso noi, bisogna essere forti per archiviare e guardare avanti. E poi bisogna avere una rabbia dentro per le gare successive. Già col Milan avevamo subito troppi tiri, col Real abbiamo preso 3 gol e oggi è successa la stessa cosa. In un’azione sola abbiamo preso quattro tiri in porta. Bisogna riassestarci e migliorare perché in questo momento subiamo troppi tiri in porta ma nell’arco di una stagione capitano questi momenti, altrimenti non prenderemmo mai gol. Dybala si è riscattato dal dischetto? Ha fatto una buona prova, durante la sosta ha lavorato bene fisicamente e infatti ora ha una gamba e una corsa che prima non aveva».

Benevento-Juventus 2-4. Tripletta di Dybala e gol di Douglas Costa

Quattro gol, di cui due bellissimi, due clamorose dormite difensive, ma soprattutto tre punti. Il dopo-sbronza Real lascia qualche strascico sulla Juventus nel caldo di Benevento, ma alla fine la trappola (perché era una trappola) viene evitata in modo brillante dalla squadra di Allegri, che corrobora il morale con un 4-2 che suona bene, forse meglio di quella che è stato il sound della partita, ma è un chiaro segnale di salute generale della squadra nonostante tutto e nonostante tutti. E’ notevole soprattutto l’approccio alla partita. A tre giorni da un quarto di finale di Champions League contro Cristiano Ronaldo, la squadra si ritrova al Vigorito contro undici indemoniati che non hanno niente da perdere e a cui basta poco in questo contesto per entrare nella storia. Ma è una Juventus concentrata e assale il Benevento con cinismo e trova il gol con uno splendido tiro a giro di Dybala, lasciato incoscientemente libero al limite dell’area. Ma bella è l’azione, con Alex Sandro che scende a sinistra e, finalmente, punta l’uomo e inventa la giocata che poi arriva al tiro di Dybala. Esattamente quello che doveva fare con il Real e non ha fatto. E, attenzione, non c’entra chi hai davanti dal punto di vista tecnico, forse psicologico, perché è una questione di volontà e convinzione. A quel punto (16’), però, la Juventus ripete l’errore che è diventato una preoccupante costante di questa stagione: dopo il gol arretra, giochicchia, si affloscia l’agonismo. E prende il gol. Lo segna Diabaté che approfitta di una dormitona della difesa, che fa permette il cross di Guilherme e lascia in gioco il bomber (vedi Rugani incerto sul da farsi). E’ la solita solita storia: la Juventus si risveglia e torna sotto. Prima segna un gol, pazzesco, con Mandzukic che, tuttavia, se lo vede annullare per un fallo di mano (molti dubbi, a partire dalla spinta che caccia giù il croato che scivolando tocca la palla con il braccio salvo poi mandarla in rete da terra con il destro). Poi insiste e si vede assegnare un rigore per un fallo, netto, su Pjanic. Ci vuole il var, ma viene fischiato. Lo batte Dybala e riporta in vantaggio la Juventus. Nella ripresa, però, si riaddormenta la Juventus, coccolata dal tepore e con un Mandzukic che sbaglia tanto, forse troppo, un Marchisio atleticamente moscio e una fase difensiva svagata come un adolescente a primavera. E viene punita da uno stacco di Diabatè che supera un Benatia confuso: 2-2. Allegri sta per lanciare la giacca, ma alla fine preferisce lanciare Douglas Costa (per Cuadrado) e Higuain (per Mandzukic). E la partita cambia, la Juventus impone la superiorità tecnica e prende un altro rigore sacrosanto (fallo su Higuain) che Dybala trasforma con freddezza, firmando la tripletta. Poi Douglas Costa inventa un capolavoro da destra con un tiro a rientrare di violenza e precisione sublimi. Il Benevento viene stordito e la Juventus porta a casa un successo che vale un altro importante passo verso lo scudetto. (Tuttosport.com)

mercoledì 4 aprile 2018

Juve, Allegri: «Per un'ora abbiamo fatto una buona partita»

I 3 gol sono un colpo difficile da assorbire per la Juventus ma dopo la gara contro il Real Madrid Allegri prova a sottolineare anche gli aspetti positivi della prestazione dei bianconeri. «Quando giochi contro questi giocatori devi essere assistito da un pizzico di fortuna e devi trovarli in serata negativa - ha spiegato l'allenatore della Juventus -. Per un'ora abbiamo fatto una buona partita, questa sera ci è andato tutto storto. Abbiamo avuto occasioni e non ho assolutamente niente da rimproverare ai ragazzi. Dobbiamo ripartire subito e pensare da domani al campionato. Sono dispiaciuto per il terzo gol, dovevamo chiudere la partita sullo 0-2. Dopo che siamo rimasti in 10 la partita è diventata quasi impossibile». (Tuttosport.com)

Cristiano Ronaldo, Standing ovation? Grazie ai tifosi della Juventus

«È stato un grande gol, non mi aspettavo di segnare così». Non ci crede neanche lui. Cristiano Ronaldo si gode la gioia per la straordinaria rovesciata che ha steso la Juventus nell’andata dei quarti di Champions. «Credo sia stata una partita fantastica, abbiamo fatto tre reti contro una squadra che gioca bene – ha detto il portoghese a Premium Sport -. Sono felice di aver aiutato la squadra, è stata una grande notte. La standing ovation? Un momento incredibile, grazie ai tifosi della Juventus. Quello che hanno fatto per me è stato fantastico. Non è mai successo nella mia carriera».

martedì 3 aprile 2018

Champions, Juventus-Real Madrid 0-3. Immenso Ronaldo

Cristiano Ronaldo passeggia sui resti della Juventus: 3-0 del Real allo Stadium e semifinale di Champions prenotata dai campioni d'Europa. Due volte il Pallone d'oro, tris di Marcelo sui bianconeri rimasti in dieci per l'espulsione di Dybala. Ecco la sintesi di una gara a senso unico, decisa da subito, dal fuoriclasse dei fuoriclasse. Non sono passati neanche tre minuti e subito va a segno: per la squadra di Allegri si fa durissima. Nella ripresa, il bis del portoghese e poi la punizione del tris con il terzino brasiliano. La differenza la fa chi ha in campo Cr7, ovvio. Ma anche gli altri non sono male, a partire da Kroos, che si stampa sulla traversa, per finire a Isco, mister fantasia. Questa volta, al tecnico dei campioni d'Italia non riescono le "allegrate": fuori Matuidi, Bentancur affoga nell'inesperienza. E affoga anche Chiellini, accerchiato dai fenomeni. In realtà, affoga tutta la Juve, con gli argentini che steccano: Higuain è nervoso più che preciso, la Joya non ha il guizzo e finisce anzitempo negli spogliatoi. Ma alla fine, tutto torna al principio, a Cristiano Ronaldo, il numero uno applaudito anche dai tifosi avversari, l'extraterrestre che ricambia con un cenno di assenso. Il più bravo è lui, vederlo vale il prezzo del biglietto. La Juve non ha un giocatore simile, che sposti gli equilibri, e paga dazio, anche più del dovuto. Il ritorno, così, pare segnato, ma al Bernabeu bisognerà giocare quantomeno con orgoglio. E ora sotto di nuovo con le sfide scudetto, obiettivo numero uno, a questo punto della stagione, per il club di Andrea Agnelli. (Tuttosport.com)

domenica 1 aprile 2018

Allegri, il campionato è ancora lungo. C'è bisogno di tutti

C'è ovviamente grande soddisfazione in casa Juventus dopo il 3-1 rifilato al Milan allo Stadium. Un successo che consente alla capolista di Massimiliano Allegri di volare a +4 sul Napoli (frenato sull'1-1 in trasferta dal Sassuolo) e di avvicinarsi con più entusiasmo all'andata dei quarti di Champions League contro il Real Madrid in programma martedì a Torino. «Era importante tornare alla vittoria, specialmente contro un Milan che anche stasera ha dimostrato di essere una buona squadra - ha detto il tecnico nel corso del programma “Serie A Live” in onda su Premium Sport -. Siamo andati in vantaggio, poi abbiamo calato il ritmo e siamo andati un po’ in difficoltà, ma abbiamo mantenuto la calma e abbiamo trovato il nuovo vantaggio che poi ci ha portato alla vittoria. Il campionato è ancora lungo, ma siamo contenti dei quattro punti di vantaggio: stiamo cominciando la discesa verso la fase finale della stagione e dobbiamo mantenere alta la concentrazione. Vogliamo arrivare in fondo in tutti gli obiettivi e per farlo dovremo farci trovare tutti pronti. Quota Scudetto a 99 punti? Dobbiamo vincere almeno sette partite delle otto che mancano. Per ora, i punti che abbiamo non bastano nemmeno per arrivare in Champions, perché da sotto stanno salendo tutti».